Guida a Twitter Spaces

Gud Twitter Spaces

Grazie al boom di Clubhouse, il social audio si è affermato come il trend del momento e molte piattaforme digitali si sono affrettate a programmare lo sviluppo di un clone dell’app lanciata da Paul Davison and Rohan Seth.
Il primo social media a rendere disponibile una funzionalità di social audio è stato Twitter con la funzionalità “Spaces” o “Spazi”. Già a partire dall’aprile 2021 il social di Jack Dorsey ha rilasciato Twitter Spaces ad alcuni utenti di test e successivamente ha reso disponibile la funzionalità a tutti gli utenti, sia su web che sui sistemi operativi mobili Android e IOS, con almeno 600 followers.

Prendendo spunto da un utile post pubblicato da Hootsuite riepiloghiamo di seguito alcune informazioni utili per utilizzare Twitter Space e cerchiamo di mettere schematicamente a confronto le sue funzionalità con quelle di Clubhouse.

Come si utilizza Twitter Spaces

Avviare uno Spazio

Se hai almeno 600 followers puoi avviare uno spazio in maniera molto semplice. Le operazioni da effettuare su IOS (su Android o da desktop sono molto simili) sono le seguenti:

  1. Premi a lungo il pulsante Scrivi
  2. Seleziona l’icona Spazi (più cerchi a forma di diamante).
    Oppure tocca la tua foto del profilo (come se stessi creando un “Fleet”) e scorri verso destra per trovare l’opzione Spazi.
  3. Quando sei pronto per iniziare, tocca Avvia il tuo spazio.
    Ti sarà anche possibile schedulare il tuo evento scegliendo l’opzione Programma per dopo (al momento questa opzione non è presente se si è partiti cliccando sulla foto del profilo).
    Inizialmente il tuo microfono sarà spento e dovrai quindi attivarlo cliccando sull’icona del microfono
  4. Invita i tuoi contatti selezionando, tra le 4 icone mostrate in basso nello schermo, l’ultima a destra (una freccia rivolta verso l’alto) e scegliendo una delle possibili modalità: tramite messaggio diretto (DM), condividendo un Tweet o un link.

Le altre icone di questo menu visualizzato nella parte inferiore dell’app ti permettono di utilizzare altre importanti funzionalità per la gestione del tuo Spazio (V. Fig. 1)

guida twitter spaces: come creare uno Spazio

Fig. 1: Creazione di uno Spazio

Cliccando sull’icona (…) puoi accedere all’opzione Modifica impostazioni, dove puoi decidere chi potrà intervenire come relatore all’interno del tuo Spazio: tutti, chi segui o solo gli utenti che inviti a partecipare.
In questo sottomenu puoi anche attivare i sottotitoli. Ciò consentirà agli utenti di visualizzare i sottotitoli dal vivo durante l’ascolto di uno Spazio (dovranno attivare l’opzione “Visualizza sottotitoli”). Sebbene al momento della pubblicazione di questa guida a Twitter Spaces i sottotitoli non siano ancora disponibili per la lingua italiana, ti consigliamo di attivarli quando sarà possibile in modo da rendere il tuo Spazio accessibile e inclusivo per tutti gli ascoltatori del tuo Spazio.

Cliccando sull’icona raffigurante due persone ottieni informazioni sui partecipanti: qui potrai invitare i tuoi contatti ad unirsi al tuo Spazio come partecipante attivo (cioè come relatore) o come ascoltatore cliccando su Aggiungi partecipanti attivi.

Puoi aggiungere fino a 10 persone (oltre all’Host) come relatori in uno Spazio. Questo elenco può essere modificato in qualsiasi momento durante lo Spazio. Nella Fig. 2 puoi vedere un esempio di Stanza con i tre tipi di partecipanti: Host, partecipante (speaker che può avere il microfono acceso o spento) e ascoltatore.
Inoltre in questa schermata potrai ricercare un partecipante al tuo spazio inserendone il nome (funzionalità che può rivelarsi utile qualora vi siano un numero elevato di partecipanti).

Guida Twitter Spaces: esempio partecipanti

Fig. 2: esempio di Spazio con i tre tipi di partecipanti

Gestione dello Spazio

Mentre uno spazio è attivo, puoi approvare le richieste di intervento degli ascoltatori. Qualsiasi relatore che approvi andrà ad aggiornare il conteggio e conterà ai fini del limite di 10 oratori.
Tieni presente che, in qualità di host dello Spazio, in caso di un comportamento non corretto di un relatore (insulti, spam, interruzioni non giustificate, etc) potrai rimuoverlo, segnalarlo o bloccarlo.
N.B.: un utente bloccato all’interno di uno Spazio di Twitter, risulterà completamente bloccato su tutto Twitter.

Per quanto il numero di ascoltatori che possono partecipare a uno Spazio al momento non è previsto alcun limite.

Terminare uno spazio Twitter

Come host puoi terminare uno Spazio toccando il pulsante Termina in alto a destra. Aggiungiamo anche che uno Spazio può essere terminato in qualsiasi momento da Twitter se vengono violate le regole di partecipazione stabilite dalla piattaforma.

Una volta che lo Spazio è terminato questo non risulta più disponibile per gli utenti. Tuttavia Twitter conserverà per 30 giorni una copia del file audio e dei sottotitoli nel caso in cui sia necessario riascoltare la conversazione per eventuali violazioni alle regole.

Durante questi 30 giorni (che si estendono a 90 in caso venga presentato ricorso), gli host possono scaricare una copia dei dati dello Spazio, inclusa una trascrizione dei testi se sono stati attivati i sottotitoli.

Partecipare ad uno Spazio

Chiunque può partecipare a uno Spazio Twitter come ascoltatore utilizzando una delle due modalità (v. Fig.3):

  • Cliccando sul cerchio viola attorno alla foto di un host nella parte superiore dell’app dove sono elencate le Storie/Fleet.
  • Cliccando su Passa all’ascolto all’interno della casella viola inun tweet.

Fig. 3: come partecipare a uno Spazio Twitter

Come abbiamo detto, non sarà possibile partecipare ad uno Spazio dopo che questo sia terminato.

Una volta entrato in uno Spazio, potrai seguire queste azioni:

  • modificare le impostazioni (come l’attivazione di sottotitoli od effetti sonori);
  • richiesta di diventare un relatore (al momento dell’ingresso in uno Spazio il tuo microfono è disattivato per impostazione predefinita);
  • vedere l’elenco dei relatori e degli ascoltatori;
  • inviare reazioni sotto forma di emoji;
  • condividere tweet;
  • condividere lo Spazio.

Ti sarà utile sapere che puoi comunque continuare a utilizzare Twitter mentre ascolti uno Spazio: ti sarà sufficiente ridurlo ad icona e lo troverai nella parte inferiore dell’app. 

Come trovare gli Spazi su Twitter

La scoperta degli Spazi (così come quella delle Stanze su Clubhouse) è ancora una funzionalità che richiede dei miglioramenti. Secondo alcune indiscrezioni, Twitter ha in programma di creare una scheda dedicata a Spaces all’interno dell’app, dove dovrebbe essere possibile cercare e scoprire nuovi Spazi. 

Gli Spazi sono comunque pubblici e possono essere raggiunti da qualsiasi utente Twitter, comprese le persone che non seguono il tuo account.

Come abbiamo detto, gli host e gli ascoltatori hanno tre opzioni per condividere gli spazi (v. Fig. 4):

  • tramite Messaggio Diretto (MD),
  • condividendo un Tweet
  • condividendo un link.

Fig. 4: condivisione degli Spazi

Inoltre la funzionalità di pianificazione per gli Spazi rendere molto facile promuovere e avvisare i propri follower in anticipo: dopo aver programmato uno Spazio potrai infatti twittare il suo link in modo che i tuoi follower potranno impostare un promemoria per partecipare all’evento una volta che sia attivo (v. Fig. 5).

Fig. 5: Un esempio di Spazio programmato

Twitter Spaces vs Clubhouse

A prima vista Twitter Spaces e Clubhouse sembrano abbastanza simili nel design e nelle funzioni.

Certamente Clubhouse ha il vantaggio di essere stata la prima app a lanciare funzionalità di social audio. Tuttavia vi sono alcune funzionalità, come ad esempio la qualità dell’audio e l’ascolto da web, dove Spaces sembra essere addirittura superiore a Clubhouse.

Per permettere un confronto ad alto livello dei due servizi abbiamo preparato una tabella con le principali caratteristiche di Twitter Spaces e Clubhouse.

CaratteristicaTwitter SpacesClubhouse
Ruoli utente3 (host, relatore, ascoltatore)4 (host, co-host, relatore, moderatore, ascoltatore)
PiattaformeiOS, AndroidiOS, Android
RegistrazioneAperta a tutti come ascoltatore, almeno 600 followers per essere HostSolo su invito, qualsiasi iscritto può essere un host
Qualità audioHi-Fi audio basata sull’infrastruttura utilizzata su PeriscopeInferiore a quella di Spaces (secondo i primi giudizi degli utenti)
TestiNOCondivisione di un Tweet in alto nello spazio di ascolto
Comunicazione diretta con utentiSI, attraverso le funzionalità di base di TwitterNO (solo in maniera indiretta, attraverso Instagram o Twitter)
DispositiviMobile, desktop (solo ascolto)Solo mobile
Reazioni del pubblicoEmoji (5)NO
Numero massimo relatori e ascoltatoriMax 10 relatori, nessun limite per gli ascoltatoriNessun limite per i relatori, max 5000 ascoltatori
Programmazione eventiSISI
RicercaSpazi visibili nella parte superiore dell’appStanze visibili nell’Hallway
PrivacyTutti gli Spazi sono pubbliciLe Stanze possono essere private o pubbliche

In realtà la principale differenza tra le due piattaforme è la diversa dimensione della loro base di utenti. Sotto questo punto di vistaSpaces ha un notevole vantaggio, dal momento che Clubhouse è solo una nuova app che sta costruendo una sua audience partendo da zero, mentre Twitter ha già milioni di utenti giornalieri attivi.

Tuttavia per entrambe le piattaforme si tratta delle prime versioni sperimentali e nel corso dei prossimi mesi vedremo sicuramente un progressivo rilascio di nuove funzionalità che sono destinate a confermare o cambiare questo scenario.

La battaglia per ritagliarsi un ruolo di riferimento nel mondo del social audio è solo iniziata!

Social audio: un mercato destinato a durare

mercato social audio

I social media, che abbiamo sempre visto come solo testo, immagini o video, ora hanno una nuova componente privilegiata: l’audio.
 
In realtà l’utilizzo della voce come mezzo di comunicazione è già in auge da un po’ di tempo grazie ai podcast. I podcast sono però un mezzo di comunicazione asincrono ed unidirezionale, dal momento che presuppongono la registrazione di un contenuto in anticipo e in una modalità in cui non sono previste interazioni con il pubblico.
 
I contenuti classificati come social audio sono invece diversi in quanto l’audio è prodotto in tempo reale ed avviene all’interno di “eventi” che consentono agli ascoltatori di partecipare attivamente al dialogo.
L’audio è particolarmente efficace e importante perché può fornire una comprensione più approfondita del contesto comunicativo che non sarebbe invece possibile con il solo testo. L’esigenza di aggiungere delle emoji nelle chat e nei contenuti online non nasce forse da questo?
E’ un fatto risaputo che l’intonazione della voce ci aiuta infatti a comprendere e chiarire il tono della comunicazione.

Social Audio: the next big thing?

L’affermarsi del social audio e di Clubhouse è un fenomeno che doveva quasi considerarsi come inevitabile. A dirlo è Ben Thompson che vede il social audio come espressione di un processo di “democratizzazione” dell’utilizzo dei canali social: dal blogging a Twitter, dal sito web a Instagram, da YouTube a TikTok

Secondo John Milinovich, Product Manager di Clubhouse, siamo entrati nell’era dell’ambient computing, un periodo in vedremo una proliferazione di audio sincrono e asincrono e che segna un arricchimento rispetto a quelli precedenti, caratterizzati dall’utilizzo prevalente di testi e links (desktop era) o immagini e video (mobile era).

social audio ambient computing

Il tema del social audio sta quindi attirando notevole attenzione da parte dei marketer e degli analisti. Jeremiah Owyang ne prevede una rapida crescita, trainata dalla diffusione degli smartphone e delle app, e prospetta la nascita di diversi modelli di business:

  • Servizi per gli utenti.
    In questo modello di business i servizi offrono agli utenti la possibilità di migliorare la loro esperienza dell’uso dell’app o della scelta delle “rooms” a cui partecipare: Premium audio, Premium rooms, Premium analytics, rooms senza annunci pubblicitari, meccanismi di monetizzazione per i creators (mance e utilizzo di criptovalute).
  • Servizi di Advertising e Marketing.
    Le aziende potranno utilizzare dei servizi per la promozione del brand o dei loro prodotti: branded clubs, rooms sponsorizzate, annunci pubblicitari (banners, testi, audio), interviste sponsorizzate ad influencers, E-commerce.
  • Monetizzazione dell’accesso ai dati.
    In questo ambito rientra l’offerta di servizi offerti alle aziende per analisi statistiche sofisticate, per l’accesso massivo ai dati in formato raw (analogo al servizio Firehose di Twitter), l’utilizzo di API per lo sviluppo di nuove applicazioni.

Ma social audio non è solo Clubhouse

La lista delle aziende che ha deciso di salire sul carro del social audio è cresce ogni giorno. Tra queste ci sono Facebook, Twitter, Linkedin, Spotify, Discord.

Al momento le informazioni che abbiamo sono solo quelle relative agli annunci fatti dalle aziende e alle immagini dei prototipi che girano in Rete. Pertanto al momento è molto difficile fare delle previsioni e comprendere se si affermerà la strategia di Clubhouse – app dedicata esclusivamente all’audio – o quella delle altre piattaforme concorrenti – audio come funzionalità aggiuntiva.
Tra queste ultime, Twitter con Spaces, Linkedin e Facebook con le loro Live Audio Rooms sono probabilmente destinate a diventare le concorrenti più agguerrite di Clubhouse, facendo leva sul loro bacino di utenti e sull’ ampiezza della gamma delle funzionalità.

facebook live audio rooms
Facebook Live Audio Rooms

Anche Spotify, con la recente acquisizione di Betty Labs merita una particolare attenzione grazie all’esperienza maturata da Locker Room nel settore di nicchia delle trasmissioni sportive.

Analogamente Discord, con il suo Stage Channels, potrebbe giocare un ruolo importante nel mercato del social audio dal momento che ha già una reputazione con le sue funzionalità di chat audio private.

Discord stage channels
Fonte: Discord

Infine non possiamo dimenticare Telegram con la sua funzionalità Voice Chat 2.0 che potrebbe attirare molti utenti in virtù delle sue sofisticate funzionalità di sicurezza.

L’aspetto della sicurezza è infatti al momento il tallone di Achille di Clubhouse. Numerosi i punti oscuri o in palese violazione delle attuali norme nazionali o internazionali:

  • non viene richiesto il consenso
  • mancano i riferimenti al GDPR
  • i dati vengono trasferiti in USA
  • non è chiaro a che titolo i dati possono essere trasferiti a Terze Parti.

Uno sguardo al mercato

Concludiamo cercando di ipotizzare le possibili evoluzioni del mercato del social audio. Secondo Jeremiah Owyang uno dei più stimati analisti del mercato hi-tech, possiamo prevedere:

  1. Una rapida adozione da parte dell’utenza: spinto dal lockdown, il social audio otterrà un numero elevato di utenti nel 2021 e oltre.
  2. Gli investimenti non saranno limitati a Clubhouse: in generale ogni mercato tende ad avere 3 attori principali: il primo, il più grande e quello innovativo. Per questo motivo bisogna attendersi che le società di Venture Capital finanzieranno altre start-up nelle categorie indicate in precedenza (servizi per gli utenti, servizi di Advertising e Marketing, monetizzazione dell’accesso ai dati).
  3. Possibili acquisizioni da parte di un gigante tecnologico del settore consumer: big player come Google o Facebook, potrebbero acquisire una piattaforma, spinti dalla paura di giocare un ruolo troppo secondario in questo mercato.
  4. Possibili acquisizioni nel settore enterprise: anche le aziende software, impossibilitate a sviluppare funzionalità ad-hoc in breve tempo, potrebbero acquisire app specializzate in questo mercato per poter integrare funzionalità di social audio all’interno di piattaforme di collaborazione o di comunicazione.
  5. Rallentamento del mercato post-quarantena: come speriamo tutti, riusciremo a limitare e controllare la diffusione del Covid-19. Questo provocherà un ritorno di massa verso i viaggi e il turismo, con un conseguente riduzione del consumo di social audio. Questa flessione terminerà non appena la spinta a viaggiare si sarà normalizzata.
  6. Consolidamento: vedremo successivamente un consolidamento del mercato e la sopravvivenza di pochi operatori.
  7. Normalizzazione: infine avremo l’integrazione del social audio all’interno di ogni servizio o dispositivo digitale, sino a far diventare questa funzionalità una modalità standard di interazione, come un emoticon o un particolare tipo di commento.

Statistiche e-mail marketing 2021

statistiche email marketing 2021

Chi ci segue o ha frequentato uno dei nostri corsi sa già quanto riteniamo importante utilizzare l’email marketing nell’ambito di una strategia di web marketing. Per questo motivo, prendendo spunto da un interessante articolo pubblicato su Website Planet, riportiamo di seguito alcune recenti statistiche sull’email marketing che possono esservi di aiuto per un utilizzo più efficace di questo strumento.

Statistiche e-mail marketing 2021

statistiche e-mail marketing 2021: email vs social CTR
Credits: Website Planet
  • Il CTR di una email può essere sino a 100 volte maggiore di un contenuto pubblicato su un social media.
  • Un’appropriata segmentazione di una lista può portare ad un incremento del 39% del tasso di apertura.
  • Il 50% dei consumatori preferisce comunicare con un brand via email, in confronto ad un 20% per una email o il 7% per un messaggio sui social media.
  • L’email è il primo canale di acquisizione di nuovi clienti per le piccole e medie aziende, nell’81% dei casi.
  • I messaggi di posta elettronica con un oggetto personalizzato sono aperti con una frequenza maggiore (26%) rispetto a quelli che hanno un’intestazione generica.
  • La brevità nell’intestazione di una email è fondamentale: un oggetto con al massimo 21 caratteri può incrementare il tasso di apertura del 31%.
  • Il cellulare è la star delle email: oltre la metà (55%) delle email vengono gestite su questo dispositivo. Segue la webmail con il 28%. Solo il 16% delle e-mail viene aperto con un client email su un desktop.
  • Il 13% del fatturato generato dall’email marketing è generato da tecniche di email automation. Questo dimostra l’importanza dell’adozione di tecniche avanzate per la messaggistica.
  • Si possono aumentare i tassi di apertura dei messaggi fino al 16% semplicemente personalizzando le righe dell’oggetto con il nome dell’iscritto alla propria newsletter.
  • Il 78% dei consumatori afferma di fare clic sulle e-mail di marketing che includono offerte promozionali speciali o coupon per i prodotti a cui sono interessati: un esempio di come la personalizzazione e contenuti di valore possano aumentare il coinvolgimento su questo canale di marketing.
  • L’invio di e-mail in occasioni speciali, quali compleanni o festività può far aumentare i ricavi fino al 20%. Una buona pratica è inviare un messaggio insieme a un’offerta speciale di sconto. L’occasione speciale farà infatti sembrare questa comunicazione meno simile a un’email promozionale e potrà catturare l’attenzione delle persone in un momento in cui sono di buon umore e quindi più ricettive alla “conversione”.
  • A livello globale, il tasso medio di cancellazione dell’iscrizione alle e-mail è solo dello 0,2%. Questo numero così contenuto conferma l’importanza dell’email perché significa che si è in grado di mantenere il 99,8% dell’attenzione dei propri utenti a lungo termine. Le conversioni su altri canali di vendita e marketing sono invece conversioni una tantum (ad esempio tramite campagne pubblicitarie PPC) o hanno un risultato che può variare, anche sensibilmente, nel tempo. Ad esempio sui social media la copertura organica viene costantemente ridotta a favore dell’incentivo all’utilizzo delle inserzioni pubblicitarie (Pay-to-Play).

Siete a conoscenza di altre statistiche di email marketing aggiornate al 2021? Fatecelo sapere rispondendo nei commenti.

Clubhouse Tools

blog post header clubhouse tools

Clubhouse vi ha conquistato e avete deciso di creare una stanza o un club su un argomento che vi interessa particolarmente? Allora potrebbero esservi utili i servizi online e le app che, sulla scia del successo dei Clubhouse, stanno spuntando come funghi e che possono arricchire il vostro profilo e il vostro utilizzo di questo servizio di social audio.

Abbiamo raccolto in questo articolo, che cercheremo di aggiornare con continuità, un elenco dei principali tools che abbiamo scoperto in Rete facendo un po’ di ricerche o leggendo alcuni utili post, come questo di Matt Navarra.

Per facilitarne l’utilizzo abbiamo suddiviso questi strumenti in 6 categorie principali: bio, avatar, gestione, ricerca, analytics, varie.

Bio

I tools in questa categoria permettono di creare e modificare la biografia da inserire nel proprio profilo.

Clubhouse Bio BuilderApp su IOS
Clubhouse Bio Creatorhttps://clubhousebio.xyz

Avatar

Sono disponibili numerosi strumenti per migliorare la propria foto del profilo con effetti speciali, ad esempio con un anello colorato.
Tra questi segnaliamo:

Clubhouse Avatar Makerhttps://avatar.lvwzhen.com
Clubhouse Glowhttps://www.clubhouseglow.com
Clubhouse Avatar Prohttps://clubhouse-avatar.netlify.app
Photo BG Changer for ClubhouseApp su IOS
Ch Pichttps://chpic.me
Clubhouse Toolshttps://clubhousetools.app/

Gestione

In questa categoria rientrano i tools che consentono di migliorare la gestione di una room, come ad esempio la creazione di una landing page dove inserire l’agenda, regole per gli speakers, link ad insirizzi web, conferme di partecipazione, etc:

Clublinkhttps://clublink.to/
Clubhypehttps://clubhype.io
Shorten Clubhttps://shorten.club
Host Notesgethostnotes.com
Comethttps://withcomet.com
Luma for Clubhousehttps://lu.ma/clubhouse
Ask Clubhousehttps://askclub.house/en
ClubberOne for Clubhousehttps://clubber.one/
Clublyhttps://clubly.co/
Flipphttps://useflipp.com/clubhouse
Clubdeckhttps://www.clubdeck.app/

Un esempio di come si può arricchire un evento con Host Notes è mostrato nella figura seguente.

Esempio Clubhouse tools: Host Notes

Ricerca

Sono numerosi i servizi specializzati per favorire la scoperta di eventi e club relativi ad un determinato argomento:

Clubsearchhttps://clubsearch.io
Yoyohttps://www.yoyo.club
Housely Clubhttps://housely.club/welcome
ClubH.onehttps://clubh.one/
ClubHubhttps://clubhub.site
Rooms of Clubhousehttps://roomsofclubhouse.com

Analytics

Se vi interessa analizzare le statistiche dell’account, dei vostri eventi o scoprire quali sono gli influencer più popolari su Clubhouse potete provare questi strumenti:

Club+app su IOS
Direconhttps://www.direcon.com
Clubhousetools.xyzhttps://monitor.clubhousetools.xyz/
ClubhouseRankinghttps://clubhouseranking.net/top-world
Clubhouse Databasehttps://clubhousedb.com/

Varie

Infine in questa categoria abbiamo raggruppato i tools Clubhouse di vario tipo, come ad esempio una utile funzionalità di chat durante le room o una libreria di suoni da utilizzare durante un evento (Clubpad).
Tra questi vi è anche un servizio che offre una raccolta delle registrazioni audio delle rooms più popolari, sebbene la registrazione dei contenuti audio sia al momento vietato dai termini di servizio di Clubhouse.

CH Chathttps://ch.chat
Clubpadhttps://www.clubpad.co/
Casthousehttps://casthouse.net/

E voi conoscete altri strumenti per utilizzare in maniera più efficace Clubhouse? Segnalateli nei commenti.

Aggiorneremo questo post man mano che scopriremo nuovi tools: quindi continuate a seguire questo blog o iscrivetevi alla nostra newsletter!

Statistiche gaming 2021

statistiche gaming 2021 blog post

Uno dei nuovi settori in cui Facebook ha deciso di entrare con tutta la sua potenza di fuoco è quello del gaming. La scorsa estate ha infatti lanciato l’app Facebook Gaming con cui cerca di sfidare piattaforme come Twitch e YouTube.

A conferma dell’impegno a voler meglio comprendere il mondo del gaming, della società di Palo Alto ha condotto una ricerca di mercato sul comportamento dei giocatori, approfondendo le loro motivazioni, preferenze ed abitudini. I risultati sono riportati nel documento “Dati statistici sul mercato dei giochi per il 2021 – Dati statistici per prevedere lo sviluppo, la crescita e la monetizzazione del settore dei giochi”.

Nel sondaggio sono state coinvolte oltre 13.000 persone in 4 paesi chiave: Germania (DE), Corea del Sud (KR), Stati Uniti (US), Regno Unito (UK). In oltre sono stati presi in considerazione sia i nuovi che i vecchi giocatori, secondo questa classificazione in “coorti”:

  • Nuovi giocatori: non giocavano a giochi per dispositivi mobili prima del picco iniziale della pandemia e hanno continuato a giocare almeno un’ora a settimana (luglio 2020).
  • Giocatori esistenti: persone che giocavano a giochi per dispositivi mobili prima del picco iniziale della pandemia e che continuano a giocare ancora adesso almeno un’ora a settimana (luglio 2020).

Punti salienti della ricerca di Facebook statistiche gaming 2021

Il numero di persone che usano i giochi per mobile è aumentato in modo significativo in tutto il mondo a causa del COVID-19 (v. Fig. 1) ma questo aumento non sembra essere una cosa solo transitoria. Molti dei giocatori su dispositivi mobili che hanno iniziato a giocare dopo la diffusione iniziale del COVID-19 si dedicano ancora adesso ai videogiochi.

statistiche gaming 2021 - crescita pubblico
Fig. 1

I nuovi giocatori giocano più ore a settimana rispetto ai giocatori esistenti (v. Fig. 2).
Anche se i giocatori nuovi ed esistenti affermano di giocare un numero simile di sessioni alla settimana, i nuovi giocatori giocano più ore a settimana rispetto ai giocatori esistenti in tutti i paesi.

statistiche gaming 2021 - ore giocate a settimana
Fig. 2

Perchè si gioca?

In tutti i paesi presi in considerazione, giocatori nuovi ed esistenti hanno citato motivi simili per spiegare come mai usano i giochi per mobile: alleviare lo stress, passare un po’ di tempo e provare un senso di soddisfazione al raggiungimento di un traguardo. Queste motivazioni principali confermano i risultati di un’indagine simile condotta in precedenza da Facebook.

L’aspetto social è fondamentale.

Il concetto di community è sempre stato un aspetto fondamentale nel gaming e questo aspetto viene favorito dal fatto che i siti di live streaming, i cui contenuti non sono ristretti esclusivamente al gaming, sono tutti cresciuti enormemente.

Piattaforme come Twitch, YouTube Gaming e Facebook Gaming, anche a causa dei lockdown, hanno tutte registrato dei record nelle ore di visualizzazione (v. Fig. 3).

statistiche gaming 2021 - crescita numeri streaming
Fig. 3

Fonte: “Streamlabs & Stream Hatchet Q3 2020 Live Streaming Industry Report

Ma le community di gaming si incontrano non solo nelle dirette streaming ma anche nei gruppi Facebook dedicati ai giochi. Il numero di membri attivi nei gruppi di gaming su Facebook nonché il numero di questi gruppi sono infatti aumentati durante i mesi successivi alla pandemia.
Al momento, più di 230 milioni di persone sono membri attivi di oltre 630.000 gruppi di gaming su Facebook ogni mese.

Inoltre i giocatori in tutti i paesi dicono di preferire le esperienze come giocatore singolo rispetto a quella come multigiocatore. Tuttavia, rispetto ai giocatori esistenti, i nuovi giocatori sono più propensi a esperienze collaborative e multigiocatore, nonché a chattare con gli altri all’interno del gioco (v. Fig. 4).

statistiche gaming 2021 - social gaming
Fig. 4

In particolare negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, i nuovi giocatori sono notevolmente più propensi a prendere parte ad attività social all’interno del gioco, come giocare con gli altri online, partecipare a tornei all’interno del gioco o dare/ricevere consigli su come migliorare le prestazioni di gioco.

La spesa dei giocatori è in crescita.

Le statistiche gaming 2021 ci dicono che in tutti i mercati si è riscontrato un aumento della spesa in giochi per mobile dopo la diffusione iniziale del COVID-19. Questa tendenza risulta più marcata per i nuovi giocatori.
Per quanto riguarda i motivi di spesa vi è una certa differenza a secondo del particolare paese. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, le persone sono particolarmente motivate a pagare per rimuovere le inserzioni. In Germania e Corea del Sud, le persone intervistate hanno detto di pagare per evitare le attese o per saltare punti difficili (in particolare nei rompicapi).

Tutti i giocatori sono disposti a vedere la pubblicità nei giochi.

In questa indagine, come in ricerche precedenti, si è riscontrato che le persone sono disposte a visualizzare inserzioni nei giochi pur di avere dei giochi gratuiti (v Fig.5).
Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, la preferenza relativa ai modelli supportati dalla pubblicità è più marcata tra i giocatori esistenti. I nuovi giocatori sono invece più aperti a modelli di monetizzazione alternativi, come gli acquisti all’interno dell’app.

statistiche social - strategie monetizzazione
Fig. 5

Aumento degli acquisti online

In questa indagine di Facebook vengono anche riportati dei dati interessanti e che non riguardano unicamente il settore del gaming. Secondo un sondaggio online di Kantar, l’89% dei consumatori a livello globale (quindi non solo i giocatori) afferma di avere delle remore a fare degli acquisti nei negozi fisici, per gli ovvi motivi legati alla pandemia. Ciò ha portato naturalmente all’aumento dello shopping online anche per i giochi, come evidenziato nella Fig. 6.

Fig. 6

Il nome del gioco o del brand influenza le vendite

L’esame dei fattori che influiscono nel processo di acquisto di un gioco per console, riportati in Fig. 7, suggerisce che anche il settore del gaming su mobile si focalizzi su strategie di apprezzamento del brand/titolo per l’incremento delle vendite.

statistiche gaming 2021 familiarità gioco
Fig. 7

Riepilogo statistiche gaming 2021

In conclusione, i marketer del settore del gaming dovranno adottare i seguenti accorgimenti o strategie:

  • connettersi con i nuovi giocatori, ampliando il mercato target e sviluppando nuove creatività;
  • adottare modelli di monetizzazione misti (pubblicità e acquisti in-app) per tenere conto dei mutati comportamenti dei giocatori;
  • esplorare le opportunità al di fuori del gioco, unendosi alle conversazioni delle community su piattaforme di streaming o social media;
  • ispirarsi al settore del gaming per console per quanto riguarda la capacità di raccontare delle storie.

Perchè i video brevi sono diventati così importanti?

blog post importanza video brevi

Uno dei fenomeni più interessanti che stiamo vedendo in questi mesi è il boom dei video brevi.

Come abbiamo detto, esaminando i principali social media trends del 2021, tutte le principali social app, come TikTok, Instagram, Snapchat, YouTube offrono o stanno sviluppando funzionalità per la creazione e condivisione di short video.

La diffusione dei video – qualsiasi sia la loro durata – sui canali online non è comunque una sorpresa: chiunque trascorra del tempo su web o mobile sa che questo tipo di contenuto sta ormai prendendo il sopravvento. E non solo perché la pandemia ci sta costringendo a trascorrere molta parte del nostro tempo a casa: già dal 2015 il video streaming ha cominciato a crescere del 13% ogni anno.
Una ricerca di CISCO prevede addirittura che entro il 2022 l’82% dei contenuti online sarà video.

Nel corso degli anni il video si è ricavato un ruolo sempre più importante. Come ben evidenziato nel grafico di Connie Chan (Fig. 1), abbiamo visto tre fasi distinte nella diffusione del contenuto video.

Fig.1: 3 fasi nella diffusione dei video – Fonte: Connie Chan/Andreessen Horowitz

La prima fase, ovviamente, è stata quella della televisione, dove la produzione di contenuti richiedeva budget elevati, un’accurata pianificazione e precisi limiti di durata (30 – 60 minuti).

Nella seconda fase, l’avvento di YouTube ha rotto gli schemi e reso possibile a chiunque di essere un creatore di contenuti. I contenuti possono essere di qualsiasi durata (1 minuto, 10 minuti o anche qualche ora) e possono essere pubblicati in qualsiasi momento.

Ora siamo entrati nella terza fase, l’era di TikTok, dove i video sono di breve durata (5 – 15 secondi) e possono essere creati senza la necessità di avere delle apparecchiature particolari: è sufficiente uno smartphone.

Uno dei motivi di successo dei video brevi è certamente il fatto che la sua durata è perfetta per la bassa soglia di attenzione che tutti noi abbiamo verso i vari media. Questa soglia di attenzione è particolarmente bassa – si stima in circa 6 – 8 secondi – per la Generazione Z, un segmento di mercato a cui si rivolgono i brand più attivi online.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il formato verticale di questi contenuti: il successo di TikTok, il boom delle Storie di Instagram o Snapchat è fortemente legato alla verticalità dei video.

Secondo la definizione che fornisce la stessa TikTok all’interno del proprio sito web, l’app fornisce una “Fully-immersive vertical video experience”, dove è la verticalità del video ad essere evidenziata come elemento di differenziazione.

I video in formato verticale sono infatti diventati così popolari da superare quelli in formato orizzontale.
Sono diversi i fattori che hanno reso il formato verticale così popolare.

Il mondo è diventato mobile.
Non lo possiamo negare: siamo sempre connessi allo smartphone e sono pochi i momenti in cui utilizziamo il desktop. La naturale conseguenza è che quando accediamo ai social media lo facciamo da un cellulare, cioè in formato verticale.

Potrebbe sembrare ovvio, ma gli smartphone, proprio come qualsiasi altro telefono, sono stati progettati per soddisfare la loro funzione principale: effettuare e ricevere chiamate, il che significa che sono disegnati per essere utilizzati tenendoli in posizione verticale.

In effetti, secondo il MOVR (Mobile Overview Report) del dicembre 2014, il 94% degli utenti tiene il telefono in verticale quando guarda un video, anche se questo ha un formato verticale (v. Fig. 2).

importanza video brevi: formato verticale
Fig. 2: In che formato preferiamo i video sul cellulare?

Credit: Form Meets Function – MOVR (Mobile Overview Report)

I social network sono ottimizzati per i dispositivi mobili.

Più il mondo diventa mobile, più i social network seguono la tendenza. Tenere il telefonino in posizione verticale consente di digitare e accedere facilmente ai menu e persino di utilizzare diverse funzionalità in modo più intuitivo e naturale. Per questo i social network hanno modificato le loro interfacce utente.

I video verticali migliorano i risultati degli inserzionisti.

I video verticali non sono solo utili per utenti e social network, ma possono anche avere un impatto significativo sulla tua attività. In effetti, i dati forniti da Snapchat dicono che gli inserzionisti che hanno iniziato a utilizzare video verticali per promuovere i loro prodotti hanno ottenuto risultati molto migliori di quelli che non lo hanno fatto, soprattutto per quanto riguarda le visualizzazioni e il coinvolgimento degli utenti.

Secondo i dati di Wibbitz, una piattaforma che permette di creare video automatizzati, l’utilizzo di video verticali ha provocato un incremento del 130% delle visualizzazioni e un coinvolgimento 4 volte maggiore su Facebook.

Usare il cellulare in verticale richiede meno fatica.

Siamo così abituati a leggere le e-mail, a cercare le nostre foto e persino a guardare i video in verticale, che non giriamo mai i nostri telefoni in orizzontale!
Inoltre i video verticali sono molto più facili da registrare.

Ci sono anche altri motivi che hanno reso così popolari gli short video tra i brand e i creators:

  • Le piattaforme mettono a disposizione degli utenti degli strumenti sofisticati di editing video. Non è necessario avere delle competenze specialistiche nella creazione e montaggio di video per realizzare dei contenuti coinvolgenti ed interessanti.
  • Sound On: la loro visualizzazione avviene con l’audio attivo e cioè consente di attirare immediatamente l’attenzione dell’utente. Inoltre la presenza di un brano musicale migliora l’aspetto emozionale del contenuto e crea delle esperienze immersive.
  • I contenuti mostrati all’utente (nella scheda Per Te di TikTok o in quella Esplora di Instagram) sono trovati dall’algoritmo e non in base alle connessioni social. Questo permette alle persone di essere costantemente aggiornate sui trend più recenti e ai video di diventare virali indipendentemente dal numero di contatti del creator.
  • Le caratteristiche di imperfezione, autenticità e spontaneità (diversamente da quanto troviamo su Instagram, dove le creatività trasmettono quasi sempre un’immagine patinata e sofisticata) degli short video sono adatte per comunicazioni più “casual” e quindi più adatte per la Generazione Z, un segmento di utenza che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere da parte dei brand.

Come si vede, l’utilizzo dei video è ormai al centro delle attività di comunicazione dei social ed è diventato uno strumento che, con tutte le sue diverse declinazioni (long, short, dirette, livestream shopping, etc) deve occupare uno spazio importante nel bagaglio degli strumenti a disposizione del moderno marketer.

Come funziona Clubhouse?

come funziona clubhouse

Vuoi sapere il funzionamento di Clubhouse, l’app di cui tutti parlano sui social e non solo?

Terry Nguyen ha scritto un esauriente articolo su The Vox che ho liberamente tradotto e adattato per te.

L’app di chat audio Clubhouse è stata concepita progettata per due tipi di persone: quelli a cui piace parlare e quelli a cui piace ascoltare. Il fondatore di Tesla Elon Musk appartiene alla prima categoria. Così come Mark Zuckerberg di Facebook, come Vlad Tenev di Robinhood e come molte altre figure influenti della Silicon Valley, tra cui gli investitori Ben Horowitz e Marc Andreessen, che hanno scommesso milioni di dollari nel successo di Clubhouse. Anche un utente normale può essere una persona a cui piace parlare, sebbene non ci sia alcuna garanzia che qualcuno (a parte qualche amico) si unirà alla conversazione e rimarrà ad ascoltarlo.

Come ascoltatore, tuttavia, l’app offre un’ampia scelta di conversazioni su praticamente qualsiasi argomento si possa immaginare: pratica di una lingua straniera, gestione patrimoniale, consigli marketing su Instagram, terapie, servizi di streaming musicale. Una volta entrati sulla homepage è semplice passare da una stanza all’altra: un ascoltatore può entrare silenziosamente in una “room” e sintonizzarsi sulla conversazione in corso.

Il problema di Clubhouse è che è solo su invito, almeno nella sua attuale fase di beta test. E’ infatti necessario ricevere un invito da un utente esistente per ottenere l’accesso alla piattaforma. Inoltre al momento l’app è disponibile solo dispositivi con sistema operativo iOS. (Tuttavia i fondatori di Clubhouse affermano che stanno lavorando per rendere l’app disponibile per un pubblico più ampio, comprendendo anche gli utenti Android, ma la tempistica di rilascio rimane incerta.)

Nonostante questi aspetti legati all’esclusività, l’app ha un notevole potenziale di crescita. Ogni nuovo utente riceve due inviti da distribuire e già esiste un mercato online per l’acquisto di inviti. Sempre più persone, compreso il pubblico internazionale in Europa e in Asia, stanno ora cercando con regolarità di iscriversi al servizio dopo il discorso dal vivo di Elon Musk dello scorso 31 gennaio, quando è stato raggiunto il massimo della capacità di una chat room della piattaforma (5.000 persone). Da allora Clubhouse ha superato i 3 milioni di download, con una base utenti stimata di oltre 2 milioni.

Queste statistiche sono un segnale promettente per la neonata piattaforma audio, che è stata lanciata nel marzo 2020. Gli imprenditori e i venture capitalist più influenti sono ottimisti nell’incoronare Clubhouse come il prossimo social network di successo. Secondo alcuni dati, dopo l’ultimo round di finanziamento, Clubhouse è valutata 1 miliardo di dollari.

L’hype entusiastico del mondo tecnologico, tuttavia, non ha ancora raggiunto la maggior parte degli americani medi, che hanno meno probabilità di avere familiarità con la piattaforma in virtù dell’accesso così limitato. Per chiarire il contesto, Clubhouse con i suoi 2 milioni di utenti, è molto più piccolo di colossi come Facebook (2,8 miliardi di utenti attivi mensili globali, inclusi Instagram e WhatsApp, che sono di sua proprietà), TikTok (1 miliardo), Twitter (330 milioni) e Snapchat (249 milioni).

Essere un’app basata su inviti avrebbe potuto ridurre la sua crescente popolarità all’interno di determinati circoli sociali, ma l’esclusività è diventata un fattore fondamentale per alimentare la curiosità generale. Celebrità, creativi e intrattenitori, ad esempio, sono stati i primi ad adottare l’app. Altrettanto è capitato agli addetti ai lavori della Silicon Valley, stimolati dall’interesse degli investitori. I fan più convinti dell’app credono che Clubhouse sia il futuro dei social media basati sull’audio, una volta che diventerà accessibile a tutti. Tuttavia, la piattaforma non è stata priva da denunce di molestie, disinformazione e insufficiente moderazione dei contenuti, problemi che affliggono tutti i principali social network. Gli utenti sono consapevoli di questi difetti, ma per ora l’aspetto di novità di Clubhouse deve ancora svanire.

Cos’è Clubhouse e come funziona?

Clubhouse nasce da un’idea dei fondatori Rohan Seth e Paul Davison, che in precedenza avevano collaborato a Talkshow, un’app ormai defunta che consentiva agli utenti di avere una conversazione di testo pubblica che poteva essere visualizzata da un numero qualsiasi di persone. Clubhouse è stato il loro “ultimo tentativo“, affermano, di creare un’app social che mirasse ad essere “più umana” e guidata dalle conversazioni, piuttosto che dai post.

Le conversazioni sull’app avvengono in stanze, organizzate in una sorta di palcoscenico virtuale. L’organizzatore e i moderatori, a cui è data la prerogativa di parlare, controllano il flusso della conversazione, cioè chi può parlare e quando. In qualità di ascoltatore, puoi utilizzare la funzione “Alza la mano”, ma è il moderatore a decidere se consegnarti o meno il microfono digitale.

Se sei seguito dal moderatore o dall’ospite, il tuo avatar sarà posizionato in una sezione speciale, situata sopra la sezione riservata agli altri ascoltatori, rendendo così molto più facile intervenire. E mentre queste chat room sono degli eventi singoli, gli utenti possono anche iscriversi a club pubblici e privati, classificati in categorie molto generiche come “tecnologia” o “benessere”, e che aggiornano frequentemente il programma dei loro prossimi eventi.

Craig Jenkins di Vulture ha paragonato l’app a “una fiera commerciale senza fine … dove il momento migliore è quando riesci a scappare altrove con gli amici”. L’esperienza su Clubhouse varia in base alla stanza e all’argomento e può essere paragonabile alla sintonizzazione su un podcast inedito, un panel specifico del settore o una teleconferenza piena di pettegolezzi. Come la maggior parte delle piattaforme social (e degli eventi professionali), Clubhouse è utile per ciò che ne fai e, in definitiva, di chi conosci. Vale anche la pena far notare che l’app è inaccessibile ai non udenti e non ha ancora offerto alcun tipo di funzione di sottotitoli automatici.

Va detto che sull’app è diffuso un approccio molto professionale, anche da parte utenti generici. Gli organizzatori e i moderatori cercano di esercitare un certo livello di influenza sociale o professionale e le sale di grandi dimensioni sono generalmente organizzate da creativi, investitori o imprenditori affermati. Ci sono anche room che sono più divertenti, informative o scandalose di altre (ad esempio alcuni utenti si sono imbattuti involontariamente in materiale sessualmente espliciti come le “stanze dei gemiti”), ma questo può capitare esclusivamente per scelta dell’utente. A differenza di quanto accade su TikTok, che si basa fortemente sull’utilizzo di algoritmi, Clubhouse simula le gerarchie sociali esistenti, organizzando le persone in comunità con cui hanno già familiarità. L’app incoraggia anche l’uso di nomi completi, piuttosto che di nomi utente, facendo quindi affidamento sui legami esistenti per attirare gli ascoltatori.

Il giornalista tecnologia Will Oremus ha affermato che Clubhouse è l’antitesi di Twitter in base a come è organizzato il social network. “La struttura della piattaforma di Twitter è essenzialmente piatta e aperta”, ha scritto Oremus, “nel senso che praticamente chiunque può unirsi, twittare, rispondere a chiunque altro e avere almeno una remota possibilità di raggiungere un vasto pubblico”. Invece Clubhouse ha una struttura più gerarchica e chiusa, a partire dal modello iniziale di servizio a cui si accede solo su invito.

L’aspetto attraente – e la preoccupante realtà – delle conversazioni aperte

La possibilità di ospitare conversazioni autentiche e ricche di sfumature è considerata l’attrazione principale di Clubhouse. I suoi fondatori ritengono che fornire spazio di discussione possa “riunire le persone” e distruggere efficacemente i luoghi di plateale autopromozione incoraggiati dalle piattaforme più popolari. Un articolo di Bloomberg lo scorso dicembre ha elogiato l’app per la sua “gentilezza” e per la capacità di “ripristinare discorsi pacifici e di civiltà piuttosto che esacerbare le tensioni”.

All’inizio di febbraio, Clubhouse ha fatto notizia a livello internazionale per il fatto che gli utenti cinesi, taiwanesi, di Hong Kong e uiguri avevano discusso di argomenti proibiti in Cina, quali i campi di concentramento nello Xinjiang, raccogliendo migliaia di ascoltatori. La Cina ha subito bloccato l’app, ma questo raro esempio di dialogo transfrontaliero ha messo in luce un obiettivo ambizioso della piattaforma: diventare il forum pubblico di riferimento per conversazioni e idee a livello globale.

Il concetto è intrigante e le grandi piattaforme stanno osservando l’ascesa di Clubhouse. Twitter è salito sul carro dei vincitori e sta già testando una funzionalità simile ad una chat room chiamata Spaces, e si dice che Facebook stia sviluppando un prodotto concorrente. Tuttavia, l’attuale formato di Clubhouse ha volutamente delle limitazioni, nonostante l’incremento di utenti che si iscrivono alla piattaforma. La conversazione tende a rimanere civile – e probabilmente isolata – a causa del livello di controllo che organizzatori e moderatori possono avere su una stanza, e che può arrivare fino a limitare chi è in grado di partecipare a una stanza. Un moderatore è destinato a ad essere una sorta di micro gatekeeper o community manager.

Tuttavia, alcuni critici sono preoccupati per le possibilità di esclusioni sistematiche e per come alcuni pregiudizi esistenti possano venire rafforzati nella chat. Su Twitter, Jessica Lessin di The Information e Taylor Lorenz del New York Times hanno sostenuto che alcuni host e moderatori di alto profilo hanno una abitudine di escludere giornalisti, in particolare donne, cosa che impedisce ai giornalisti di ascoltare conversazioni e programmi di Clubhouse potenzialmente importanti.

Poi c’è la questione della moderazione. I moderatori auto-nominati non sono sempre attrezzati per gestire problemi come molestie, incitamento all’odio o disinformazione, e Clubhouse deve ancora implementare dei meccanismi di protezione per limitare tali comportamenti. (Gli utenti sull’app possono segnalare molestie o discorsi che violano le linee guida della comunità, ma attualmente sono disponibili solo pochi strumenti di moderazione). A settembre, una discussione di tre ore sull’antisemitismo nelle comunità nere alla fine si è trasformata in commenti antisemiti, cosa che ha frustrato gli utenti ebrei che hanno ritenuto che l’evento avrebbe dovuto essere moderato più attivamente. I critici non apprezzano la tolleranza dell’app per il razzismo occasionale e la misoginia; su questo argomento lo scrittore Nikki Onafuye ha recentemente scritto che Clubhouse amplifica le sgradevoli interazioni che le donne di colore sperimentano nella loro vita quotidiana.

Il razzismo dilagante, la misoginia e la disinformazione che affliggono le principali piattaforme sociali migreranno senza dubbio su Clubhouse man mano che questa app acquisirà più utenti. Tuttavia ci sono pochi modelli di moderazione possibili su un’app di chat. La vera sfida sta nello sfruttare il fatto che le interazioni sono effimere, a meno che un utente non registri una conversazione, un’azione che viola le linee guida della comunità. In effetti i comportamenti scorretti e operazioni di disinformazione possono essere difficili da documentare e finora i reclami e le controversie sono evidenziati principalmente su Twitter.
C’è anche una particolare attenzione su chi è autorizzato ad utilizzare l’app. Ad esempio, personaggi politici di estrema destra come Roger Stone e Mike Cernovich sono sulla piattaforma e stanno costruendo un pubblico di followers. Analogamente alcuni utenti sono scontenti che a presunti aggressori, come Tory Lanez e Russell Simmons, sia permesso di partecipare alle chat.

Ad alcuni scettici non piace l’appello di Clubhouse ad un certo tipo di utente, vale a dire oratori, persone estroverse, desiderose di imparare o interessate alla condivisione della conoscenza. “Clubhouse è il newsfeed di Linkedin con audio”, ha scherzato un utente di Twitter.
Sebbene questi non siano necessariamente fattori negativi, tuttavia avere troppi oratori estroversi potrebbe portare a conversazioni poco coinvolgenti o troppo auto-promozionali, proprio come una teleconferenza fuori tema. Secondo Sam Lessin di The Information, Clubhouse riproduce “le chiacchiere inutili delle persone nel mondo reale”, il che porta a contenuti di qualità inferiore rispetto a quelli curati dai mezzi di informazione. Inoltre le conversazioni nella vita reale dipendono anche da fattori come il linguaggio del corpo, il contatto visivo e altri segnali visivi che coinvolgono sia l’oratore che l’ascoltatore. E nessuno di questi fattori finora è stato replicato sull’app.

Clubhouse prevede di investire negli influencer, ma in un mondo post-pandemia l’interesse degli utenti potrebbe venire meno

I media esclusivamente audio, come podcast o programmi radiofonici, richiedono una sceneggiatura altamente dettagliata o una gestione della scaletta con assegnazioni di tempo specifiche per mantenere alta l’attenzione degli ascoltatori. Su Clubhouse abbiamo invece conversazioni a ruota libera che sono l’esatto opposto. Il motivo per sintonizzarsi, secondo Sam Lessin, “non è per il contenuto ma per chi sta parlando”. Una celebrità o un politico importante può attirare un traffico elevato verso Clubhouse ma, a meno che non ci sia una base fedele di utenti, ciò potrebbe rappresentare un problema per il futuro dell’app.

L’azienda ha manifestato il suo interesse a investire in creators lanciando funzionalità come compensi, biglietti e abbonamenti. Il New York Times ha riferito che Clubhouse sta testando un programma pilota – solo su invito – per i creatori. Al momento sono coinvolti oltre 40 influencers, alcuni dei quali ospitano spettacoli popolari sulla piattaforma. Questo investimento finanziario suggerisce che Clubhouse spera di promuovere i suoi creator come personalità uniche che potrebbero trattenere e far crescere il pubblico.

Ma l’app può sostenersi finanziariamente investendo negli speakers e confidando che gli utenti regolari, gli ascoltatori, continuino a sintonizzarsi regolarmente? Clubhouse ha forse fatto leva su una fenomenologia di tipo FOMO (Fear of Missing Out), sensazione che è stata esacerbata dal lockdown. Dopo aver trascorso quasi un anno senza la consolante routine della vita quotidiana, Internet è diventato il canale fondamentale per l’interazione sociale di molte persone. All’improvviso è arrivata un’app solo su invito che ha consentito alle principali celebrità e personalità – una volta irraggiungibili –  di conversare in maniera casuale e spontanea con persone “normali”. L’idea suona allettante alle nostre orecchie avide di pettegolezzi. Ora che la festa si è trasferita online, cos’altro c’è da fare se non ascoltare?

Social Media Trends 2021

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Anche quest’anno vogliamo cercare di capire cosa ci aspetta nel 2021 nel mondo del marketing digitale per poter pianificare al meglio le nostre attività sui canali social.

In questo articolo scopriremo insieme quali saranno le novità e le conferme, facendo tesoro delle numerose previsioni degli esperti marketing e di quello che abbiamo appreso studiando i fenomeni emergenti dell’anno appena trascorso.

L’analisi delle tendenze di Web, mobile e social media, settori ormai strettamente collegati, può infatti essere il punto di partenza per elaborare la nostra strategia sui canali digitali nel 2021.

I principali social media trends 2021

Ecco quindi alcuni spunti di riflessione e di ispirazione.

1 – Non solo GAFA

Cominceremo a vedere un cambio di rotta nel mondo online che negli ultimi anni è stato dominato dai 4 giganti, normalmente identificati con l’acronimo GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple). Non solo perchè sono sotto lo scrutinio dell’Antitrust USA e della Commissione Europea, ma anche perchè è in atto una diversificazione dell’utilizzo dei canali digitali. Si stanno affermando nuove piattaforme (Twitch, TikTok) o nuovi modi di utilizzo (ad es., Fornite con il social gaming) dei servizi digitali che sono destinati a sottrarre ai 4 giganti frazioni sempre più considerevoli del tempo trascorso dai navigatori online e della raccolta pubblicitaria.

2 – Influencer Marketing e creators

Continueremo ad osservare un elevato interesse verso l’Influencer Marketing, una disciplina su cui sempre più aziende hanno deciso di investire per le loro campagne social.
Secondo un’indagine di InfluencerMarketing Hub (v. figura seguente) stiamo parlando di un mercato che nel 2020 valeva circa 10 miliardi di dollari.
Un analoga indagine, condotta in Italia da IPSOS per l’agenzia Flu, indica che l’87% delle aziende italiane attive sui social media utilizza campagne di Influencer Marketing.

Social media trends 2021 - influencer marketing

Il mercato è in rapida espansione poiché i tipi di influencer sono proliferati e, accanto agli influencer “tradizionali” si sta affermando una nuova generazione di influencer: i creatori di contenuti. Applicazioni come Instagram, TikTok, Twitch, grazie agli strumenti offerti e alla capacità di creare community ampie e fidelizzate, hanno visto una crescita esplosiva nel 2020

Oltre alle celebrità con un seguito massiccio di follower come Chiara Ferragni, Cristiano Ronaldo, Lady Gaga, i marchi stanno sempre di più coinvolgendo nelle loro campagne altri tipi di influencer, inclusi micro e nano-influencer, kidfluencer, Tiktokers, gaming-influencer e influencer virtuali come @lilmiquela).

3 – Short Form Video Content


Già da qualche anno ci siamo accorti che i video sono il tipo di contenuto più apprezzato da chi naviga in Rete. Recentemente questa tendenza ha visto emergere un particolare tipo di video, quello di breve durata. I cosiddetti Short Form Video Content, video della durata di 5 – 15 secondi, sono stati adottati dalle principali app visuali, come Snapchat, TikTok, Instagram e stanno spingendo, grazie alla rapida proliferazione di creators, la crescita di queste piattaforme e la diffusione di nuovi formati pubblicitari (es gli annunci pubblicitari di TikTok a tutto schermo).

I video brevi sono perfetti per la Generazione Z, il mercato target di molte aziende, dal momento che sono in grado di attirare l’attenzione in poco tempo. E’ stato infatti stimato che le persone quando, e in particolar modo gli adolescenti, hanno in media una soglia di attenzione online di 6 – 8 secondi. Questo vuol dire che è pochissimo il tempo che un appartenente alla Generazione Z è disposto a concedere a un nuovo contenuto prima di dedicarsi ad una delle possibili fonti di distrazione che lo bombardano durante la sua presenza online (musica, giochi, chat, social networks, etc).

Questo trend continuerà certamente anche nel 2021, come indicano le mosse di Snapchat, Instagram e YouTube che hanno lanciato o lanceranno a breve delle funzionalità di creazione e gestione di Short Video (rispettivamente Spotlight, Reels e Short Video).

4 – E-commerce sulle piattaforme social

Nel 2021 dovrebbe continuare la diffusione del social commerce, cioè la presenza di funzionalità di e-commerce all’interno delle piattaforme social. La pandemia ha avuto l’effetto di consolidare un trend, quello dello shopping online, che era già in crescita da diversi anni.
Le piattaforme social continueranno ad esplorare le opportunità di social commerce rendendo disponibili, come hanno già fatto Facebook e Instagram, delle specifiche funzionalità per consentire agli utenti di acquistare prodotti all’interno delle app e di condividere le loro esperienze di acquisto.

In più sono già partite delle sperimentazioni di eventi dedicati al livestream shopping (es. TikTok e Walmart) per unire gli aspetti di intrattenimento a quelli di e-commerce. Si tratta di un fenomeno al momento diffuso principalmente sui mercati asiatici (es. Pinduoduo) ma che è ragionevole prevedere che possa estendersi all’Europa e agli USA.

5 – TikTok

E’ opinione diffusa che anche nel 2021 continuerà la crescita esplosiva dell’app di proprietà di Bytedance. Nel 2020 TikTok è stata l’app non-gaming più scaricata al mondo e le mosse dei principali concorrenti, che stanno tutti introducendo delle funzionalità per la creazione di video brevi, dimostrano che si tratta di un fenomeno destinato a durare e a diventare un punto di riferimento costante nel mondo dei social media.

Svilupperemo in maggiore dettaglio questi temi, che sono solo alcuni dei trends che vedremo affermarsi nel 2021, nei prossimi articoli.

Stay tuned!

Per approfondire

TikTok, Twitch e le altre piattaforme che possono mettere in crisi il monopolio del GAFA

Perchè i video brevi sono diventati così importanti?