Come scrivere un blog post (una guida in 11 passi, aggiornata al 2022)

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Come dovreste scrivere i post del vostro blog? Come strutturarli e quali accortezze adottare per aumentare la probabilità che i vostri post vengano letti?

In questo articolo passeremo in esame tutti i punti necessari, dalla A alla Z, per la scrittura di un blog post (di seguito per brevità indicato come “post”). Passeremo attraverso ogni fase del processo di scrittura in modo da possiate creare dei post che il vostro pubblico sarà contento di leggere.

Come scrivere un post sul blog in 11 passaggi

Prima di approfondire come scrivere un post, dobbiamo prima spiegare cos’è un post di un blog.

Un post di blog (a volte chiamato articolo del blog) è un articolo online che cerca di intrattenere, educare o vendere a un lettore. I blog tendono ad essere utilizzati come parte di una strategia di contenuti più ampia per attirare nuovi contatti e coltivare il proprio pubblico di destinazione: in altre parole, il blog farà parte della vostra strategia di vendita.

Quindi, come dovreste strutturare gli articoli del vostro blog? Ecco 11 fasi o step da seguire per scrivere post accattivanti.

Step 1: scegliete un argomento interessante

Uno dei modi più semplici per scegliere argomenti interessanti per il blog è porsi questa domanda: quale problema sta affrontando il mio pubblico target?

È probabile che il vostro target vada online per cercare consigli su un problema specifico che sta affrontando. Quindi per essere presi in considerazione, dovreste cercare di parlare degli argomenti su cui sono alla ricerca di aiuto.

Potete utilizzare diverse strategie per ricercare i punti deboli del pubblico target. Una di queste è leggere le recensioni degli utenti sui vostri prodotti e su quelli della concorrenza. Le recensioni sui prodotti mostrano esattamente cosa piace e cosa non piace a un consumatore e se il suo acquisto lo ha aiutato a risolvere il suo problema. Quando un acquirente scrive una recensione negativa, lo fa perché si sente in qualche modo ingannato: si aspettava una soluzione, ma sfortunatamente questa non era quella che cercava.

Ad esempio, se scrivete un blog sull’alfabetizzazione finanziaria, potreste scoprire attraverso le recensioni dei prodotti che i consumatori temono di perdere i loro guadagni. Approfondendo le loro paure, potreste dedurre che hanno paura a causa dell’economia, dell’inflazione o dei progressi tecnologici. Sulla base di queste informazioni, potreste quindi scrivere diversi post su questi argomenti in modo di aiutare le persone ad affrontare questo timore.

Un’altra potente strategia per trovare argomenti interessanti del blog è utilizzare lo strumento AnswerThePublic, che vi aiuta a identificare gli argomenti in base a ciò che le persone cercano online. Ad esempio se volete scrivere un post sul cioccolato e vuoi sapere quali sono le ricerche più popolari relative al cioccolato, con questo strumento vedrete un’ampia varietà di query online, tutte relative al cioccolato (v. figura seguente).

scrivere blog post esempio

Potrete così facilmente trasformare ciascuna di queste domande di ricerca in un post del blog per attirare il vostro pubblico di destinazione sul vostro sito web. Se saprete sfruttare bene questa strategia, avrete a disposizione una miriade di argomenti interessanti tra cui scegliere.

L’ultima strategia che potete utilizzare è quella di esaminare i contenuti sui vostri concorrenti. In questo modo potrete scoprire a quali argomenti dedicano maggiore attenzione. Ad esempio i vostri concorrenti potrebbero concentrarsi su una community di nicchia o costruire i propri contenuti su caratteristiche specifiche del loro prodotto. Studiando i post dei concorrenti, potrete trovare argomenti che non hanno ancora affrontato o avere l’opportunità di spiegare meglio un concetto di cui hanno già scritto sul blog.

Step 2: fate la ricerca per parole chiave

Uno degli elementi principali di un post è la sua visibilità da parte del pubblico target. La visibilità è importante perché ogni giorno vengono pubblicati online milioni di post. Sebbene l’enorme volume di post possa intimidirvi, dovete comunque ricordare che il blog rappresenta un’enorme opportunità: i motori di ricerca come Google, Yahoo! e Bing utilizzano le parole chiave come parte della loro strategia di nel mostrare i risultati di ricerca.

Questo vuol dire che è essenziale condurre una ricerca sulle parole chiave prima di scrivere un post del blog. Uno dei modi migliori per trovare parole chiave pertinenti è utilizzare strumenti SEO come Ahrefs, SEMRush o Ubersuggest. Queste piattaforme dispongono di strumenti di ricerca per parole chiave che potete utilizzare per identificare la frequenza con cui viene utilizzata una parola chiave e quanto sia difficile classificarla. La ricerca per parole chiave può aiutarvi a identificare le lacune nei contenuti della concorrenza, consentendovi allo stesso tempo di creare contenuti nuovi e unici.

Un altro eccellente strumento per la vostra cassetta degli attrezzi è Google Trends. Google Trends è uno strumento gratuito fornito da Google che consente di esaminare le tendenze di ricerca in base al periodo dell’anno. I risultati della ricerca sono classificati da 0 a 100, dove 0 rappresenta le ricerche meno frequenti e 100 rappresenta quelle più frequenti.

Step 3: create titoli irresistibili

Ora che avete completato la fase di ricerca, è il momento di iniziare a creare il vostro post. La prima cosa che i vostri lettori vedranno è il titolo.
Il titolo del post dovrà comunicare al lettore le informazioni seguenti:

  • Di cosa parla il post?
  • Quale è il beneficio per il lettore?
  • In che modo il post è diverso da altri articoli simili

Ora potresti chiedervi, come possiamo inserire tutte queste informazioni in un breve titolo di un post? Bene, prendiamo il titolo di questo articolo come esempio. L’argomento di questo post è indicato per primo. I lettori sapranno immediatamente che questo articolo riguarda “Come scrivere un post sul blog”. La seconda parte del titolo esprime il beneficio del brano. I lettori leggeranno la guida e conosceranno i passaggi esatti per scrivere un post sul blog. E il fattore di differenziazione è che questa guida è aggiornata con le ultime strategie e strumenti disponibili a partire dal 2022.

Un lettore potrà così recepire immediatamente queste informazioni guardando il titolo e potrà decidere se leggere o meno l’articolo. In particolare i lettori che non hanno familiarità con le strategie di blogging o che stanno cercando di migliorare i propri contenuti potrebbero decidere immediatamente di leggere l’articolo per saperne di più sui blog.

Quindi, come possiamo creare un titolo “irresistibile” per il nostro blog?

La prima cosa che dovete sapere è come sono strutturati i titoli online. Ci sono sei livelli di titoli da H1 a H6. Ogni post ha solo un titolo H1, che rappresenta il titolo del post. I titoli H2 – H6 rappresentano delle sezioni del vostro post. Pertanto, H3 sarebbe una sezione di H2, H4 è una sezione di H3 e così via. Ad esempio, supponiamo che stiate scrivendo un post sui tipi di cose che sono tossiche per i gatti. Potreste avere un titolo H1 che dice qualcosa come “Tossico! 35 cose che il tuo gatto non dovrebbe mai mangiare”.

Potrete quindi separare “le cose che il tuo gatto non dovrebbe mangiare” in sezioni. Un titolo H2 potrebbe essere “Piante”, dove potreste entrare nei dettagli su come i gatti non dovrebbero mai mangiare gigli, crisantemi e azalee.

I titoli H1 – H6 aiutano a organizzare le informazioni in modo che il lettore possa capire facilmente cosa imparerà: sfogliando il vostro articolo vedranno rapidamente di cosa tratterà ogni sezione grazie ai sottotitoli. Ciò significa che dovrete assicurarvi che i vostri titoli motivino il lettore a continuare a leggere.

Una tecnica molto efficace che potete usare per creare titoli irresistibili è conosciuta come le 4 U. I vostri titoli dovrebbero essere unici, utili, urgenti e ultra specifici. Utilizzando questa tecnica in maniera adeguata potrete creare titoli in grado di coinvolgere e incuriosire i vostri lettori.

Step 4: definizione della struttura del post

Ora che sapete come creare titoli irresistibili, è il momento di dedicare del tempo alla struttura vera e propria del post: dovrete assicurarvi di creare una struttura efficace in modo che i lettori possano seguire facilmente la vostra linea di pensiero.

Una paura comune che tutte le persone hanno quando si tratta di scrivere è il cosiddetto blocco dello scrittore. Uno dei modi migliori per contrastare il blocco dello scrittore è di fare delle ricerche approfondite. Il nostro cervello ha infatti bisogno di informazioni sufficienti su un argomento per poterlo spiegare in modo efficace. Pertanto se ritenete di non poter descrivere adeguatamente un concetto, vuol dire che dovrete condurre ulteriori ricerche.

Una volta completate le ricerche ed approfondito l’argomento, dovrete organizzare le informazioni in uno schema coerente. Questi schemi ti consentiranno di definire dove spiegherete i vari concetti e ridurre al minimo la confusione del lettore.

Esistono diversi framework che potrete utilizzare per definire il vostro post. Qualsiasi sia la vostra scelta, ricordatevi che si tratta solo di linee guida: potrete sempre prendere elementi di altri framework e incorporarli nei vostri post.
Prendiamoli ora in esame uno per uno.

Framework PAS

PAS sta per problema, agitazione e soluzione. Lo scopo di un post PAS è quello di approfondire i punti deboli del tuo lettore riguardo a un problema specifico. Dopo aver delineato completamente il problema, si passa alla seconda fase, “agitando” letteralmente il problema sottolineando le questioni aggiuntive che emergeranno se il lettore non affronta il punto dolente centrale. Infine, in questa tecnica di copywriting si completa l’articolo fornendo una soluzione al lettore.

Framework AIDA

AIDA sta per attenzione, interesse, desiderio e azione. Mentre il framework PAS si concentra sulle conseguenze negative dell’inazione, il framework AIDA si concentra sui desideri del lettore. Ad esempio, potreste scrivere un post su un viaggio e presentare una foto scenografica, attirando la loro attenzione. Quindi creare ulteriore interesse parlando delle vostre esperienze in questo viaggio. Dopodiché, potrete suscitare il desiderio invitando i lettori a immaginarsi un viaggio nella stessa destinazione, magari in occasione di un evento speciale come un anniversario. Alla fine del post, potrete infine incoraggiare il lettore ad agire.

Framework BAB

Prima, dopo e bridge (BAB) è un framework che aiuta i lettori a visualizzare una trasformazione. Grazie a un contrasto netto tra il prima e il dopo, potrete creare un senso di meraviglia nei vostri lettori e motivarli ad un’azione specifica. Uno dei casi più frequenti di utilizzo di post con il framework BAB è quello della medicina alternativa. Vi sarà certamente capitato di vedere degli articoli che descrivono il contrasto di qualcuno che prova un dolore estremo a causa di un disturbo fisico, e poi vederlo sorridente e attivo in un momento successivo, grazie all’uso di un integratore o un di prodotto dimagrante.
Il framework BAB è un modo potente per trasmettere un momento trasformazione al vostro pubblico di riferimento.

Articoli con liste

Questi tipi di post sono articoli con elenchi (Listicles), ad esempio come blog post simili a “Le 10 migliori destinazioni per le vacanze per il 2022”. Gli elenchi sono un ottimo strumento per evidenziare un vasto numero di opzioni e proporre un confronto tra gli elementi della vostra lista. Questo post sui sistemi di gestione dell’apprendimento è un valido esempio di post di elenco.

Guide “How-to”

Una guida pratica è esattamente ciò che sembra. È una spiegazione passo passo di come portare a termine un compito specifico in modo che il lettore possa seguirlo secondo il proprio ritmo. Anche questo stesso articolo è un esempio di una guida “How-to”.

Storytelling

Lo storytelling è sempre stato una parte fondamentale dell’interazione umana. Quindi non dovrebbe sorprendere che alcuni post possano avere una storia come elemento fondamentale. Quando scrivete un post in cui raccontate una storia, concentratevi solo sui dettagli rilevanti della trama e sulle esperienze dei personaggi, mentre alla fine dovrete assicurarvi di evidenziare la lezione della storia. In questo modo potrete motivare i vostri lettori ad evitare il problema principale che raccontate nella storia e intraprendere un’azione specifica.

Articoli di attualità

Se adottate un approccio più giornalistico, i post di attualità vi saranno utili per descrivere in maniera oggettiva le notizie. A differenza di un post di storytelling, sarete più dettagliati nel descrivere gli eventi e dedicherete meno enfasi alle esperienze emotive delle persone coinvolte.

Casi studio

I casi di studio normalmente raccontano le esperienze positive dei vostri clienti e, nella maggior parte dei casi, sono un ibrido tra i post di Storytelling e quelli che usano il framework PAS.
All’inizio del post potete spiegare le sfide che il cliente si trovava ad affrontare e successivamente descrivere le strade che hanno provato senza il successo sperato. Alla fine del post entrerete nei dettagli su come la vostra soluzione ha fornito al cliente dei risultati soddisfacenti e mostrerete i vantaggi che si potrebbero ottenere attraverso la vostra soluzione.

Interviste

I post relativi ad interviste sono le trascrizioni di un’intervista che vengono modificate in modo da diventare articoli di un blog. Questo vuol dire che verranno rimosse tutte le parole di riempimento e gli errori grammaticali in modo che il post sia più facile da leggere.

Glossari

Un post con un glossario può aiutare i vostri lettori a imparare la terminologia nella vostra nicchia, se operate in un settore dove viene utilizzato un gergo molto tecnico. I post con glossario sono molto simili agli elenchi, e presentano un lungo elenco di termini con le rispettive spiegazioni.

Step 5: scrivete un’introduzione accattivante

A volte una delle parti più difficili della scrittura di un post è l’inizio. Ad esempio vi potrebbe sembrare che tutto ciò che scrivete vi sembri banale e quindi finite per eliminarlo e ricominciare da capo. Tuttavia è fondamentale riconoscere che non ci sarà mai un’introduzione perfetta per il vostro post.

Uno dei modi di scrivere un’introduzione accattivante è iniziare avendo in mente una trasformazione. Se il vostro post punta a fornire ai lettori informazioni talmente significative da cambiare le loro vite, esplorate con loro questa trasformazione. Potete spiegare quale sarà l’impatto della trasformazione e quali saranno i benefici che otterranno applicando i principi descritti nel post.

Se state raccontando una storia, potete usare la strategia “In Media Res”. Basato sulla frase latina che significa “in mezzo a”, “In Media Res” significa mettere il vostro lettore al centro dell’azione della vostra storia. Ad esempio se state scrivendo una storia sulla scalata dell’Everest non comincerete il vostro post parlando del risveglio o della colazione ma cercherete di mettere il vostro lettore al centro dell’azione. Potrete attirare la loro attenzione descrivendo le difficoltà di scalare dei pendii scivolosi, a migliaia di piedi sul livello del mare.

Un’altra strategia consiste nello stimolare una domanda nella mente del lettore. Quando fate riflettere il lettore con una domanda suscitate sicuramente un interesse nella sua mente. Ci sono diversi modi in cui potresti ottenere questo risultato, ad esempio potete formulare una domanda diretta o suscitare l’interesse del lettore con una citazione o una statistica pertinente.

Step 6: scrivete un messaggio chiaro e comprensibile

Assicuratevi di dare la priorità alla chiarezza quando scrivete il corpo del vostro articolo, ad esempio ipotizzando che il vostro lettore non abbia familiarità con gli argomenti del vostro post.

Una buona pratica da usare nello scrivere articoli è chiedersi: “Un bambino di quinta elementare potrebbe leggerlo e capirlo?” Questo approccio potrebbe sembrare dispregiativo e presupporre un limitato livello di comprensione del vostro pubblico.

Tuttavia, in un mondo in via di globalizzazione, scrivere a questo livello di lettura aumenta le vostre probabilità di essere compreso anche da persone che non parlano la vostra lingua come prima lingua. Inoltre, le persone potranno leggere il vostro articolo più velocemente poiché non avranno bisogno di molto tempo per comprendere il significato del vostro post.

Il vostro post dovrà in ogni caso trasmettere un messaggio chiaro e facilmente comprensibile. Evitate di riempire il vostro articolo con contenuti irrilevanti: inserendo troppi concetti potrà sembrare disordinato e il lettore potrebbe confondersi e pensare che il l’articolo non valga la pena di essere letto. Se siete preoccupati di riguardo la quantità avere di informazioni nel vostro post, tornate a fare delle ricerche ed esaminate gli articoli del blog dei vostri concorrenti. In questo modo potete avere un’idea della quantità ottimale di informazioni che dovreste inserire nel vostro post.

Step 7: aggiungete una conclusione che motivi i lettori

La vostra conclusione dovrà avere due parti. Innanzitutto, dovrete riassumere i concetti fondamentali in modo che il lettore possa ricordare meglio le informazioni che avete condiviso con lui. In secondo luogo, dovrete fornire in maniera chiara al lettore quale sarà il passo successivo da compiere.

Nello scrivere la vostra conclusione non sarà necessario entrare nel dettaglio di ogni specifico argomento ma sarà sufficiente prendere in esame da 1 a 3 idee fondamentali di cui avete parlato e spiegare come possono portare il lettore ai risultati.

Inoltre, tutti i post dovranno avere un messaggio chiaro e concreto alla fine dell’articolo: senza un chiaro invito all’azione (Call To Action: CTA), il vostro post sembrerà un panino a cui manca una fetta di pane. Il vostro CTA offrirà al lettore un elemento d’azione che potrà aiutare a rafforzare la sua relazione con il vostro marchio e spingerlo maggiormente ad interagire con le vostre risorse.

Ecco alcuni inviti all’azione che potreste inserire alla fine dei vostri post:

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Con questo termina la prima parte di questo articolo dobbiamo abbiamo visto i passi principali per la stesura di un post: scelta dell’argomento, ricerca delle parole chiave, creazione del titolo, definizione della struttura, scrittura dell’introduzione, del corpo e della conclusione dell’articolo.

In un successivo articolo esamineremo invece tutti gli aspetti che vi aiuteranno a migliorare l’efficacia del vostro post: la sua rifinitura, l’aggiunta di elementi visivi, l’ottimizzazione SEO e la promozione sui canali online.

Continuate a seguirci!

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Andrew Folkler “How to Write a Blog Post: An 11-Step Guide (Updated for 2022)“]

10 errori di marketing digitale da evitare

errori marketing digitale

Il marketing digitale è da tempo un settore in crescita che molti imprenditori utilizzano per promuovere i propri marchi. Anche se può sembrare una cosa semplice, tutti i marketer digitali sanno che il marketing digitale non è così banale come sembra. In effetti, in questa disciplina è importante evitare di commettere errori perché anche il più piccolo errore può costarvi denaro e indebolire il valore della tua attività.

Poiché si tratta di un settore in continua evoluzione, può essere difficile riuscire a tenere traccia di tutte le tendenze ed essere informati sugli algoritmi del marketing digitale.
Ecco allora 10 errori di marketing digitale da evitare nel 2022 per risparmiare tempo ed essere efficaci.

Errori marketing digitale: Social media

Non avere una strategia di contenuti specifica per le diverse piattaforme social

Il Content Marketing è la strategia chiave per marketing digitale. Una strategia di contenuti pianificata e progettata in maniera ottimale dovrebbe essere in grado non solo di attirare il vostro pubblico, ma anche di informare ed educare. In questo modo le persone non vedranno l’ora di ricevere i vostri contenuti quando inizieranno a trovarli particolarmente interessanti. Tuttavia, ogni piattaforma di social media ha un tipo di utenti diverso.

Ad esempio, Instagram si concentra fortemente sulla creatività visiva e sul design, gli utenti di Facebook preferiscono i meme e contenuti “social” mentre i post o gli articoli sulla leadership hanno un forte successo su Linkedin. Pertanto un solo tipo di contenuto non è in grado di incrementare il coinvolgimento su tutti le tipologie di social media.

Quindi dovreste pianificare e organizzare strategie di contenuto specifiche per le vostre specifiche piattaforme di social media. Ad esempio, quando si gestiscono gli account sui social media di Stabilo Malaysia e Singapore, è importante tenere conto delle preferenze e degli obiettivi per ciascun paese.

errori marketing digitale esempio

Non utilizzare il marketing video

Lo sapete che TikTok sta per superare 1,5 miliardi di utenti nel 2022?

Questo è un chiaro segnale di quanto i video siano diventati efficaci per il marketing. Ora molti brand popolari stanno proprio utilizzando Tiktok per commercializzare i loro prodotti alle giovani generazioni. Sebbene Tiktok sia diventata la piattaforma di riferimento per la distribuzione di video, non dimentichiamo l’esistenza di IG Reels, dei video di Facebook e di Linkedin che possono essere efficaci come Tiktok. Il video è un modo estremamente avvincente per lo scambio di informazioni poiché coinvolge due dei nostri cinque sensi: vista e udito. Quindi, non solo è facile proporre le vostre idee e messaggi con questo media, ma sarà anche più agevole comprenderli per il vostro pubblico.

Non essere coerenti con il marketing dei contenuti

Un altro errore comune è non essere coerenti con il content marketing, in particolare riguardo le tempistiche di pubblicazione e i tipi di contenuto.

Se state usando Facebook, Instagram o Linkedin, usate le dashboard professionali per scoprire quando i vostri follower sono più attivi e decidere così gli orari di pubblicazione. In questo modo otterrete il massimo coinvolgimento possibile.
Per quanto riguarda i contenuti, dovreste concentrarvi su ciò che può avvantaggiare il vostro pubblico di destinazione e i potenziali clienti. Un modo per farlo è pensare ai punti deboli e alle sfide che devono affrontare.

Non ottimizzare la distribuzione dei post sui social media

Ora che avete pianificato, scritto, progettato e pubblicato i vostri contenuti sui social media, cosa vi rimane da fare? Le vostre attività di marketing digitale non sono ancora terminate!

È infatti fondamentale anche ottimizzare la distribuzione dei vostri post sui social media. Ciò significa condividerli con i amici e familiari e fare in modo che anche i vostri colleghi li condividano. Un altro consiglio è condividere i vostri post nei gruppi Facebook pertinenti. A tale proposito Facebook prevede un’opzione che consente di impostare la distribuzione di notizie in maniera mirata, ad esempio raggiungendo il pubblico preferito scegliendo la età, località e lingua.

Non promuovere il blog/sito web sulle piattaforme social

Nonostante uno degli obiettivi del social media marketing sia aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento del marchio, non dovreste dimenticare di indirizzare il traffico anche verso il vostro sito web. In fin dei conti, è proprio il sito Web il luogo dove i vostri clienti acquisteranno il vostro prodotto o prenoteranno un appuntamento.

Inoltre fornire collegamenti social ai post del vostro blog può aumentare il numero di visitatori del sito web. Infine, potete creare una versione breve del vostro articolo e trasformarlo in un post sui social media per promuovere il vostro articolo.

Errori marketing digitale: Sito web

Non avere un blog

Il marketing digitale non riguarda solo il design del sito: anche avere una pagina del blog può migliorare la SEO del vostro sito web e aumentarne il traffico in ingresso.

Non fare ricerche per parole chiave

La ricerca per parole chiave è il primo passo per una strategia di successo per il content marketing. Trascurare questo passaggio fondamentale vi farà perdere tempo prezioso creando contenuti a cui il vostro pubblico di destinazione non è particolarmente interessato. Pertanto, dedicate del tempo a visitare siti come Google Trends e Google Ads per scoprire le ultime tendenze delle parole chiave e delle query di ricerca. Grazie a queste informazioni sarete in grado di trovare le domande più importanti del vostro target di utenti e poter quindi fornire loro una risposta e un contenuto adeguati.

Avere un sito web non ottimizzato per dispositivi mobili

Molti imprenditori hanno speso una fortuna per creare un sito web dal design accattivante, trascurando il fatto che oggi più della metà della popolazione utilizza i telefoni cellulari e non un desktop. Avere una interfaccia utente mobile carente può generare forti frustrazioni tra gli utenti, ad esempio se le vostre pagine o immagini impiegano un’eternità a caricarsi. Ciò si traduce in pratica in frequenze di rimbalzo (bounce rate) e di uscita elevate per il vostro sito web.

Per questo motivo non dovreste mai dimenticarvi degli utenti mobili!

Errori marketing digitale: Email Marketing

Non fare nessuna campagna di email marketing

L’email marketing è decisamente importante per ogni azienda perché è un potente strumento per interagire con il pubblico e aumentare le vendite. Si tratta di uno strumento che funziona per quasi ogni tipo di attività, sia essa B2C o B2B. Per questo motivo, dovreste assolutamente integrare l’email marketing nei vostri piani di marketing.

Non eliminare gli indirizzi e-mail non raggiungibili

Dopo aver avviato una campagna di email marketing, assicuratevi di monitorarla con la necessaria continuità. Questo perché alcuni degli indirizzi e-mail che avete utilizzato potrebbero non essere validi e non saranno raggiungibili quando effettuate una campagna di marketing via e-mail. In questo caso, dovrete rimuoverli dal vostro elenco di contatti di email marketing per evitare di essere considerati spam e rovinare la reputazione del vostro dominio.

Riassumendo dovete cercare di imparare dalle esperienze degli altri ed evitare questi errori:

  • Non avere una strategia di contenuti specifica per le diverse piattaforme social
  • Non utilizzare il marketing video
  • Non essere coerenti con il marketing dei contenuti
  • Non ottimizzare la distribuzione dei post sui social media
  • Non promuovere il blog/sito web sulle piattaforme social
  • Non avere un blog
  • Non fare ricerche per parole chiave
  • Avere un sito web non ottimizzato per dispositivi mobili
  • Non fare nessuna campagna di email marketing
  • Non eliminare gli indirizzi e-mail non raggiungibili

In definitiva, se avete troppi problemi con il marketing digitale (o non avete abbastanza tempo a disposizione), potete sempre optare per un’agenzia digitale o un freelance che vi aiuti!

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Melody Wong “10 Digital Marketing Mistakes to Avoid in 2022“]

Quali sono le 7 migliori strategie e tattiche di email marketing?

strategie email marketing

In un precedente post abbiamo visto perché è importante avere una strategia di email marketing. Ora è il momento di passare dalla teoria alla pratica. Un buon punto di partenza può essere prendere in esame quello che fanno le aziende di successo e mettere in atto alcun delle loro best practices per raggiungere i vostri obiettivi.

“L’email marketing può essere uno scoglio difficile da affrontare”, afferma Joanne Coffey, assistant manager del retention marketing di Jones Road Beauty. “Il modo più semplice per avviare una strategia di email marketing è mettersi nei panni del vostro cliente. Tutto il resto arriverà da solo.”

Joanne Coffey, assistant manager of retention marketing at Jones Road Beauty

Diamo quindi un’occhiata alle 7 migliori strategie di email marketing e a come metterle in atto.

1. Inviare email personalizzate

La personalizzazione porta enormi vantaggi alle aziende: il 91% dei consumatori è maggiormente propenso ad acquistare marchi riconosciuti e che forniscono offerte e consigli pertinenti.

I dati di Adobe mostrano infatti che 9 marketer su 10 vedono miglioramenti nei risultati a seguito della personalizzazione, in termini di fedeltà dei clienti (53%), fatturato (49%) e fidelizzazione (43%).

Inoltre, secondo un rapporto di Ascend2 e dei suoi partner di ricerca, circa 6 esperti di marketing su 10 affermano che l’e-mail è il canale digitale che ottiene il maggiore vantaggio dalla personalizzazione (v. Fig. 1).

Fig. 1: strategie email marketing: Digital Experience e personalizzazione

Fig. 1: Digital Experience e personalizzazione (Fonte: Marketing Charts)

“I marchi devono dedicare più tempo alla raccolta dei “zero party data” e al loro utilizzo per segmentare in modo intelligente i clienti in specifiche liste”, afferma McComas. “I canali marketing di tua proprietà sono una delle risorse più potenti, ma nel marketing digitale tutti i principali brand utilizzano anche la posta elettronica”.

Ad esempio quando il marchio Wellness Nuun ha notato che un certo gruppo di atleti tende ad acquistare solo i loro prodotti per la resistenza allo sforzo, il team ha iniziato a inviare a quel gruppo di clienti contenuti strettamente legati alla resistenza fisica.

I risultati sono stati strabilianti: un aumento del 950% del traffico del sito Web dalle e-mail e un aumento dell’820% delle entrate generate dall’email marketing.

Suggerimento per i professionisti: utilizzate la personalizzazione dell’e-mail per promuovere i contenuti in base al precedente comportamento dei subscribers o agli acquisti precedenti, inviate coupon personalizzati per festeggiare il compleanno di un cliente o un evento importante o inviate notifiche e-mail in caso di carrello abbandonato durante il processo di acquisto.

2. Usare la segmentazione per inviare messaggi pertinenti

Un approccio troppo generalizzato può far andare fuori strada i vostri sforzi nell’ email marketing. Se non prendete in considerazione aspetti specifici come dati demografici, posizione, interessi, settori lavorativi o prodotti che hanno destato interesse nel vostro cliente, potete correre il rischio che il vostro messaggio sia completamente ignorato.

Secondo una ricerca di Simon Data e ClickZ, la maggior parte degli esperti di marketing afferma infatti di utilizzare da 2 a 10 segmentazioni per le campagne e-mail (v. Fig. 2).

Ma quando si tratta di segmentazione, i due maggiori punti deboli sono la raccolta di dati e l’integrazione dei dati da parte dei fornitori di servizi di posta elettronica. I dati mostrano che solo poco più della metà (52%) degli esperti di marketing afferma che il loro attuale provider di servizi di posta elettronica è in grado di integrare i dati personali dei loro clienti.

Fig - 2 segmentazione email

Fig. 2: Utilizzo della segmentazione nelle campagne di email (Image source: Marketing Charts)

La raccolta di Customer-First Data può sembrare difficile, ma l’impostazione di moduli pop-up è uno dei modi più semplici per ottenere informazioni e creare un profilo cliente completo.

“La segmentazione dovrebbe essere al centro della strategia della vostra campagna, soprattutto ora con l’aggiornamento di iOS 15 e i più recenti problemi di recapito di Gmail. Senza un’adeguata segmentazione, la vostra deliverability può andare in crisi e potrebbe essere complicato rimetterla a posto.

Segmentate il vostro pubblico in base al coinvolgimento, alla cronologia degli acquisti passati, agli interessi e altro ancora. Non tutti nella vostra lista devono ricevere tutte le e-mail, quindi consiglio sempre di parlare solo con i clienti con precisi intenti di acquisto e di prestare molta attenzione alla segmentazione”, afferma Stymiest.

Ad esempio Tomlinson’s Feed, un negozio di animali ad Austin, in Texas, utilizza moduli pop-up per segmentare i clienti in base al tipo di animale (cani o gatti). Grazie a queste informazioni (v. Fig. 3) l’azienda è in grado di inviare ai clienti messaggi di posta elettronica personalizzati.

Fig - 3 strategie email marketing: esempio Tomlinson email

Fig. 3: l’approccio utilizzato da Tomlinson Feed per la segmentazione (Fonte: Tomlinson’s Feed)

Suggerimento per i professionisti: i modi in cui i marchi segmentano le loro liste e-mail comprendono la raccolta delle preferenze dei prodotti, l’utilizzo di dati geografici, la possibilità di scegliere la frequenza delle e-mail, gli acquisti passati, il monitoraggio della quantità e del valore degli acquisti e molto altro ancora. Provate diversi tipi di segmentazione per vedere cosa vi aiuta a personalizzare le esperienze, vendere più prodotti e aumentare la fedeltà.

3. Ottimizzare testo, design, righe dell’oggetto e pulsanti CTA

L’assemblaggio di diversi componenti dell’e-mail come testo, elementi visivi, testo dell’oggetto, colori e animazioni può trasmettere la personalità unica del vostro marchio. Le aziende con una forte personalità del marchio utilizzano il design dell’e-mail come uno strumento in più per essere più facilmente riconosciute dalla propria base di clienti.

Oltre a questo, i marchi utilizzano il design dell’e-mail per coinvolgere i destinatari con elementi interattivi, unire immagini, illustrazioni e GIF per focalizzarsi sulla chiamata all’azione (CTA) o stimolare i clienti ad effettuare un acquisto.

Latico Leathers è una boutique di pelletteria artigianale a conduzione familiare che unisce ed abbina diversi elementi di design delle email per invogliare i clienti all’acquisto. Durante la stagione primaverile hanno inviato diversi tipi di e-mail per promuovere saldi stagionali, nuovi prodotti e colori.

Inoltre Latico Leathers fa leva sul design sperimentando diversi elementi visivi e pulsanti CTA, in modo da comprendere cosa funzioni meglio. Un’altra interessante strategia di Latico a cui ispirarsi è quella di utilizzare le recensioni dei prodotti nel design della email per incoraggiare i clienti ad effettuare l’acquisto (v. Fig. 4).

Fig - 4 Latico Leathers email

Fig. 4: Gli elementi visivi utilizzati nelle email da Latico Leathers (Fonte: Latico Leathers email)

Suggerimento per i professionisti: tenete presente che state progettando e-mail per diverse caselle di posta. Quasi la metà degli esperti di marketing preferisci la modalità con sfondo scuro durante la progettazione di e-mail. Per assicurarvi che le vostre e-mail siano ottimizzate sia per la modalità scura che per quella chiara, seguite alcune best practice come l’utilizzo di sfondi trasparenti, l’ottimizzazione del logo e delle icone dei social media e l’utilizzo di testo anziché di immagini.

4. Dare priorità al design ottimizzato per i dispositivi mobili

Viviamo in un mondo mobile first. Secondo SuperOffice, l’81% delle e-mail viene aperto su dispositivi mobili. Inoltre, quasi 5 utenti di smartphone su 10 preferiscono ricevere comunicazioni commerciali via e-mail.

In altre parole, adottare un design di posta elettronica mobile first e garantire che le e-mail si adattino al dispositivo è ormai una scelta obbligata.

Molti servizi di email marketing, come ad esempio Klaviyo, vi consentono di passare dall’anteprima desktop a quella mobile e vedere come appare la vostra email su diversi dispositivi.

Il famoso marchio di prodotti per la cura della pelle Drunk Elephant utilizza spesso brevi testi ed emoji per adattarsi allo schermo e distinguersi nella posta in arrivo. Il design dell’e-mail è ottimizzato per i dispositivi mobili, di solito con un tocco di colore in linea con l’identità del marchio (v. Fig. 5).

Fig - 5 Drunk Elephant email

Fig. 5: Ottimizzazione per i dispositivi mobili (Fonte: Drunk Elephant emails)

Suggerimento per i professionisti: oltre a utilizzare un design di posta elettronica mobile first, assicuratevi che la lunghezza del testo dell’oggetto e del testo della pre-intestazione si adatti alla casella di posta mobile. Allo stesso modo, dovreste ottimizzare le vostre immagini per dispositivi mobili. Tenete anche presente che un layout a una colonna funziona meglio per i dispositivi mobili. Dopo aver creato le vostre e-mail, controllatele sempre su tutti i dispositivi prima di premere il pulsante di invio.

5. Coinvolgere nuovamente gli abbonati con e-mail vincenti

Uno dei maggiori ostacoli per gli esperti di marketing è mantenere il coinvolgimento dei propri clienti. Secondo Statista, il 45% dei marketer considera mantenere l’engagement di una lista come una sfida molto importante.

Se da un lato è normale avere abbonati inattivi man mano con il crescere della vostra lista, dall’altro inviare un’e-mail all’intero elenco senza segmentare gli abbonati inattivi può danneggiare la vostra deliverability.

Ciò significa che dovresti semplicemente rimuovere gli abbonati inattivi dalla vostra lista? Sicuramente no.

“Un segmento chiave che creiamo sempre in Homestead è il segmento “in calo”. Questo segmento è collegato ad una nostra procedura che mira a eliminare i clienti inattivi e non coinvolti che non hanno intenzione di acquistare”, afferma Stymiest.

Invece di ignorare i potenziali clienti e perdere delle vendite, dovreste impostare una campagna di re-engagement per i subscriber inattivi attraverso delle e-mail ad-hoc.

Ad esempio il marchio per la cura della pelle Tula incoraggia i clienti a tornare e ad effettuare un acquisto offrendo uno sconto del 15%. Utilizzando nella email un oggetto accattivante che allude all’esclusività (“Non lo facciamo mai, ma ci manchi”) ed evidenziando i prodotti preferiti dai clienti, ciascuno con una recensione, Tula rende difficile resistere alla sua e-mail (v. Fig. 6).

Fig - 6 Tula email

Fig. 6: la tecnica di fidelizzazione utilizzata da Tula (Fonte: Tula email)

“La fidelizzazione dei clienti è molto più semplice (ed economica!) dell’acquisizione di clienti. Quindi, trovate il modo di trasformare i vostri nuovi clienti in clienti regolari”, suggerisce Samar Owais, stratega di conversione e-mail. “La mia automazione della posta elettronica preferita per trasformare i nuovi clienti in clienti regolari è un riassortimento, un abbonamento (iscriviti e risparmia) o un’offerta in bundle. In questo modo si aumenta il valore medio degli ordini e si fidelizza i clienti a lungo termine. È una vittoria per tutti”.

Suggerimento per i professionisti: quando create un’e-mail di riacquisto, includete un’offerta a tempo limitato per invitare i clienti a effettuare un acquisto al più presto. E non inviate una sola email. Con due o più e-mail di riacquisto che utilizzano delle pause intermedie, potete aumentare le probabilità che il destinatario le apra e interagisca con l’e-mail.

6. Affidarsi all’automazione della posta elettronica per aumentare la soddisfazione dei clienti

È quasi impossibile programmare e inviare manualmente e-mail ai clienti, soprattutto perché la vostra lista continuerà a crescere. La soluzione è quindi l’automazione delle e-mail.

Tra le varie tecniche di marketing digitale, l’email marketing è il canale più comunemente automatizzato. E’ infatti citato dal 65% per cento degli intervistati in un sondaggio condotto tra i marketer da Statista nel giugno 2021. E’ ormai risaputo che principali marchi di e-commerce utilizzano le automazioni della posta elettronica per costruire relazioni migliori con i propri clienti, vendere più prodotti e aumentare le entrate.

Se state cercando di migliorare l’esperienza dei vostri clienti, le e-mail automatizzate dovrebbero diventare il vostro migliore alleato.

Dalle e-mail di benvenuto, ai follow-up post-acquisto e alle notifiche degli ordini alle e-mail di up-sell, cross-sell e quelle relative ad eventi importanti, le automazioni possono aiutarti a stabilire una comunicazione regolare con i clienti e raggiungere i tuoi obiettivi di email marketing.

Il marchio di moda con sede a Boston, Ministry of Supply, ha come missione quella di creare una nuova categoria di abbigliamento: il “tempo libero”. Il marchio utilizza l’automazione dell’e-mail di benvenuto per offrire uno sconto ai nuovi abbonati e incoraggiarli a effettuare il primo acquisto (v. Fig. 7).

Fig - 7 Ministry of Supply email

Fig. 7: L’automazione delle email utilizzata da Ministry of Supply (Fonte: Ministry of Supply email)

Anche Maison Miru, il marchio di gioielli senza tempo, ha utilizzato l’automazione delle email e in particolare ha adottato un flusso di abbandono della navigazione per migliorare un funnel di vendita in crisi. Per attirare nuovi clienti, Maison Miru aveva offerto un paio di orecchini solo per il costo della spedizione. Tuttavia l’azienda aveva notato che pochi abbonati erano effettivamente tornati per completare l’acquisto di questi orecchini gratuiti. Grazie a un flusso automatizzato che invitava le persone dopo un paio d’ore a tornare e ricevere il loro premio, hanno generato un aumento delle vendite del 2%.

Un altro problema per i rivenditori online che le automazioni della posta elettronica possono risolvere è l’abbandono del carrello. Secondo Baymard, il tasso medio di abbandono del carrello degli acquisti online è quasi del 70%. Creando un’automazione e-mail per l’abbandono del carrello, i marchi possono coinvolgere nuovamente gli acquirenti che aggiungono prodotti al carrello online ma se ne vanno senza acquistare.

Peel, un marchio di custodie per iPhone/Android, utilizza l’automazione dell’e-mail del carrello abbandonato per ricordare agli acquirenti i prodotti nel carrello e invogliarli a completare i loro acquisti (v. Fig. 8).

Fig - 8 Peel email

Fig. 8: Automazione email per l’abbandono del carrello (Fonte: Peel email)

“Utilizzando in maniera corretta correttamente le automazioni il vostro marchio potrà generare delle vendite significative”, afferma Coffey. “I filtri di flusso e i filtri trigger sono sottoutilizzati perché i marchi non vogliono escludere i clienti dalla ricezione dei loro messaggi, ma la loro configurazione è essenziale per assicurarvi di non inviare un numero eccessivo di email ai vostri clienti. Preferirei che 100 clienti ricevessero un messaggio pertinente piuttosto che 500 persone ricevessero un messaggio che non lo fosse”.

“Nelle nostre automazioni, utilizziamo la funzionalità nascondi/mostra di un blocco. Siamo in grado di fornire suggerimenti in base ai prodotti che un cliente ha lasciato nel carrello. Possiamo istruire il cliente su come applicare i nostri prodotti in base al tipo di pelle dal nostro questionario, ad esempio. Siamo anche in grado di includere una opzione di spedizione gratuita per i clienti che hanno più di $ 85 nel carrello. Le possibilità sono infinite.”

Suggerimento per i professionisti: se desiderate migliorare l’esperienza del cliente, l’automazione della posta elettronica è la soluzione migliore. E-mail di benvenuto, e-mail del carrello abbandonato, e-mail di ringraziamento, e-mail educative, recensioni di prodotti e automazioni di riacquisto sono solo alcune delle idee che potete testare per migliorare le esperienze dei clienti in modo pertinente e tempestivo.

7. Usare l’efficacia del test A/B

I test A/B possono aiutarvi a migliorare in modo incrementale i vostri sforzi di email marketing. Le possibilità sono infinite: potete testare cose come l’oggetto, gli sconti e il contenuto dell’e-mail. Potete anche capire se le semplici e-mail di testo funzionano meglio delle e-mail HTML ricche di immagini.

Una volta che vi sarete abituati ai test, potrete considerare una strategia di test “sempre attiva” per vedere cosa funziona meglio per i vostri subscribers.

111SKIN, un marchio di prodotti per la cura della pelle di lusso con sede a Londra, è riuscita a raddoppiare il valore dell’ordine medio (AOV) semplicemente cambiando l’immagine in primo piano nella sua prima e-mail di benvenuto. L’aggiunta di una foto del co-fondatore Dr. Yannis in cima ha aiutato 111SKIN a mostrare le basi scientifiche prodotto e aumentare la fiducia dei clienti (v. Fig. 9).

Fig - 9 strategie email marketing: 111Skin

Fig. 9: Email di benvenuto di 111SKIN (Fonte: 111SKIN email)

Suggerimento per i professionisti: il test A/B è un modo efficace per aumentare il valore dei vostri sforzi di email marketing ma assicuratevi di testare una variabile alla volta. Ad esempio, se modificate il colore della CTA e contemporaneamente il relativo testo, non riuscirete ad attribuite un eventuale aumento delle performance al cambiamento di colore o al testo del pulsante CTA. Invece testando una variabile alla volta potrete essere certi di sapere cosa attrae maggiormente il vostro pubblico.

L’email marketing rimane uno dei modi migliori per creare una forte relazione con i clienti e creare fedeltà. Ma per sfruttare al meglio il vostro canale di posta elettronica, dovrete sviluppare una strategia solida e basata sui dati.

“C’è molto valore aggiunto che potete ottenere tramite l’e-mail”, afferma McComas. “ma senza una strategia precisa e coerente di email marketing utilizzerete probabilmente solo il 20% del potenziale del vostro marchio su questo canale”.

L’email marketing può essere l’asso nella manica e aiutarvi a creare un’esperienza cliente end-to-end piacevole. Uno dei punti di forza di questa tecnica è il fatto che le automazioni della posta elettronica possono svolgere tutto il lavoro ripetitivo e migliorare l’efficienza complessiva dell’email marketing.

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Kaleigh Moore “How to develop an effective email marketing strategy from email list acquisition through retention” (Seconda Parte)]

Perché è importante avere una strategia di email marketing?

strategia email marketing featured image

Come sappiamo l’email ha rivoluzionato il mondo della comunicazione e continua ad avere dei numeri in crescita. Secondo Statista, nel 2021 il numero di utenti di posta elettronica in tutto il mondo ammontava a 4,1 miliardi e si prevede che possa crescere fino a 4,6 miliardi di utenti nel 2025.

Ma in pratica cosa significa per il business e per chi fa e-commerce? Vuol dire che l’email marketing è una soluzione magica per aumentare le vendite? Può essere, ma per far leva sull’email marketing è necessario avere una solida strategia che lavori in un’ottica di lungo termine.

“Certamente, potete iniziare con l’email marketing e ottenere risultati soddisfacenti nei i primi tre mesi o forse anche nel il primo anno. Ma probabilmente non funzionerà molto più a lungo”, afferma Kelly Stymiest, partner di Homestead Studio.

“I marchi che hanno successo nell’email marketing sono quelli utilizzano questa tecnica con uno scopo ben preciso, che tengono il passo con le tendenze e-mail e che hanno pianificato una strategia di e-mail completa ed accurata. Chi comprende l’e-mail e le sue strategie ha bisogno di poco per ottenere ottimi risultati per le proprie attività.

In questo articolo vedremo come il vostro marchio potrà avvalersi di una strategia di email marketing completa e ben costruita.

Che cos’è una strategia di email marketing?

Una strategia di email marketing è un progetto che aiuta le aziende a identificare il proprio pubblico di destinazione, le sue preferenze e la tipologia di messaggi di email marketing più efficace per raggiungere gli obiettivi marketing prefissati.

Una efficace strategia di email marketing fa parte di una strategia di marketing più generale e deve includere una pianificazione basata su dati, metodi per raggiungere il proprio pubblico di destinazione e analisi dei risultati.

Perché una strategia di email marketing è così importante?

L’email è un canale potente per gli esperti di marketing e adottare una giusta strategia in atto può portare a risultati economici significativi.

Tuttavia va precisato che non si tratta di un canale per i neofiti, dal momento che esiste una forte concorrenza in questo settore.
Ecco allora i 5 principali motivi per cui avrete bisogno al più presto di un’accurata strategia di email marketing.

1. Il volume giornaliero delle e-mail è in aumento

Secondo Statista, nel 2021 sono state inviate e ricevute circa 319 miliardi di e-mail al giorno. Si prevede che questa arriverà ad oltre 376 miliardi di e-mail giornaliere entro il 2025, poiché le aziende sono fortemente intenzionate a competere in questo settore.

2. L’email marketing è efficace

Nonostante i numerosi cambiamenti che si sono verificati nel mondo e nel settore della comunicazione negli ultimi due anni, l’e-mail rimane un punto di riferimento per i professionisti del marketing. I dati di Validity and Demand Metric mostrano che per il 39% dei marketer l’efficacia della posta elettronica è rimasta stabile nel 2020 e per il 30% dei marketer ha riportato un leggero miglioramento.

3. Non avrete a che fare con qualche oscuro algoritmo dei social media

La visualizzazione di un post su un social media dipende dal particolare algoritmo del social network e i frequenti cambiamenti dell’algoritmo spesso implicano una minore copertura del proprio pubblico di riferimento. Con l’email marketing, avrete invece un maggiore controllo su chi vedrà il vostro messaggio in quanto è quasi garantito che ogni destinatario riceverà almeno la vostra e-mail.

“L’email marketing è il modo migliore per costruire relazioni a lungo termine con i clienti e convertire i lead in clienti. Questo perché è molto più facile raggiungere in modo affidabile gli iscritti ad una lista di email. Basta fare un confronto icon quanto accade con i social media”, afferma Liz Willits, fondatrice di Content Phenom. “Nonostante i social media siano un modo potente per costruire un pubblico e raggiungere nuove persone, è difficile raggiungere in maniera tutti i follower, perché l’algoritmo potrebbe non mostrare i nuovi post a tutti. Questo non è un problema con la posta elettronica”.

“Con i social media, è difficile raggiungere in maniera regolare tutti i follower, perché l’algoritmo potrebbe non mostrare i nuovi post a tutti. Questo non è un problema con la posta elettronica”.

Liz Willits, fondatrice di Content Phenom

4. L’e-mail facilita la fidelizzazione dei clienti

A differenza di altri canali, che si concentrano principalmente sull’acquisizione dei clienti, l’email marketing è un ottimo strumento sia per l’acquisizione che per la fidelizzazione. Grazie alle tecniche di “lead nurturing” e all’automazione dell’email marketing, le aziende possono impostare dei processi strutturati per coinvolgere nuovamente i clienti e trasformarli in sostenitori del proprio marchio.

5. L’email marketing ha un ROI elevato

Secondo Statista, il ritorno medio sull’investimento (ROI) dell’email marketing per i marchi di e-commerce è di $ 45 per ogni $ 1 speso.

Come si sviluppa una strategia di email marketing?

Prima di raccogliere i frutti dell’email marketing dovrete comunque rimboccarvi le maniche e gettare le basi per mettere in pratica la vostra strategia.

Per Structured Agency, una efficace strategia di email marketing per l’ecommerce è costituita da un processo articolato in 4 fasi (v. Fig. 1): configurazione di base (core), perfezionamento(scale), segmentazione delle liste (segmentation) e ottimizzazione (optimization). L’intervallo di tempo tra ogni fase è di 2-3 mesi e vanno previsti flussi di pre-acquisto e post-acquisto per ogni fase.

strategia email marketing fig 1
Fig. 1: Una strategia di email marketing per un sito di e-commerce – Fonte: Structured Agency

In dettaglio la strategia di email marketing richiede i seguenti passi:

  1. Configurare l’automazione e-mail di base per la fase pre-acquisto (messaggi di benvenuto, pop-up, checkout, abbandono dell’acquisto, abbandono della navigazione) e post-acquisto (e-mail di ringraziamento e on-boarding post acquisto), nonché e-mail transazionali (conferme d’ordine).
  2. Perfezionare il processo aggiungendo nuove e-mail per le diverse fasi del processo di acquisto.
  3. Segmentare le liste e inviare flussi di posta elettronica pre-acquisto e post-acquisto al pubblico, a seconda della cronologia degli acquisti.
  4. Ottimizzare l’oggetto delle email, l’anteprima del testo, gli inviti all’azione (CTA), le pagine di destinazione, le email promozionali, le tempistiche e la grafica dei messaggi in modo da migliorare i tassi di conversione.

Questo approccio “crawl, walk, run” consentirà alla vostra azienda di iniziare con un piccolo sforzo e poi di testare, ottimizzare ed imparare lungo il percorso.

“Dovreste pensare alla vostra strategia di email marketing in modo simile a qualsiasi altra strategia di marketing, sia che si tratti di contenuti, sviluppo commerciale o marketing del prodotto. Senza una strategia, non avrete idea di quali siano i vostri obiettivi e vi ritroverete in una situazione del tipo “lanciare le cose contro un muro, sperando che si attacchino”, afferma Sara Du, co-fondatrice e CEO di Alloy.

A questo dobbiamo quindi domandarci cosa sia giusto per la vostra attività e da dove iniziare.
Per aiutarvi a sviluppare una strategia di email marketing di successo abbiamo preparato un elenco di 10 passi essenziali.

Vediamoli in dettaglio:

1. Condurre un audit

Il primo passo per predisporre una strategia di email marketing è fare un audit approfondito. Durante questa fase dovrete analizzare e scoprire tutto quello che riguarda il prodotto, il mercato e i vostri clienti. Per poter influenzare il vostro pubblico dovrete infatti comprendere il loro processo di acquisto, le sfide che si trovano ad affrontare e i punti deboli.

Questa fase è fondamentale per creare una strategia di successo. Riflettete a fondo sulla vostra attività prima di iniziare: in questo modo sarete in grado di individuare nuove opportunità e prendere decisioni consapevoli su come utilizzare l’email marketing.

Ecco alcune cose da approfondire nel corso di questo audit:

  • Benchmark dell’email marketing: confrontate le vostre e-mail con le medie del settore
  • Cercate modelli e template per le vostre email. Ad esempio potete consultare strumenti come Klaviyo Showcase, la libreria di modelli di Klaviyo, oppure Really Good Emails o MailCharts per vedere come altri marchi del vostro settore creano le loro email o quali modelli usano. Tutti questi strumenti possono darvi delle idee su come iniziare o migliorare le vostre email.
  • Adottate una strategia marketing incentrata sul cliente: avete parlato con i vostri clienti di recente? Avete una buona conoscenza del vostro mercato di riferimento, di chi sono i vostri clienti, di cosa gli piace e altro? Se siete ancora a questo punto di partenza, potete usare la guida al marketing per il cliente di Klaviyo per cominciare.
  • Funnel del cliente e-commerce e percorso di acquisto: create delle narrazioni chiare del vostro marchio per ogni fase del funnel in modo da fornire facilmente uno scopo a ogni messaggio e in ogni punto di contatto del cliente. Nella Fig. 2 trovate un esempio di un modello facile da usare.
strategia email marketing fig 2
Fig. 2: Esempio di messaggi di marketing per ogni fase del processo di acquisto

2. Stabilire degli obiettivi

Qual è l’obiettivo principale della vostra attività in questo momento? Volete più lead, meno abbandoni del carrello, maggiore “lifetime value” o più sottoscrtizioni?

I vostri obiettivi determinano in pratica le azioni da intraprendere. Ad esempio, se rilevate molti abbandoni del carrello, dovrete impostare un’automazione per le e-mail di abbandono del carrello per recuperare alcune delle vendite perse oppure controllare il flusso esistente per vedere se ci sono ottimizzazioni da apportare.

3. Scegliere gli strumenti giusti

Le piattaforme di email marketing, a volte indicate come servizi di email marketing o provider di servizi di posta elettronica (ESP) o come software di gestione delle relazioni con i clienti (CRM), sono lo strumento generalmente utilizzato per creare e inviare e-mail a un elenco specifico di indirizzi e-mail.

La maggior parte degli strumenti di email marketing odierni ha funzionalità integrate che consentono di utilizzare modelli, creare campagne di email marketing, flussi di automazione, segmenti, elenchi e altro ancora.

Non siete sicuri di quale strumento sia giusto per la vostra azienda? Scoprite i 10 migliori servizi di posta elettronica e piattaforme di marketing del 2022.

4. Definire il proprio pubblico

Ricordiamo il detto: “Se vendi a tutti, non vendi a nessuno”.

Facendo tesoro di questo consiglio possiamo senz’altro dire che definendo il vostro pubblico di destinazione in base alla segmentazione demografica, geografica, psicografica e comportamentale, migliorerete i risultati delle vostre attività di email marketing.

“Pensa al tipo di informazioni di cui hai bisogno per personalizzare le tue email. Questo è ciò che dovresti chiedere ai clienti. Problemi di pelle, fasi della gravidanza, dimensioni delle scarpe, obiettivi di esercizio: insomma, qualcosa del genere. Cerca di entrare in confidenza con i clienti”, suggerisce Carson McComas, CEO di FuelMade.

5. Costruire un elenco

Diventare un ospite regolare nella casella di posta delle persone può offrire alle aziende innumerevoli opportunità. Tuttavia la cosa non è così semplice e trovare un modo per ottenere il via libera è spesso causa di mal di testa per gli esperti di marketing.

La raccolta di indirizzi e-mail con i moduli di iscrizione, l’offerta di incentivi ai clienti in cambio dei loro indirizzi e-mail e la scrittura di testi e-mail allettanti: queste sono solo alcune delle idee che possono aiutarvi a ottenere più iscritti e-mail e ad ampliare il vostro canale di posta elettronica.

6. Mappare ogni fase del percorso del cliente

Diverse fasi del percorso del cliente (il cosiddetto customer journey, rappresentato nella Fig. 3) richiedono approcci e-mail diversi. Per avere un quadro chiaro dell’esperienza e-mail complessiva del vostro cliente è consigliabile suddividerla in fasi e definire per ognuna di esse il tipo di e-mail da inviare.

strategia email marketing fig 3
Fig. 3: Le diverse fasi del percorso di acquisto del cliente (customer journey)
Fonte: Klaviyo

Per fare un ulteriore passo avanti, potrete creare flussi di posta elettronica diversi per segmenti diversi.

“Una volta che disponi di sistemi per la raccolta di tali dati (quiz, pop-up con caselle di controllo, ecc.), concentrati sulla creazione di e-mail con contenuti personalizzati in base a ciascun tipo di cliente e alle sue esigenze specifiche”, suggerisce McComas. “Ciò include sequenze di email benvenuto e campagne di newsletter via e-mail con consigli sui prodotti pertinenti, istruzioni e altri contenuti dinamici”.

“Concentrati sulla creazione di e-mail con contenuti personalizzati in base a ciascun tipo di cliente e alle sue esigenze specifiche”.

Carson McComas, CEO di FuelMade

7. Determinare il formato e la frequenza

Creare l’e-mail perfetta è in parte scienza e in parte arte. Le aziende possono scegliere diversi formati, caratteri, colori e dimensioni del testo. Nella maggior parte dei casi, il design dell’e-mail è un altro modo per distinguersi e trasmettere il proprio messaggio in maniera memorabile.

Il testo e la progettazione sono fondamentali per inviare un messaggio che abbia successo, e quindi vi consigliamo di seguire alcune best practice fondamentali.
Un design di qualità dell’e-mail non solo vi aiuterà a distinguervi in una casella di posta affollata, ma attirerà anche l’attenzione del lettore, trasmetterà il vostro messaggio e spingerà i clienti a scoprire cosa c’è dietro il pulsante CTA.

Un’altra cosa da tenere in considerazione è la frequenza delle e-mail. La frequenza può influire in modo significativo sui tassi di coinvolgimento, e va quindi pianificata con attenzione.

8. Testare diversi elementi

Ogni campagna di email marketing offre molte opportunità di test. Dal testo dell’oggetto, al contenuto, alla lunghezza e agli elementi visivi, ai pulsanti CTA, allo stile, al design e alla personalizzazione, i brand possono combinare e abbinare i vari elementi e vedere cosa funziona meglio per il loro pubblico target.

Potrete utilizzare split test, test multivariati e altri per capire in che modo i diversi elementi modificano il comportamento del vostro cliente.

9. Ottimizzare la strategia

L’email marketing è un processo continuo che richiede molti esperimenti ed affinamenti in corso d’opera. Per questo motivo durante il processo è importante tenere traccia dei risultati, analizzare le prestazioni e ottimizzare le attività.

In particolare i risultati dei test possono mostrare potenziali criticità ed eventuali aree di miglioramento. In questo modo la vostra strategia di email marketing potrà migliorare costantemente in base ai risultati raggiunti.

10. Monitorare le prestazioni

Per poter prendere decisioni che siano basate su dati oggettivi è necessario monitorare le prestazioni dell’email.

Normalmente le aziende si concentrano principalmente su metriche come percentuali di clic (CTR), tassi di apertura delle e-mail e tassi di cancellazione dell’iscrizione. Tuttavia, oltre a queste metriche fondamentali, vi consigliamo di controllare anche il tasso di consegna, la reputazione del dominio del mittente e la “pulizia” delle liste. Tutti questi fattori sono cruciali per il successo dell’email marketing.

Il vostro compito sarà quindi verificare cosa funziona e cosa no e apportare miglioramenti alla strategia di email marketing in base a questi risultati.

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Kaleigh Moore “How to develop an effective email marketing strategy from email list acquisition through retention” (Prima Parte)]

Quale formato scegliere per il vostro podcast?

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La scelta del formato del podcast è una delle decisioni più importanti da prendere nel momento in cui decidiate di adottare questo strumento di comunicazione. Come abbiamo detto nella nostra guida pratica “5 passi per creare il tuo podcast”, si tratta di strumenti relativamente nuovi ma che stanno rapidamente prendendo piede nell’ambito di strategie di marketing online per costruire e mantenere la reputazione, sia aziendale che individuale.

Il formato del podcast è una decisione fondamentale dal momento che avrà un forte impatto sul tono di voce da adottare, sulla scelta del pubblico di riferimento e sull’impegno necessario alla sua realizzazione. Anche se il podcast è un media relativamente giovane e in continua evoluzione, possiamo cercare di classificarlo nei formati maggiormente utilizzati:

  • Intervista
  • Conversazione
  • Monologo
  • Documentario
  • Racconto
  • Storytelling
  • Ibrido

Esaminiamo brevemente le caratteristiche di ogni singolo formato con alcuni vantaggi e svantaggi.

Intervista

Questo tipo di formato è uno dei più popolari nel mondo del podcast e prevede normalmente un conduttore e un ospite diverso per ognuno degli episodi. Il successo e la validità del podcast (che può avere anche una durata di 2 ore) dipendono ovviamente dalla qualità dell’ospite, che deve essere un esperto della tematica in discussione, e dall’abilità del conduttore nel gestire la conversazione in maniera fluida.

Vantaggi:

  • Semplicità di produzione.
  • Richiedono poche attività di editing.

Svantaggi:

  • Difficoltà nell’individuare il giusto ospite.
  • Non è facile mantenere il livello di attenzione degli ascoltatori per l’intera durata del podcast.

Esempi:

  • Marco Montemagno. L’imprenditore e influencer italiano cura personalmente un podcast dove alterna interviste a monologhi in cui si commentano i principali avvenimenti del panorama web-tech mondiale.
  • The Tim Ferriss Show. Secondo le parole dello stesso autore, nel suo podcast prova a “studiare” alcuni leader nel loro settore di eccellenza (investimenti finanziari, scacchi, sport professionistici, etc), scavando in profondità per scoprire strumenti, tattiche e trucchi che potranno essere utilizzati dagli ascoltatori.

Conversazione

Si tratta di una conversazione tra 1 o 2 conduttori ed un ospite ma a differenza dell’intervista, l’ospite non deve essere necessariamente una personalità di spicco o con un nome capace da solo da attirare un vasto pubblico di ascoltatori. Questo tipo di podcast è più simile ad una conversazione tra 2 amici che a un’intervista formale.

Vantaggi:

  • Semplicità di produzione.
  • Formato molto popolare ed apprezzato.

Svantaggi:

  • Sono necessari due conduttori, cosa che può comportare problemi organizzativi o logistici.
  • Difficoltà nel saper mantenere il livello di attenzione degli ascoltatori per l’intera durata del podcast.

Esempi:

  • Quasidì, che racconta le difficoltà di crescere e vivere in modo responsabile. Le voci sono di Ilenia Zodiaco e Valentina Tomić.
  • Morgana, di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri racconta le donne anticonvenzionali (”un po’ fate e un po’ streghe”).

Monologo

In questo caso il podcast ha un unico speaker e affronta un argomento particolarmente rilevante per l’autore. Ogni episodio è basato sull’esperienza o competenza specifica del podcaster e può affrontare temi più svariati, dal brano di un romanzo ad una serie di consigli.

Vantaggi:

  • Molto facile da organizzare non richiedendo il coinvolgimento di altre persone
  • In grado di rendere più intima la conversazione con il proprio pubblico

Svantaggi:

  • Richiede un’accurata pianificazione della scaletta
  • È necessario saper coinvolgere e trasmettere al pubblico la propria passione perchè i podcast sia effettivamente efficace.
  • Non è possibile arricchire il podcast con il contributo di idee o spunti di discussione da parte di altre persone

Esempi:

  • Akimbo di Seth Godin. Il conduttore, uno degli esperti di marketing più famosi al mondo, affronta temi incentrati sul concetto di cultura e su come tutti noi possiamo fare qualcosa per cambiarla (v. Fig. 1).
Scelta formato podcast esempio Akimbo
Fig. 1: Akimbo, il podcast di Seth Godin

Contenuto informativo

Possiamo considerare questo formato come un’evoluzione del formato intervista, con il contributo di diverse persone e una struttura articolata in varie sezioni. In altre parole si tratta dell’equivalente in formato podcast di un documentario e richiede quindi un elevato livello qualitativo sia in termini di approfondimento che di qualità sonora (sigla iniziale, stacchi musicali per unire le varie sezioni, etc).

Vantaggi:

  • Formato molto coinvolgente, assimilabile a quello di una tradizionale inchiesta televisiva.
  • Si possono riutilizzare contenuti audio già prodotti per realizzare un podcast di qualità ancora più elevata.

Svantaggi:

  • Molto impegnativo in termini di risorse.
  • Richiede molto tempo da dedicare alla pianificazione e produzione.

Esempi:

  • Rabbit Hole di Kevin Rose. Il giornalista del New York Times esplora in 9 episodi cosa succede alle nostre vite quando decidiamo di andare online.
  • Masters of Scale di Reid Hoffman. Negli episodi di questo podcast il fondatore di Linkedin condivide le storie di successo di imprenditori che sono riusciti a far crescere la loro start-up da zero a molti milioni di dollari.

Racconto

Anche con un podcast è possibile creare delle “fiction” e riproporre i formati normalmente adottati nelle serie televisive o nelle trasmissioni radiofoniche di molti anni fa (i cosiddetti radiodrammi).

Vantaggi:

  • Formato molto coinvolgente.
  • Molto spazio per la creatività.
  • Offre opportunità interessanti in quanto è un formato del podcast narrativo al momento poco utilizzato.

Svantaggi:

  • Molto impegnativo in termini di risorse.
  • Richiede molto tempo da dedicare alla pianificazione e produzione.

Esempi:

  • Welcome to Night Vale, un podcast presentato come una trasmissione radiofonica in cui si parla degli strani eventi che accadono nella immaginaria città di Night Vale.
  • Sbagliata. Sei episodi in cui gli ascoltatori vivono la storia di Emma (interpretata da Pilar Fogliati), una ragazza romana di 30 anni, e dei suoi appuntamenti falliti fino a quando non avviene per errore l’incontro con Matteo.

Storytelling

Con questo termine si indicano i podcast dove vengono raccontate, con un particolare taglio narrativo, delle storie di cronaca, come ad esempio delle investigazioni su delitti o persone scomparse. Si tratta di un formato che sta divenendo rapidamente molto popolare sulle ali del successo di Serial, un podcast del genere true crime stories (v. Fig. 2).

Fig. 2: Il sito web del podcast Serial

Vantaggi:

  • Formato molto coinvolgente.

Svantaggi:

  • Molto impegnativo in termini di risorse.
  • Richiede molto tempo da dedicare alla pianificazione e produzione.

Esempi:

  • Serial.
  • Veleno. Ispirato al più famoso Serial, si tratta di un reportage in sette puntate in cui Pablo Trincia e Alessia Rafanelli di Repubblica raccontano il caso di alcuni bambini sottratti alle rispettive famiglie, una ventina di anni fa, nella provincia di Modena.

Ibrido

I creatori dei podcast in realtà non sono vincolati ad utilizzare un formato piuttosto che un altro e hanno quindi la possibilità di esplorare nuove tipologie di podcast (ognuno con i propri pro e contro) che prevedano uno o più dei formati che abbiamo indicato.

Esempio:

  • Business Casual di Morning Brew, in cui l’host Alex Lieberman intervista le personalità più rilevanti in vari settori (venture capital, streaming, social media, etc) facendo domande a cui è oggettivamente molto difficile rispondere (ad es.: riuscirà il capitalismo a sopravvivere?).
  • Digital Innovators di Catobi, una community di professionisti orientata alla condivisione digitale.

Concludendo questa rassegna dei principali formati, ti segnaliamo che, così come è avvenuto per le serie televisive, anche nel mondo del podcast stanno arrivando titoli dall’estero doppiati in Italiano.

In attesa della versione doppiata di The Serial, segnaliamo:

  • Assassin’s Creed – Gold, di Anthony Del Col, tratta dal famoso gioco della Ubisoft;
  • The Sandman, serie in audio tratta dai fumetti di Neil Gaiman;
  • Auris, di Sebastian Fitzek.

Come gestire la privacy di Facebook (checklist)

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Quando i social media hanno iniziato a farsi strada nei primi anni 2000, eravamo tutti poco preoccupati per la nostra privacy, dal momento che le piattaforme avevano funzionalità limitate e meno persone avevano accesso a Internet. Al giorno d’oggi, dopo aver visto i numerosi casi di violazioni della sicurezza e di fughe di dati, siamo diventati tutti molto più consapevoli che la nostra privacy digitale è a rischio.

Vista la grande quantità di informazioni disponibili sul proprio profilo Facebook, è importante proteggere la vostra privacy da furti di identità, hacker e malintenzionati che potrebbero voler accedere al vostro account. Limitando l’accesso ai dati personali potete proteggere voi stesso e chi vi sta vicino.

Per aiutarvi, il sito Makeuseof ha messo insieme un elenco di passi da seguire per controllare e proteggere il vostro profilo Facebook. La checklist è strutturata secondo le diverse sezioni della pagina delle impostazioni di Facebook.

1. Gestire privacy Facebook: Protezione e accesso

  • Nella scheda Protezione e accesso, controllate la sezione “Dove hai effettuato l’accesso” per identificare da quali dispositivi avete effettuato l’accesso a Facebook (v. Fig. 1). Se vedete un browser o un dispositivo che non riconoscete, selezionate i tre punti accanto al dispositivo e scegliete “Esci”. Se notate qualcosa di sospetto, selezionate “Non sei tu?”.

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Fig. 1
  • Se ritenete che qualcuno possa avere accesso al vostro Facebook, andate alla sezione “Accesso” e selezionate “Modifica password”. Dovrete creare una password difficile da indovinare, diversa da quelle precedenti (inserendo lettere maiuscole e minuscole, numeri e caratteri speciali).
  • Non volete salvare le vostre informazioni di accesso? Se qualcun altro ha accesso al vostro computer o ai vostri dispositivi, potete decidere di non salvare le informazioni di accesso modificando l’opzione “Salva le tue informazioni di accesso”. Qui è possibile rimuovere un account o rimuovere le informazioni salvate da altri dispositivi.
  • Per rafforzare ulteriormente la tua sicurezza, potete aggiungere l’autenticazione a due fattori al vostro account Facebook. A questo scopo potete utilizzare un’app di autenticazione, oppure ricevere un messaggio SMS o un codice di sicurezza quando accedete da un browser o dispositivo non riconosciuto (v. Fig. 2).
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Fig. 2
  • Per essere informati di eventuali tentativi di accesso a Facebook non riconosciuti scegliete l’opzione “Ricevi avvisi sugli accessi non riconosciuti” nella sezione “Configurazione di una funzione di protezione aggiuntiva”.

2. Privacy

Post

  • Dovete assicurarvi che la visibilità dei vostri post attuali e futuri corrisponda alle vostre esigenze. Per farlo accedete alla scheda Privacy e selezionate “La tua attività”. I post futuri possono essere impostati su pubblico, amici, amici esclusi, solo io o amici specifici.
  • La sezione delle attività vi consente anche di rivedere eventuali post o immagini in cui siete stati taggati. Potete accettare o rifiutare i tag visualizzando il “Registro attività (v. Fig. 3).
  • Se preferite che le persone non visualizzino nessuno dei vostri post passati su Facebook, potete scegliere “limita i post passati”. Ciò significa che tutti i post pubblici precedenti o quelli che avete condiviso con amici di amici saranno limitati ai soli amici.

Persone

  • La privacy non si limita alle vostre informazioni. Potete anche limitare il pubblico che vede le persone, le pagine e gli elenchi che seguite. Le stesse opzioni si applicheranno anche ai post futuri.
  • Restringere la privacy di Facebook può rendervi difficile l’essere trovati dalle persone, tuttavia si possono modificare le impostazioni nella sezione “Come possono trovarti e contattarti le persone”. Con questa opzione potete consentire a tutti, o solo amici di amici, di inviarvi richieste di amicizia.
  • Se le persone non riescono a trovarvi tramite la ricerca su Facebook utilizzando il vostro nome, potrebbero essere in grado di cercarvi utilizzando l’indirizzo e-mail o il numero di telefono che avete fornito al momento della registrazione. Potete rimuovere questa opzione selezionando “Solo io” o limitarla ad amici o amici di amici.
  • Per assicurarvi che il vostro profilo Facebook non possa essere trovato tramite i motori di ricerca, selezionate “No” nella sezione ” Desideri che i motori di ricerca esterni a Facebook reindirizzino al tuo profilo?”.
  • Non volete essere disturbati da estranei tramite Facebook Messenger? Potete decidere che le chat siano ricevute o filtrate in base alle richieste di messaggi regolando “Collegamenti potenziali” e “Altre persone” nelle impostazioni “Come ricevi le richieste di messaggi”.
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Fig. 3

3. Profilo e aggiunta di tag

  • Sebbene possiate rivedere i vostri post e le foto in cui siete taggati tramite altre funzionalità di Facebook, è possibile regolare queste impostazioni globali nella scheda Profilo e aggiunta di tag. Con questa opzione potete decidere chi può pubblicare sul vostro profilo.
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Fig. 4
  • Assicuratevi anche di impostare quale pubblico può visualizzare i post pubblicati da altri sul vostro profilo.
  • Se desiderate personalizzare ulteriormente le impostazioni del vostro profilo, potete selezionare l’opzione “nascondi i commenti che contengono determinate parole dal tuo profilo” aggiungendo parole, frasi o emoji. Ciò significa i commenti che contengono queste parole rimarranno visibili solo a chi le ha scritte e ai loro amici.
  • Il permesso agli amici di taggarvi nelle foto o nei post può essere gestito nella sezione “Tag”. Qui si può limitare chi vede i post in cui siete taggato, così come restringere il pubblico del post.
  • Non siete sicuro di essere soddisfatti dei contenuti in cui siete stati taggati? Potete rivedere i post in cui siete taggati o i tag che le persone hanno aggiunto ai tuoi post nella sezione “Controllo”.

4. Post pubblici

  • La scheda Post pubblici (v. Fig. 5) nelle impostazioni di Facebook vi consente di decidere chi può seguirvi (compresi post, storie e reels). Questi contenuti possono essere condivisi pubblicamente o ristretti ai tuoi amici.
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Fig. 5
  • Dopo aver creato un post pubblico, potete modificare il pubblico in grado di commentare i post. Tuttavia, vale la pena notare che se lo limitate agli amici, i loro amici potrebbero comunque essere in grado di commentarlo.
  • Alcune informazioni su Facebook sono sempre pubbliche, come le foto di copertina, le immagini del profilo e contenuti in evidenza. Tuttavia potete gestire chi può mettere Mi piace o commentare questi contenuti, specificando se possano essere pubblici, o commentabili da amici di amici o solo da amici.
  • Nel caso abbiate commentato o siete stati taggati in un post di un gruppo pubblico che viene poi condiviso al di fuori di Facebook, avete la possibilità di disabilitare le anteprime in modo che non vengano visualizzati il nome utente e l’immagine del profilo. Questo può essere fatto tramite l’opzione “Anteprime fuori Facebook”.

5. Bloccare qualcuno

  • Tramite la scheda Lista con restrizioni Blocco è possibile inserire un elenco di persone che, pur rimanendo amici su Facebook, non potranno vedere i post la cui visibilità è limitata ai vostri amici.
  • Se desiderate impedire a un utente su Facebook di vedere la vostra cronologia, taggarvi, aggiungervi come amico, o anche semplicemente conversare con voi, puoi aggiungerli all’elenco degli utenti bloccati.
  • Per bloccare qualcuno su Facebook e Facebook Messenger, potete aggiungerlo all’elenco “Blocco dei messaggi”. Dovrete però assicurarvi di bloccare anche il loro profilo Facebook.
  • Ci sono delle App di cui non volete ricevere notifiche? Usando “Blocco di inviti alle app” e “Blocca di app”, potete interrompere gli inviti di determinate persone alle app o interrompere del tutto le notifiche provenienti da specifiche app.

6. Gestire privacy Facebook : Consigli vari

  • Per assicurarvi che le vostre impostazioni sulla privacy siano aggiornate, dovreste selezionare l’opzione Controllo della privacy in “Impostazioni e privacy”. Si tratta di una breve panoramica delle vostre attuali impostazioni dove potete verificare chi può vedere quello che condividete, come le persone vi trovano e altro ancora.
  • In “Impostazioni generali”, dovreste assicurarvi che il vostro nome e i dettagli di contatto siano aggiornati. Questo può esservi utile se non riuscite più ad accedere al vostro account e avrete la necessità di dimostrare la vostra identità.
  • Se desiderate che Facebook non sappia dove vi trovate, controllate la scheda Posizione e disattivate la cronologia delle posizioni per i vostri dispositivi mobili.

Come creare un piano di social media marketing di successo

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Il piano di social media marketing è l’insieme delle azioni da mettere in campo per instaurare un efficace dialogo con la propria audience di riferimento sui social. Non si tratta di un modello precostituito. Come un esperto sarto crea un abito su misura di una specifica persona, così il social media plan va modellato sulle caratteristiche della particolare azienda per cui è pensato.

Ecco gli step necessari per creare un piano di social media marketing che funziona davvero.

Definire gli obiettivi strategici

Gli obiettivi riguardano certamente l’aumento delle vendite, ma non solo. Un’azienda emergente, ad esempio, potrebbe puntare sulla cosiddetta brand awareness, ossia su un aumento della notorietà del suo marchio online. In questo caso i KPI, ossia le metriche di riferimento, sono il reach (numero di utenti che hanno visto un post) e le metriche di engagement, cioè l’insieme di numero di like, commenti e condivisioni dei contenuti. Obiettivi e metriche viaggiano insieme. Per constatare il raggiungimento di un goal, è necessario osservare i dati, che spesso sono davvero corposi. Analizzare in modo professionale i dati social è però semplice grazie ai migliori strumenti di social media marketing. In questi tool su un unico pannello sono presenti gli insight di tutti i canali social sui quali l’azienda è presente.

La domanda fondamentale da porsi è dunque: quali sono gli obiettivi da raggiungere? Conoscere la propria meta permette di stabilire la rotta per arrivarci. Senza le idee chiare, si rischia di navigare a vista, ottenendo un nulla di fatto. I gol da scegliere devono essere realistici, specifici e ovviamente misurabili in un determinato range temporale.

Creare le proprie buyer personas

Chi sono i possibili clienti di un’azienda? Creare una ricostruzione fedelissima delle persone potenzialmente interessate a un’attività permette di approntare una comunicazione che funziona. Usare il loro stesso linguaggio, soddisfare le loro aspettative, incontrare i loro bisogni generano interesse e coinvolgimento intorno alla comunicazione di un business. Un vero professionista dei social media dà così vita alla scheda identificativa del cliente-tipo di un’impresa, riportandone età, condizione sociale, interessi, sfide, paure e incertezze. Dialogare con una persona che si conosce è più semplice infatti che farlo con un perfetto sconosciuto. Ne si conosce il carattere, si riesce meglio a impostare il tone of voice, che corrisponde al mood da adottare, scherzoso, ispirante, professionale, irriverente, a seconda del brand, del canale e del target.

Pubblicare contenuti interessanti

La competizione sui social è spietata. Per farsi notare bisogna produrre post di grande qualità, perfettamente centrati rispetto ai sogni/interessi del target di riferimento. Tra le tendenze 2022 di social media marketing c’è la sempre maggiore richiesta da parte delle aziende di una figura professionale specializzata che si chiama Content creator. Si tratta di un ibrido tra influencer, copywriter e social media manager. È esperta di un determinato settore e conosce bene le dinamiche di comunicazione social. La sua specialità è creare contenuti coinvolgenti, dialoganti, esplosivi, in grado di fare breccia nell’attenzione degli utenti. Sempre più spesso i brand vanno a caccia di Content creator, per animare le loro pagine, per avere una presenza social contemporanea e fresca, al passo con gli ultimi trend di comunicazione social. La creatività è fondamentale in questo processo che fa dell’engagement il suo obiettivo centrale. A supporto dell’estro, ci sono tool di social media marketing che permettono di gestire le pubblicazioni sui vari social in modo efficace e perfettamente scadenzato nel tempo. La creazione di un calendario editoriale agile e completo sveltisce e agevola il lavoro, per lasciare più tempo alla creazione di contenuti efficaci.

Analizzare i dati costantemente

Tra le azioni per creare un social media plan efficace, c’è l’analisi dei dati. I social offrono il vantaggio di consentire l’osservazione in presa diretta dei risultati di una determinata strategia di comunicazione. Ciò permette di non viaggiare alla cieca, senza sapere come reagisce il pubblico. Momento per momento è possibile tastare il polso della situazione, conoscere il sentiment delle persone che seguono un brand. Commenti, like, messaggi in direct sono la cartina al tornasole dell’opinione degli user sui contenuti. Anche il silenzio parla. Una mancata reazione significa che il post non è stato apprezzato. I dati servono ad aggiustare il tiro, a correggere la rotta: essi devono indirizzare come una bussola nella direzione che raccoglie consenso e che spinge al raggiungimento degli obiettivi di business.

Osservare cosa fanno i competitor

Cosa fa la concorrenza? Imparare dai migliori non significa copiare o essere poco originali. Le più grandi aziende di un dato settore hanno una comunicazione che è frutto di intenso studio da parte di team con comparti dedicati a ogni settore di digital communication. Rappresentano quindi una grande fonte di ispirazione, un modo privilegiato per ottenere consigli su come agire e su quale linguaggio adottare. Ad esempio nel settore brand di lusso, può essere utilissimo raccogliere influenze sul loro linguaggio social da aziende leader del settore. Lavorare a compartimenti stagni non è la soluzione migliore. Studiare i concorrenti significa intercettare nuovi trend e scoprire modi all’avanguardia per generare engagement. Attenzione però: si tratta solo di spunti. Tutte le influenze che arrivano dall’esterno vanno presentate al pubblico in modo originale, seguendo il proprio stile e la propria brand voice. L’obiettivo è trasmettere la cosiddetta USP, Unique selling proposition, i punti di forza che rendono i prodotti di un’azienda unici e irripetibili, diversi da quelli di tutti gli altri.

Perché nel 2022 i social sono così importanti?

Sono tantissimi gli italiani attivi sui social. Se la popolazione del Bel Paese è composta da più di 60 milioni di abitanti, i social sono utilizzati da 43 milioni di persone, il 71,2% della popolazione. Ogni giorno in Italia sono trascorse tra Facebook e Instagram quasi due ore di tempo. In molti usano i social media per informarsi su prodotti e brand.

Proprio per questo, il canale social costituisce uno dei touch point più rilevanti. Nella strada che porta un generico utente alla conversione di vendita, certamente è presente un social. Si tratta di un luogo utilizzato dalle persone per conoscere meglio un brand, così come si conosce un amico. Non è solo una vetrina. È piuttosto un luogo di dialogo bidirezionale, un luogo di ascolto, di listening delle persone. Non si può fare a meno di un piano di social media marketing in una strategia di comunicazione che voglia aumentare il numero dei clienti. I social sono un bacino troppo ghiotto, pieno di utenti alla ricerca proprio del prodotto di una data azienda.

Gli annunci sui social media sono veramente efficaci?

BLOG header efficacia pubblicità sui social media

Gli annunci sui social media sono solo uno degli innumerevoli modi per raggiungere i consumatori di oggi, insieme a TV, stampa, podcast, pubblicità e un lungo elenco di altri canali digitali e di tattiche marketing.

Nel mondo della pubblicità i media sono oggi più frammentati di quanto lo siano stati in passato. Tuttavia, se si guarda all’efficacia della pubblicità sui social media, i dati di GWI offrono ai marchi alcune notizie positive:

  • il 26% degli utenti dei social media afferma di essere portato ad acquistare i marchi che vede pubblicizzati. Chiaramente la pubblicità non rappresenta l’unico modo per i consumatori di scoprire un marchio, ma se avete costruito la vostra strategia sulla pubblicità sui canali social è fondamentale che lo facciate bene.
  • Il 98% dei consumatori a livello globale afferma di aver visitato un social network nell’ultimo mese, mentre si prevede che la spesa pubblicitaria globale sui social media aumenterà del 15% all’anno fino al 2024.

Con così tanti annunci sui social media che saturano le bacheche degli utenti, distinguersi è la chiave.

Quindi come potete ottimizzare la presenza sui social media del vostro marchio per ispirare e coinvolgere il vostro pubblico? E come potete migliorare i vostri annunci sui social media?

Utilizzando l’ultimo rapporto di GWI sui social media, è possibile esplorare in dettaglio tutti questi aspetti, iniziando con uno sguardo al pubblico degli annunci.

Chi usa i social media per trovare prodotti?

A livello mondiale il 27% degli utenti dei social media afferma di utilizzare le piattaforme social principalmente per ricercare e trovare prodotti da acquistare, un numero che varia ampiamente in base all’età e all’area geografica (v. Fig. 1).

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Fig. 1: % di utenti social media che utilizzano i social per trovare nuovi prodotti (Fonte: GWI)

Gen Z e millennial costituiscono il 68% delle persone che utilizzano i social media per la scoperta di prodotti. Il dato non sorprende dal momento che sono tra i maggiori utilizzatori dei social media a livello globale. A differenza delle persone più anziane, che utilizzano i social media in modo più moderato, i millennial trascorrono oltre 2,5 ore al giorno sui social media e la Generazione Z trascorre poco meno di 3 ore al giorno su varie piattaforme.

Ciò rappresenta un’enorme opportunità per i social media marketer che si rivolgono ai consumatori più giovani, in particolare nei mercati emergenti, in aree come Medio Oriente e America Latina e LATAM, i consumatori trascorrono ben più di 3 ore al giorno sui social media. Questi utenti hanno quindi molte più probabilità rispetto al resto del mondo di spendere soldi online.

Allo stesso tempo, gli inserzionisti di social media devono affrontare specifici ostacoli causati dalla crescente digitalizzazione iniziata durante la pandemia, con 4 utenti di social media su 10 che accedono a 5 o più piattaforme di social media in uno stesso mese. Si tratta di un’enorme concorrenza per l’attenzione degli utenti.

Va anche tenuto conto che il 38% degli utenti utilizza un ad-blocker, un dato che cmostra quanto le persone siano motivate a proteggere la propria esperienza online da contenuti indesiderati, intrusivi o irrilevanti.

Dove ha maggiore impatto la pubblicità sui social media?

L’impatto degli annunci sui social media non è omogeneo in tutto il mondo. Anche nelle regioni in cui l’acquisto di beni sui social media è meno frequente, come l’Europa e il Nord America, gli annunci sui social media hanno ancora il potenziale per attirare l’attenzione della stragrande maggioranza dei consumatori.

In quasi tutte le regioni del mondo monitorati da GWI, gli annunci sui social media sono il mezzo più importante per la scoperta di un brand rispetto agli annunci su siti Web. In particolare sono il campione indiscusso in America Latina.

Chi “clicca” sugli annunci social?

Il 16% degli utenti globali dei social media ha cliccato su un post promosso o sponsorizzato su un social network nell’ultimo mese.

Anche se potrebbe sembrare un numero non molto elevato, questo gruppo rappresenta un’opportunità significativa per i marchi che cercano di conquistare clienti profittevoli e fedeli.

Il 70% degli utenti che fanno clic sugli annunci sui social media appartengono alla generazione Z o millennials e hanno il 13% di probabilità in più di rientrare nel gruppo ad alto reddito.

Più i consumatori sono benestanti, più è probabile che utilizzino i social media per seguire i marchi e per fare clic e condividere i contenuti pubblicizzati.

Inoltre, la natura profilata degli annunci sui social media significa che i marchi possono indirizzare la propria spesa pubblicitaria verso gruppi che già mostrano interesse per la loro offerta. Allo stesso tempo, chi si occupa di strategia dovrebbe avere maggiore cautela nella ricerca di account con elevato numero di follower, che potrebbero in realtà offrire percentuali di clic inferiori (v. Fig. 2).

Fig-2 account social seguiti

Fig. 2: Tipologia di account seguiti da parte degli utenti che cliccano sugli annunci (Fonte: GWI)

È interessante notare che se è vero che le personalità dei social media possono avere un ampio seguito sui social media, i dati GWI rivelano che i follower di account più piccoli, come enti di beneficenza, pubblicazioni e politici, sono in realtà più predisposti a fare clic sugli annunci sui social media. Gli influencer possono avere grandi numeri, ma ciò non si traduce necessariamente in grandi percentuali di clic.

Cosa vogliono i consumatori dagli annunci sui social media?

Le persone che cliccano sugli annunci social non si limitano ad interagire con gli annunci visualizzati su queste piattaforme. Sono infatti esposti a tutti i tipi di pubblicità nella loro vita quotidiana e di conseguenza sono sufficientemente saturi. La chiave per ottenere clic è quindi la pertinenza e la personalizzazione degli annunci.

Comprendere questo significa comprendere le differenze nelle preferenze di ogni generazione rispetto ai marchi (v. Fig. 3).

Fig-3 social e generazioni

Fig. 3: Come dovrebbero essere i brand secondo le varie generazioni di utenti? (Fonte: GWI)

In prevalenza i consumatori più giovani vogliono che i marchi siano più divertenti, intelligenti e pertinenti alla loro identità.

D’altra parte i consumatori più anziani tendono invece a preferire marchi più pratici, affidabili e autentici. Queste preferenze possono aiutare i brand a personalizzare i tipi di annunci a seconda del pubblico target.

Ad esempio, le aziende che vogliono posizionarsi come “smart” e alla moda per gli utenti più giovani dei social media possono focalizzare i loro annunci su come il loro marchio può migliorare la vita dei loro clienti. Infatti oltre un terzo della Gen Z desidera che i marchi aiutino a migliorare le proprie competenze e quasi un quarto afferma di volere marchi che possano aiutare a migliorare la propria reputazione.

Per i marchi che si rivolgono ai consumatori più anziani con un messaggio di affidabilità e autenticità, vale la pena considerare campagne social incentrate su soluzioni personalizzate, dal momento che i “baby boomer” sono la generazione più propensa marchi che aiutino a organizzare la propria vita e ad ascoltare le opinioni dei clienti.

I social media sono fondamentali per la ricerca sui prodotti

Rispetto ad altri canali multimediali, i social media occupano una gran parte del nostro tempo quotidiano sullo schermo, spesso trasformando i programmi TV in semplici rumori di sottofondo mentre scorriamo i feed social sui nostri telefoni.

Il 57% dei consumatori ammette di utilizzare i social media mentre guarda la TV.

Anche se le fonti tradizionali come gli annunci TV (31%) e il passaparola (28%) sono ancora più popolari per la scoperta del marchio rispetto agli annunci sui social media (27%), i social network sono quindi il luogo in cui molti consumatori fanno le loro ricerche. In tutto il mondo, i social media sono il secondo canale di ricerca più importante dopo i motori di ricerca, con il 43% delle persone che effettuano ricerche sui prodotti su piattaforme social.

Anche se i consumatori scoprono un marchio tramite un amico o un cartellone pubblicitario, i social media sono una pietra miliare del percorso di acquisto di molte persone. È qui che cercano ulteriori informazioni e ciò che trovano può invogliarli a portare a termine un acquisto.

Quando si tratta di aumentare l’efficacia dei vostri annunci sui social media o ampliare la vostra presenza online, è fondamentale capire cosa vogliono i consumatori durante la ricerca dei prodotti

I dati del report GWI mostrano che gli stimoli di acquisto online possono avere un impatto significativo. Gli utenti dei social media affermano infatti di essere più propensi ad acquistare prodotti online se vedono coupon e sconti (39%), recensioni di altri clienti (33%), punti fedeltà (26%) e se il prodotto ha molti “Mi piace” o buoni commenti (22%). Tutto ciò, a sua volta, può aumentare l’efficacia di un annuncio sui social media.

Come migliorare i vostri annunci sui social media

Finora abbiamo esaminato lo stato attuale della pubblicità sui social media; ora vediamo come potete utilizzare questa conoscenza per migliorare l’efficacia degli annunci.

La prima cosa da tenere a mente è che i consumatori trascorrono gran parte della loro giornata spostandosi tra le varie piattaforme, quindi è molto facile per gli inserzionisti sui social media finire “nascosti” nel rumore. Qualsiasi strategia sui social media che non includa solide basi per aiutare a guidare i consumatori attraverso il processo di ricerca si rivelerà inefficace e porterà alla perdita di potenziali clienti.

Per approfondire questo tema, vediamo tre aspetti chiave da tenere a mente per aumentare l’efficacia e dedicare maggiori investimenti alla vostra pubblicità.

Conoscete il vostro pubblico: gli utenti dei social media sono estremamente eterogenei e il modo in cui un potenziale cliente utilizza i social media varia in base alla loro età, all’area geografica e persino secondo il tipo di account seguito. Lo stesso vale per gli annunci che sono disposti a guardare. Ricordiamo che I consumatori più giovani vogliono essere intrattenuti e rappresentati in modo autentico, mentre il pubblico più anziano è più incline agli annunci che informano e offrono offerte speciali.

Utilizzate gli annunci con equilibrio e moderazione: i social media sono un ottimo modo per presentarsi ai consumatori online. Molte piattaforme consentono agli inserzionisti di aggirare gli ad-blocker e di indirizzare il pubblico in base a informazioni più personalizzate rispetto ad altri siti, ma ricordatevi che da un grande potere derivano grandi responsabilità. Come inserzionisti dovrete quindi fare attenzione a non turbare l’esperienza sui social media dei vostri consumatori target: annunci eccessivi, annunci che interrompono gli altri contenuti sullo schermo e annunci troppo personalizzati possono rivelarsi controproducenti per il vostro marchio.

Utilizzate i social media per informare: gli annunci sui social media sono un ottimo modo per aumentare la visibilità del marchio, ma quando la strategia è vendere, è necessario un approccio olistico. Molti consumatori si rivolgono alle piattaforme social durante la ricerca di prodotti, quindi i marchi hanno una grande opportunità per attirare i consumatori al di fuori degli annunci stessi. Offrire sconti, promuovere recensioni autentiche e coltivare commenti positivi sono un ottimo modo per convertire gli utenti dei social media da semplici curiosi a clienti.

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Doug Gorman “How effective are ads on social media?”]