Metaverso e Realtà Virtuale: 6 differenze chiave

metaverso e realtà virtuale

Il metaverso e la realtà virtuale sono la stessa cosa? O sono cose diverse?

Nell’ottobre 2021, Mark Zuckerberg ha annunciato che Facebook avrebbe cambiato nome in Meta.
Meta è un aggettivo che significa che un oggetto si riferisce a se stesso. Ma è anche l’abbreviazione di qualcosa chiamato metaverso.

Questo annuncio è stato accolto con curiosità, scetticismo e l’ovvia domanda: “Cos’è esattamente un metaverso?” Sembra che riguardi la realtà virtuale e che il concetto comprenda al suo interno anche la realtà virtuale, ma in realtà non è proprio lo stesso concetto.

Quindi, cos’è esattamente il metaverso e avrai bisogno di un visore di Virtual Reality (VR) di proprietà di Facebook per accedervi?

Che cos’è un metaverso?

Il concetto di metaverso non è una creazione recente anche se si tratta di qualcosa che molte persone non hanno mai sentito nominare prima.

Il termine è stato originariamente utilizzato nel romanzo Snow Crash, pubblicato la prima volta nel 1992 da Neal Stephenson. Nel romanzo il metaverso è uno spazio virtuale condiviso che incorpora realtà virtuale, realtà aumentata e Internet.

L’ idea del metaverso annunciato da Facebook o da altre società tecnologiche non sembra essere molto diverso da questa descrizione. Anche se la definizione esatta dipende da chi ne stia parlando, il metaverso è fondamentalmente una nuova versione di Internet che attribuisce una maggiore enfasi ai mondi virtuali.

Invece di visitare siti Web utilizzando un browser, gli utenti accedono alle informazioni navigando in un mondo virtuale dove è possibile utilizzare sia la realtà virtuale che quella aumentata.

Il Metaverso e la Realtà Virtuale: qual è la differenza?

 Se vi capita di leggere qualcosa sul metaverso, troverete molte somiglianze con la realtà virtuale. Tuttavia ci sono alcune importanti differenze.

Ecco sei distinzioni chiave per capire le differenze tra la realtà virtuale e il metaverso:

1. La realtà virtuale è ben definita, mentre il metaverso non lo è ancora

La differenza più notevole tra la realtà virtuale e il metaverso è che mentre la realtà virtuale è ora ben definita, il metaverso ancora non lo è.

Secondo Mark Zuckerberg, il metaverso è “un Internet incarnato in cui invece di limitarsi a visualizzare il contenuto, ci sei dentro“. Un recente annuncio di Microsoft lo ha descritto come “un mondo digitale persistente abitato da gemelli digitali di persone, luoghi e cose“.

Queste descrizioni sono piuttosto vaghe rispetto alla nostra comprensione della realtà virtuale. È anche possibile che anche le stesse aziende tecnologiche non abbiano ancora elaborato una definizione completa.

 Secondo Facebook, la decisione di rebranding è stata un passo necessario della costruzione del metaverso dal momento che la società voleva un nome che rappresentasse meglio ciò su cui stavano lavorando. Tuttavia non è stata l’unica vera ragione plausibile per il cambiamento del nome. Come è noto, Facebook ha oggi un serio problema di immagine.
Inoltre possiamo anche indicare il metaverso come un nuovo modo per descrivere i miglioramenti tecnologici nell’Internet esistente.

Metaverso e Realtà Virtuale: Facebook Horizon

2. Facebook non possiede nessuna delle due tecnologie

Un’altra possibile domanda sul metaverso è chi sia maggiormente indicato a definirlo.

In qualità di proprietario di Oculus Rift, Facebook svolge un ruolo importante nello sviluppo della realtà virtuale ma, allo stesso tempo, è solo uno dei possibili soggetti in un settore di enormi dimensioni.

Lo stesso vale per il concetto di metaverso. Anche se Facebook ha cambiato il proprio nome in Meta, ma non è certamente l’unica azienda coinvolta nello scenario del metaverso. Anche Microsoft, ad esempio, ha recentemente annunciato Microsoft Mesh, la sua versione di una piattaforma di realtà “mista” con somiglianze con il metaverso e le sue varie definizioni. Inoltre, una recente dichiarazione di Facebook indica che la società di vede come uno degli attori della costruzione di una parte del metaverso più che il metaverso stesso.

Ciò significa che, come la realtà virtuale, il metaverso sarà più grande di una singola azienda.

3. Il Metaverso include un mondo virtuale condiviso

Il metaverso è uno spazio virtuale condiviso a cui gli utenti potranno accedere tramite Internet. Ancora una volta, questo è qualcosa che i dispositivi VR già vi consentono di fare. Ed anche lo spazio virtuale nel metaverso suona simile a quello che già esiste nei programmi di realtà virtuale. Gli utenti dovrebbero infatti essere identificati da avatar personali che interagiranno tra loro in luoghi virtuali. Inoltre, potranno acquistare o costruire oggetti e ambienti virtuali, come gli NFT.

La differenza principale è che mentre i mondi virtuali esistenti sono di dimensioni limitate, il metaverso dovrebbe fornire l’accesso all’intera Internet.

4. Il metaverso sarà accessibile nella realtà virtuale

Il metaverso non richiederà di indossare un visore VR. Ma si ritiene che gran parte del servizio sarà accessibile agli utenti dei visori VR.

Ciò significa che il confine tra la navigazione in Internet e l’utilizzo della realtà virtuale rischia di diventare sfocato. Infatti in questo nuovo scenario i visori VR potranno iniziare ad essere utilizzate per attività che di solito vengono effettuate tramite gli smartphone.

Se il metaverso diventerà così popolare come si aspetta Facebook, è probabile che la realtà virtuale sarà molto meno di un prodotto di nicchia.

5. Il metaverso non sarà limitato alla tecnologia VR

Tuttavia, come abbiamo detto nell’ultimo punto, il metaverso non sarà limitato alla realtà virtuale. Sarà infatti accessibile sia dai dispositivi di realtà aumentata che da qualsiasi dispositivo utilizzato per connettersi a Internet.

Questa caratteristica apre la porta a varie funzionalità che non sarebbero altrimenti possibili con la sola realtà virtuale. Ad esempio, la realtà aumentata consentirà di proiettare aspetti del metaverso nel mondo reale. Inoltre sarà possibile progettare spazi virtuali in modo che siano accessibili ovunque, senza bisogno di visori VR .

6. Il metaverso è potenzialmente molto più grande della realtà virtuale

La realtà virtuale è al momento utilizzata principalmente per l’istruzione, la medicina e lo sport, ma probabilmente è meglio conosciuta come un tipo di intrattenimento.

Il metaverso, almeno in termini di scala, sembra al momento solo una versione nuova e migliorata di Internet. Tuttavia si prevede che il metaverso cambierà il modo in cui le persone lavoreranno, accederanno ai social media e persino come navigheranno sul web. Questo significa che mentre molte persone hanno completamente ignorato la realtà virtuale, è improbabile che lo stesso accada con il metaverso.

Il Metaverso sostituirà Internet?

Bisogna ammettere che la realtà virtuale non ha avuto l’effetto sul mondo che alcune persone si aspettavano. Probabilmente questo dipende dal fatto che le persone vogliono trascorrere un tempo limitato con un visore o un auricolare.

Il metaverso non avrà questo problema, dal momento che sarà accessibile anche a chi non abbia accesso ad un visore VR. Di conseguenza alcuni esperti si aspettano avrà un impatto molto maggiore della realtà virtuale.

Allo stesso tempo, è altamente improbabile che il metaverso sostituisca completamente Internet. Così come i visori VR offrono un’interessante alternativa agli schermi dei computer, il metaverso fornirà un’interessante alternativa a Internet. Ma nessuno dei due è progettato per fungere da sostituto dell’altro.

[Liberamente tradotto e adattato dall’articolo di Elliot Nesbo “The Metaverse vs. Virtual Reality: 6 Key Differences”.]

5 Social Media Trends per il 2022

social media trends 2022 featured image

Quali saranno i social media trends del 2022? Come già fatto negli anni precedenti cercheremo di rispondere a questa domanda e riportare alcune considerazioni su quello che possiamo aspettarci nel nuovo anno nel mondo del marketing digitale, a partire dalle opinioni e gli articoli che sono stati condivisi online dai principali esperti ed operatori del settore

Ecco quindi alcuni dei trend principali che dovremo prendere in considerazione per elaborare le nostre strategie marketing nel nuovo anno.

1 – Social Commerce: l’e-commerce sarà sempre più social

Prima della pandemia, i profili social e le iniziative di marketing dirette ai consumatori erano una promettente opportunità per tutte le aziende innovative alla ricerca di un vantaggio competitivo.

Tutto è invece cambiato in un attimo quando le persone sono dovute entrate in isolamento e per molti l’unica scelta possibile per soddisfare i propri bisogni è stato l’acquisto online.

Secondo il rapporto Digital 2021 di Hootsuite e We Are Social, l’industria globale del social commerce vale più di mezzo trilione di dollari USA. Numeri ancora più ambiziosi sono confermati da un’indagine di Accenture che prevede 1.1 trilioni di dollari entro il 2025 (v. Fig.1).

Social Media Trends 2022 - social commerce forecast

Fig. 1: Social Commerce forecast 2021 -2025 (Accenture)

Il consumatore di oggi non si limita ad usare i social media per scorrere il proprio feed ed eventualmente cliccare sugli annunci sponsorizzati ma utilizza costantemente i canali digitali in ogni fase del percorso di acquisto.

Ne sono consapevoli i principali attori dello scenario social, come TikTok, Instagram, Facebook che già da tempo hanno reso disponibili funzionalità specifiche di social commerce all’interno delle loro piattaforme. Questa tendenza è destinata a confermarsi anche nel 2022 e rappresenta una reale opportunità anche per le PMI che potranno cogliere ed estendere le opportunità offerte dalle vetrine virtuali del mondo online.

2 – Sui social media si affermerà il paradigma del “Pay to Play”

La pubblicità a pagamento sui social ha ormai un ruolo fondamentale nelle strategie di marketing digitale. Tutti i principali social media hanno infatti gradualmente ridotto in maniera significativa la loro reach organica. Questo vuol dire che avere una presenza sui canali social, siano essi una pagina Facebook, un profilo su Instagram o TikTok), non garantisce alle aziende che il proprio messaggio venga effettivamente visto dalla propria audience, così faticosamente costruita nel tempo con la creazione di contenuti di qualità.

In un recente studio sui marketer di Hootsuite, il 44% degli intervistati ha affermato che il declino della copertura organica è stato il loro principale problema sui social media (v. Fig. 2).

In questo scenario è prevedibile che il 2022 continui a vedere, anche complice il fermento sulla limitazione dei cookies di Terze Parti, una crescita degli investimenti da parte degli inserzionisti sui social ads.

Social media trends 2022 - challenges

Fig. 2: le principali sfide sui social media (Fonte: indagine Hootsuite)

3 – Il ruolo dei Creators diventerà sempre più importante

L’anno che è appena trascorso ha visto l’affermazione di un nuovo tipo di influencer, il creator, e di un nuovo modello economico basato sul web, la cosiddetta “creator economy” o “passion economy”. Come ormai è noto, con questo termine si identifica un settore di business incentrato su creatori di contenuti e sui prodotti software e servizi concepiti per supportarli nella realizzazione delle loro passioni.

Tutti i principali social networks hanno compreso l’importanza del ruolo dei creator per la produzione di contenuti originali che vadano ad arricchire l’offerta delle proprie piattaforme e a catturare l’attenzione del pubblico online. Iniziative come il TikTok Creator Fund, Facebook for Creators, Twitter Super Follow, dimostrano che i big player sono ormai consapevoli che, senza il contenuto creato dagli utenti (ed un adeguato incentivo economico per i creators), le piattaforme online rischiano di diventare una scatola vuota e quindi poco appetibile per gli inserzionisti pubblicitari. In quest’ottica si prevede che anche nel 2022 continueremo a vedere un susseguirsi di annunci di programmi che vadano ad incentivare le attività sui creators sui canali online.

In fin dei conti, il concetto di contenuti creati dagli utenti delle piattaforme digitali non è un concetto nuovo perchè nato molti anni fa con la comparsa sulla rete Internet dei primi User Generated Content (termine spesso abbreviato con l’acronimo UGC). Quello che è cambiato, e che continuerà a crescere nel 2022, è il tasso di adozione da parte di aziende e di marketer.

4 – I social di nicchia continueranno a guadagnare spazio

Una nuova tendenza che abbiamo visto emergere nel 2021 e che dovrebbe confermarsi anche nel 2022 è quella relativa al successo delle piattaforme di nicchia. Sotto questo nome possiamo raggruppare i servizi online che consentono la socializzazione delle persone all’interno di specifiche comunità, come Spotify per il podcast, Clubhouse e Twitter Spaces per il social audio e Substack per le newsletter. In tutti i casi si tratta di piattaforme che vogliono consentire alle persone di creare relazioni significative con i loro creators preferiti o con la propria comunità di riferimento, piuttosto che basarsi su algoritmi proprietari per facilitare il coinvolgimento degli utenti.

5 – Crescerà l’interesse per la Realtà Aumentata e il Metaverso

L’attenzione per la Realtà Aumentata (RA) sta crescendo insieme a quella per il Metaverso. In questo senso dobbiamo interpretare i recenti annunci, come quello di Facebook che ha deciso di cambiare il proprio nome in Meta per sfruttare meglio il suo investimento nella Realtà Aumentata. Anche Microsoft sta seguendo questa strada e nel 2021 ha annunciato Mesh, un metaverso per la sua piattaforma Teams. Questo interesse per il metaverso è giustificato dalle sue potenzialità e dalla capacità di attirare sviluppatori e fornitori di tecnologie di Realtà Aumentata, come si è visto durante il CES 2022. Durante il Consumer Electronic Show che si è svolto a Las Vegas nei primi giorni dell’anno, metaverso e sistemi di Realtà Virtuale sono stati al centro dell’attenzione: dall’integrazione di un’azienda reale e dei suoi dipendenti in una città virtuale al suono realistico di uno sparo in un videogioco, dalla telemedicina alla formazione, sono stati numerosi gli esempi di come la tecnologia mira a ricavarsi uno spazio ancora più importante nelle nostre vite.

Questi che abbiamo elencato sono solo alcuni dei principali trend che potranno caratterizzare il 2022. Ce ne sono sicuramente altri, come il ruolo degli algoritmi nei social media, la preoccupazione per la salute mentale degli adolescenti che utilizzano web e app, la crescente importanza del servizio clienti sui social media, la spinta verso social network decentralizzati.

C’è qualche particolare tendenza che secondo voi andrebbe tenuta in maggiore considerazione?

Condividete la vostra opinione nei commenti.

Come migliorare il tuo engagement su Instagram nel 2022

Instagram engagement header

Anche nel 2022 Instagram continuerà a mantenere uno spazio importante nelle strategie marketing delle aziende e dei creators. Per questo motivo è utile riflettere su alcuni aspetti fondamentali che possono rivelarsi molto utili per migliorare l’engagement dei propri followers su Instagram.

Alcuni utili consigli arrivano da un interessante articolo pubblicato sul sito Squareacademy e del quale riportiamo di seguito alcuni estratti.

Verifica i concetti base di una presenza online

La costruzione e lo sviluppo di una community è fondamentale per migliorare la propria presenza online. Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutarti:

1 – Utilizza uno strumento di gestione delle app

Uno strumento di gestione di Instagram ti aiuterà a tenere traccia del coinvolgimento sui tuoi post.

2 – pubblica contenuti con cui i tuoi follower possano interagire

Dedica la maggior parte del tuo tempo a fornire alla tua audience contenuti che siano per loro rilevanti. Ad esempio puoi effettuare sondaggi, porre domande ai tuoi follower o commentare un argomento di tendenza in modo da attirare l’attenzione dei tuoi follower.

3 – Correda i tuoi post con immagini di qualità

I post con immagini pertinenti di alta qualità generano più coinvolgimento di quelli con un’immagine generica senza alcun legame con il post.

4 -pubblica contenuti su argomenti diversi dalla tua attività principale

Condividi con i tuoi follower tutte quello che contribuisce a comunicare l’identità del tuo marchio. In questo modo le persone non si limiteranno a mettere un mi piace ad un post relativo alla tua attività ma potranno commentare tutti i tuoi post.

5 – scegli il momento giusto per pubblicare

Se hai una presenza digitale già da un po’ di tempo avrai individuato il momento giusto per pubblicare i tuoi contenuti in modo da ottenere il massimo coinvolgimento possibile.

Ottimizza i tuoi contenuti per la visualizzazione con l’audio disattivato

Ti sorprenderà sapere che l’85% delle persone su Instagram non ascolta l’audio dei contenuti pubblicati. Infatti secondo uno studio di Verizon Media & Publicis il 69% degli utenti dei social media guarda i video con l’audio disattivato nei luoghi pubblici.

Questo non vuol dire che dovrai smettere di usare l’audio nei tuoi contenuti: hai solo bisogno di ottimizzarlo per la visualizzazione silenziosa. Infatti all’inizio di quest’anno, Instagram ha annunciato un adesivo con sottotitoli automatici per Stories e che presto dovrebbe essere disponibile anche su Reels (v. figura seguente).

migliorare engagement instagram sticker sottotitoli
Credits: Instagram

Con questo strumento potrai facilmente aggiungere didascalie accurate alle tue storie e utilizzare i sottotitoli di testo per i Reels per assicurarti che i tuoi contenuti vengano visualizzati indipendentemente dal fatto che l’utente abbia silenziato o meno il volume. 

I post dei feed e i video IGTV ottengono un aumento del 12% delle visualizzazioni anche quando i video includono didascalie di testo.

Impara dagli esperti

Ecco qualche accorgimento che viene usato dai principali influencer e brands.

·      Allinea feed & Storie Instagram (Converse).

·      Carica video “Come fare per” (HGTv).

·      Attira i tuoi spettatori (Starbucks).

·      Usa video o Reels (Buzzfeed)

·      Condividi immagini di dietro le quinte (Saturday Night Live)

·      Mostra le tue abilità (Amazon)

·      Promuovi il tuo prodotto in modo divertente (Teen Vogue)

·      Collabora con gli altri (Oreo e Android)

Ottimizza il tuo profilo

Curare il tuo profilo Instagram è importante perchè una biografia noiosa non invoglierà le persone a diventare tuo follower. Usa i 150 caratteri a tua disposizione per lasciare una buona impressione a chi visita il tuo profilo:

  • descrivi cosa fai e come li puoi aiutare
  • fornisci delle evidenze di quello che hai fatto
  • scrivi una biografia originale e interessante. Rendila diversa dal formato che usano tutti gli altri.
  • aggiungi interruzioni di riga ed emoji per renderla semplice e chiara.

Raggiungi un pubblico più ampio utilizzando meno hashtag

I creatori di Instagram affermano che dovremmo usare solo da 3 a 5 hashtag per i post di Instagram. E sicuramente loro sanno cosa fanno!

Cerchiamo di capire perché e come applicare questa nuova strategia.

Ogni post può avere un massimo di 30 hashtag, il che significa che includerà hashtag generici che non sono utili per raggiungere la copertura ottimale per il tuo post. Questo vuol dire che  dovrai usare solo 3 – 5 hashtag per post?

Non è proprio così. Le statistiche dimostrano infatti che non esiste un numero di hashtag perfetto. Quindi, se stai usando 30 o 5 hashtag, dovrai utilizzarli in maniera efficace, adottando questi accorgimenti:

  • Scegli la qualità rispetto alla quantità.
  • Usa hashtag pertinenti al tema dei tuoi contenuti.
  • Controlla quali sono gli hashtag già utilizzati e seguiti dal tuo pubblico.
  • Assicurati che i tuoi contenuti siano di massima qualità e in grado di attirare l’attenzione del tuo pubblico target.
  • Prova approcci diversi, combina hashtag popolari con altri di nicchia in modo da ampliare la tua reach.
  • Crea un tuo hashtag e monitora ogni post per capire cosa funziona meglio per il tuo profilo.

Se si interessa questo argomento, puoi leggere gli altri articoli che abbiamo pubblicato su questo blog:

Come funziona la ricerca su Instagram

Come funziona l’algoritmo di Instagram

10 consigli per ottimizzare il profilo Instagram

Vogliamo davvero un Internet senza pubblicità?

blog header internet senza pubblicità

Uno dei temi più caldi del 2021 è stato quello dell’utilizzo dei dati di prima e terza parte degli utenti internet. La raccolta e l’utilizzo di queste informazioni è infatti fondamentale per i meccanismi della pubblicità online su cui si basa il modello di business attuale dei servizi web e social. Su questo tema sono attive molte discussioni e indagini con gli organismi della Comunità Europea e i Big Player del web e il dibattito non è solo relativo ai dati e alla riservatezza ma abbraccia un quadro più ampio che riguarda il modello commerciale di Internet.

E’ possibile un Internet senza pubblicità mirate? Gli utenti sarebbero disposti a pagare per avere dei servizi online completamente privi di pubblicità personalizzate sui loro interessi?

Per molti servizi online la perdita dei ricavi provenienti dalla la pubblicità non lascerebbe infatti altra alternativa se non quella di addebitare i propri utenti per l’accesso ai contenuti.

Per verificare se questa opzione sia effettivamente praticabile, IAB Europe ha commissionato un sondaggio tra gli utenti di Internet di sei paesi europei (Francia, Germania, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito). In questo sondaggio è stato richiesto agli utenti come valutano i diversi servizi Internet attualmente utilizzati senza pagare un abbonamento, quanti di questi servizi sarebbero disposti a pagare e come cambierebbe il loro uso di Internet se l’accesso gratuito non fosse più disponibile.

I risultati di questa indagine sono particolarmente interessanti e rappresentano un’istantanea del sentimento degli utenti in alcuni mercati chiave europei in un momento critico nei dibattiti politici dell’UE. Esaminiamo di seguito i principali aspetti emersi dal sondaggio di IAB Europe “What Would an Internet without targeted Ads look like?”

Quello che le persone sono disposte a pagare dipende dal tipo di contenuto

L’importo medio mensile che le persone sono disposte a pagare varia in base alla categoria del servizio: il possibile prezzo è più alto per i contenuti (musica, video, etc) rispetto alla fornitura di semplici servizi basati sul web come previsioni del tempo o annunci di lavoro. Come vediamo dalle tabelle seguenti, nel primo caso il costo del servizio può arrivare a 7 – 8 € al mese, mentre nel secondo caso può scendere anche a circa 5 € al mese.

average subscription amount
tabella 2 IAB Europe Survey internet senza pubblicità

Inoltre il valore medio che gli utenti si aspetta di pagare nasconde il fatto che la maggioranza si aspetterebbe pagare molto meno: la maggior parte delle persone intervistate si aspetterebbe di pagare meno di 4 € al mese per qualsiasi categoria di servizio (v. Fig. 1).

Fig. 1

Fonte: indagine IAB Europe 2021

La maggior parte degli intervistati è disposta solo ad abbonarsi a un massimo di tre siti o app

In un modello commerciale basato sugli abbonamenti piuttosto che su servizi gratuiti, siti e app sarebbero in competizione per una quantità limitata di possibili introiti: la maggior parte degli intervistati pagherebbe infatti solo un massimo di tre abbonamenti per i servizi web.

Fig-2

Fig. 2

Fonte: indagine IAB Europe 2021

I dati in Fig. 2 mostrano tuttavia una significativa minoranza di utenti che potrebbe abbonarsi a dieci o più contenuti servizi. Questi utenti sarebbero un target di riferimento fondamentale per i servizi con un modello di business basato sull’ assenza di pubblicità mirata. Va comunque rilevato che l’esperienza Internet di questi “super-utenti” differirebbe enormemente da quella della stragrande maggioranza degli utenti, che accederebbe solo a una gamma molto limitata di servizi. Ciò comporterebbe un Internet multilivello, con un accesso discriminato dal livello di reddito. In pratica una nuova forma di digital divide.

Pagare per contenuti e servizi ridurrebbe notevolmente l’uso di Internet

Un modello di Internet basato sugli abbonamenti comporterebbe una significativa riduzione dell’attività su Internet. Oltre i tre quarti degli intervistati (v. Fig. 3) afferma che utilizzerebbe Internet in misura ridotta rispetto a un modello commerciale finanziato dalla pubblicità e quasi la metà sceglierebbe di evitare di pagare gli abbonamenti riducendo la propria attività online e mobile.

Fig. 3

Fig. 3

Fonte: indagine IAB Europe 2021

Le preferenze sono per l’Internet attuale supportato dal targeted advertising

Avendo la possibilità di scegliere, la stragrande maggioranza degli intervistati preferirebbe l’attuale modello commerciale per Internet, basato in gran parte sul targeted advertising, ad uno scenario in cui i siti e le app si finanzierebbero attraverso gli abbonamenti. La possibilità di scegliere i siti da pagare e quali finanziare tramite la pubblicità è vista come un aspetto molto importante.

Fig. 4

Fig. 4

Fonte: indagine IAB Europe 2021

Conclusioni

Come abbiamo visto, i risultati di questa indagine mostrano come l’utilizzo di Internet in Europa cambierebbe radicalmente se venisse meno il modello basato sul finanziamento degli inserzionisti. In questo scenario, una grande percentuale degli attuali servizi web e dei relativi contenuti rischierebbe di scomparire perché la su erogazione diventerebbe antieconomico, oppure costringerebbe ad un modello commerciale in cui la disponibilità sarebbe limitata ad una ristretta cerchia di utenti (ad un prezzo inaccettabile o inaccessibile per tutti gli altri).

In particolare questo avrebbe un forte impatto sui siti di notizie, che vedrebbero ridotta la loro copertura in modo significativo. Come diretta conseguenza le persone non sarebbero in grado di accedere a contenuti online di alta qualità senza pagare un abbonamento, provocando così una disuguaglianza nell’accesso alle informazioni e un potenziale gap informativo tra le diverse fasce di reddito.

Questa impossibilità di fare leva su un modello economico finanziato dalla pubblicità renderebbe difficilmente sostenibile le attività delle start-up e delle aziende che offrono servizi basati sui contenuti, dal momento che si tratta di realtà imprenditoriali che hanno bisogno di tempo per dimostrare il loro valore agli utenti e convincere a sottoscrivere un canone di abbonamento.

Al momento, la stragrande maggioranza dei cittadini europei sembra ancora disposta a convivere con la pubblicità mirata che supporta l’attuale modello commerciale di Internet e apprezzare la possibilità di scegliere tra esperienze a pagamento e quelle gratuite supportate dalla pubblicità.

Su Clubhouse arriva Replay, per registrare le stanze live

Sono molte le novità in casa Clubhouse. L’app di Social Audio ha infatti annunciato la possibilità di registrare il contenuto audio delle Stanze, grazie alla nuova funzione Replay. Oltre a Replay, Clubhouse prevede il rilascio di nuove funzionalità per migliorare la ricerca all’interno dell’app e la creazione di clip audio delle conversazioni.

Replay: registrazione delle Stanze Clubhouse

La possibilità di registrare le conversazioni di una Stanza è una funzionalità molto attesa dai podcaster e, in generale, dai content creator che sono alla ricerca di massimizzare il valore delle loro chat su Clubhouse. La funzionalità di Replay consentirà infatti agli utenti di registrare una conversazione all’interno di una Stanza e di poterla successivamente scaricare o condividerla all’interno dell’app.

Questa funzione sarà disponibile solo per le Stanze pubbliche e potrà essere attivata unicamente da host e moderatori.

Il rilascio di questa funzionalità consente a Clubhouse di allinearsi con quanto già offerto da Spotify Greenroom e Twitter Spaces, cavalcando il trend che vede le piattaforme di social audio come luogo iniziale di registrazione di podcast o di altri eventi. In quest’ottica le conversazioni audio saranno poi editate e/o integrate nella fase di post-produzione per produrre e distribuire un podcast di qualità.

Audio Clip

Oltre alla registrazione completa sarà anche possibile creare clip di 30 secondi delle Stanze abilitate alle registrazioni.

La modalità di creazione di una clip è molto semplice: basterà cliccare sull’icona a forma di forbici per selezionare gli ultimi 30 secondi di conversazione di una Stanza e salvarla sul proprio smartphone (v. video seguente).

Audio Clip su Clubhouse

Sarà inoltre possibile condividere le clip su Instagram, Twitter, Facebook, iMessage o WhatsApp.

Per evitare possibili problemi di privacy Clubhouse ha anche previsto delle opzioni per limitare la condivisione: le clip non saranno infatti disponibili per stanze private, “social” o appartenenti ai club, mentre per le conversazioni pubbliche gli host avranno la facoltà di abilitare o meno le clip.

Universal search

Un’altra funzionalità annunciata da Clubhouse, nell’ottica di migliorare ulteriormente l’esperienza e il coinvolgimento dei propri utenti, è quella della Universal Search.

Come potete vedere nel video seguente, grazie a questa nuova funzione gli utenti potranno trovare contenuti più pertinenti all’interno dell’app: Stanze, Club ed eventi imminenti in base alla ricerca per parole chiave.

Universal Search su Clubhouse

Questa feature era diventata ormai necessaria ed urgente dal momento che la rapida crescita del numero di iscritti rende particolarmente difficile individuare e seguire conversazioni interessanti all’interno dell’app, lasciando completamente nelle mani dell’algoritmo di Clubhouse la segnalazione di contenuti pertinenti agli interessi degli utenti.

Con questi nuovi annunci risultano evidenti gli sforzi di Clubhouse per contrastare le insidie delle app concorrenti che stanno cercando di differenziarsi offrendo principalmente funzionalità di riutilizzo dei contenuti.

Il settore del social audio è comunque un mercato in grande fermento e dovremo quindi attenderci nuovi annunci dai principali players del mondo Hi-Tech e in primis da Facebook.

Continuate a seguirci!

Statistiche podcast

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Il 30 settembre è l’International Podcast Day, una giornata dedicata a celebrare in tutto il mondo il Podcast. Quale occasione migliore per condividere numeri e statistiche sul podcasting? Il podcast, insieme al social audio e agli assistenti vocali intelligenti, è uno dei trend emergenti degli ultimi mesi.

International Podcast Day

Il crescente interesse per questo medium è reso evidente dal numero globale di ascoltatori di podcast, che, secondo le analisi di Statista, ha raggiunto un nuovo massimo nel 2020 con 485 milioni di utenti in tutto il mondo. Oltre a questo dato, che di per sé già dimostra l’espansione del mercato dei podcast, dovete sapere che, sempre secondo i dati di Statista, si prevede che il numero di ascoltatori potrà aumentare ulteriormente fino ad arrivare ad oltre 800 milioni di utenti nel 2025.

Tuttavia, c’è ulteriore margine di crescita poiché il tasso globale del consumo di podcast è relativamente basso: la percentuale degli intervistati da Statista che ammette di frequentare frequentemente i podcast varia solo dall’1 al 5 percento.

Fig. 1: i risultati di un’indagine di Statista sull’ascolto di podcast

Come riportato nella Fig. 1, è la Norvegia il leader per la percentuale di ascoltatori, con gli Stati Uniti e il Regno Unito che seguono a ruota. Vale anche la pena sottolineare che i podcast sono particolarmente richiesti nelle fasce di età più giovane. Ad esempio, negli Stati Uniti, il 44% degli intervistati di età compresa tra 26 e 35 anni ha affermato di aver ascoltato i podcast, mentre solo il 22% degli utenti di podcast ha età superiore ai 56 anni. Comportamenti simili possono essere osservati in molti altri paesi come Canada, Germania o Regno Unito.
Anche in Italia emergono numeri molto interessanti. Secondo i dati pubblicati ad inizio 2021 da Nielsen, società specializzata nelle indagini statistiche e sondaggi, i podcast hanno avuto una crescita del 15 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti: si è passati dai 12 milioni di ascoltatori nel 2019, ai 13,9 milioni del 2020.          

E non è l’unico dato positivo per i podcast: l’ascolto medio sale da 23 minuti circa a quasi 25 minuti, e chi ascolta lo fa almeno una volta a settimana.

A conferma del fatto che questa modalità di comunicazione è ormai entrata a far parte della dieta mediatica degli italiani, il livello di ascolti dei podcast si è mantenuto stabile anche nei mesi successivi al lockdown per la pandemia COVID-19.

Altre informazioni utili per inquadrare il fenomeno podcast si possono ricavare da un’indagine BVA Doxa, condotta in Italia su un campione di circa 1000 persone, nella fascia di età 18 – 64, durante il mese di maggio del 2020:

  • circa il 90% degli italiani digitali conosce i podcast e di questi il 39% afferma di conoscerli bene;
  • Il dato di frequenza dell’ascolto del podcast tra chi li conosce bene è elevato. Infatti il 64%, i cosiddetti Heavy Users, li ascolta almeno settimanalmente (v. Fig. 2);
  • Il dispositivo utilizzato per l’ascolto è prevalentemente “mobile” (67%) mentre solo il 23% utilizza il desktop. È interessante rilevare la quota degli Smart Speakers (Alexa, Google Home, etc) che raggiunge il 10%;
  • L’ascolto si concentra in 3 momenti della giornata (mattino, pomeriggio, dopo cena) con un picco durante il pomeriggio e, cosa rilevante, l’ascolto dei podcast risulta essere un’attività multitasking, cioè la si effettua mentre si è impegnati a fare altro, per il 63% dei fruitori. Il restante 37%, invece, si dedica esclusivamente al podcast e lo considera quindi un prodotto di puro intrattenimento;
  • In media si seguono tra i 2 ed i 3 podcast. Circa il 40% (52% tra gli Heavy Users) ascolta più di 3 podcast;
  • L’80% degli ascoltatori si ricorda dei contenuti pubblicitari inseriti in un podcast e ne reputa la presenza meno invasiva rispetto ad altri media;
  • Risulta molto elevato l’interesse verso progetti di Branded Podcast (favorevoli 81% a podcast prodotti da brand e 68% a podcast sponsorizzati) ed alto l’apprezzamento anche per le pubblicità legate alla tematica del podcast (75% favorevoli).
frequenza ascolto podcast indagine Doxa

Fig. 2: frequenza di ascolto dei podcast (Fonte: indagine BVA Doxa, maggio 2020)

Come si può capire da questi dati, è probabile che il podcast si guadagni uno spazio fondamentale nel mondo dell’audio. Con un numero sempre crescente di utenti, l’abitudine a questo media acquisita durante la pandemia ed un naturale cambio generazionale, è molto probabile che il podcast possa affermarsi come un formato standard di intrattenimento audio, divenendo quindi un’importante fonte di entrate per creators, editori e inserzionisti.

Ti interessano i temi del voice marketing, come podcast, social audio, assistenti vocali?

Ne parlo nel mio libro “La rivincita della voce” che verrà pubblicato a breve. Per saperne di più ed essere informato sulla data di disponibilità nelle librerie, visita questa pagina.

Come funziona la ricerca su Instagram?

Se stai cercando di capire come funziona la Ricerca di Instagram il nuovo articolo pubblicato sul blog di Instagram ti sarà sicuramente di aiuto.
Si tratta del secondo articolo di una serie di post che Instagram ha deciso di dedicare ad una esplorazione più dettagliata e trasparente dei meccanismi che sono alla base del funzionamento della piattaforma.

Dopo il post relativo alle caratteristiche dell’algoritmo (Feed, Storie, Reels ed Esplora) è ora il momento della funzione Ricerca, lo strumento che rende Instagram un luogo di ricerca e di ispirazione per i suoi utenti.

Come Instagram classifica i risultati di ricerca

La ricerca è progettata per aiutare gli utenti a trovare account e argomenti di proprio interesse.

Per questo motivo la piattaforma si basa su diversi “segnali” per organizzare i risultati di ricerca in base a ciò che è più pertinente per l’utente scartando tutto ciò che può risultare non rilevante.

Oltre al testo digitato nella ricerca, Instagram utilizza le informazioni provenienti da account, hashtag, luoghi e attività dell’utente.

Nella figura seguente (Fig. 1) vediamo come esempio i risultati ottenuti con il termine di ricerca “space”.

Come funziona ricerca Instagram

Fig. 1: esempio di ricerca su Instagram

In ordine di importanza, i segnali più significativi sono:

  • Il testo in Cerca. Il testo inserito nella barra di ricerca è di gran lunga il segnale più importante per la ricerca. Instagram cerca di abbinare il termine di ricerca con nomi utente, biografie, didascalie, hashtag e luoghi pertinenti.
  • L’attività dell’utente. Ciò include gli account seguiti, i post visualizzati e le precedenti interazioni con gli account. Gli account e o gli hashtag più seguiti o visualizzati vengono generalmente riportati più in alto nei risultati delle ricerche.
  • Informazioni sui risultati della ricerca. Quando ci sono molti potenziali risultati, Instagram prende in esame anche i segnali relativi alla popolarità, come il numero di clic, Mi piace, condivisioni e follower di un particolare account, hashtag o luogo.

Come comparire nei risultati di Ricerca

All’interno di questo utile post trovi anche qualche utile suggerimento che può aiutarti a comparire nei risultati di ricerca:

  • Utilizza un identificativo o un nome profilo adeguato. I risultati della ricerca sono infatti associati ai contenuti testuali e quindi l’utilizzo di un identificativo Instagram o un nome di profilo pertinente al contenuto dei tuoi post è la soluzione migliore per comparire nei risultati di ricerca.
  • Includi parole chiave e località nella tua biografia. E’ importante che la tua biografia contenga parole chiave relative alla tua attività e agli argomenti trattati sul tuo account. Se il tuo account è particolarmente rilevante per una specifica località, come ad esempio nel caso di una piccola impresa, condividere la tua posizione geografica nella biografia può rendere più facile essere rintracciati dalle persone che si trovano nella tua zona.
  • Usa parole chiave e hashtag pertinenti nelle didascalie. Perchè il tuo post venga trovato tra i risultati di ricerca è necessario inserire parole chiave e hashtag nella didascalia e non nei commenti.

Come Instagram rende sicura la Ricerca

Instagram ci tiene a precisare che penalizza o evita di mostrare agli utenti account, post o hashtag che siano contrari alle Linee Guida della piattaforma.
In particolare gli account che pubblicano spam o violano alcune delle Linee Guida sono mostrati più in basso nei risultati di ricerca ed è necessario inserire il loro nome utente completo per riuscire a trovarli su Instagram. Inoltre, il social network bilancia le ricerche di argomenti sensibili con ulteriori misure di sicurezza in modo da assicurare che non vengano mostrati contenuti che potrebbero essere dannosi per gli utenti.
In generale gli account, gli hashtag e i post che violano le Linee Guida della community vengono rimossi completamente da Instagram, in modo che non possano essere visualizzati in alcun modo nella Ricerca.

Instagram continuerà a rendere la ricerca più sicura utilizzando funzionalità come i popup di informazioni per le ricerche sensibili (v. Fig. 2). Queste tipo di pagine forniscono collegamenti a risorse verificate per ulteriore supporto ed approfondimenti.

safe search Instagram

Fig. 2: risorse verificate per le ricerche su Instagram

Come Instagram intende migliorare ulteriormente la ricerca

Instagram è intenzionata a migliorare ulteriormente la funzionalità di ricerca e rivela che a breve saranno disponibili nuove features per rendere più efficaci l’ispirazione e la scoperta di contenuti sulla piattaforma.

Le nuove modifiche renderanno la ricerca su Instagram più di un semplice modo per trovare account e hashtag. La piattaforma vuole migliorare infatti l’intera esperienza utente della pagina dei risultati di ricerca in modo che diventi sempre più facile approfondire i propri interessi.

Ad esempio verrà aggiunto in futuro il supporto per lingue diverse dall’Inglese (ad oggi i risultati di ricerca sono limitate a parole chiave in inglese).

Inoltre Instagram prevede di potenziare la Ricerca della piattaforma e renderla simile a quanto disponibile sui motori di ricerca specializzati. Ad esempio, la ricerca di “space” (v. Fig. 3) mostrerà anche foto e video relativi allo spazio e non solo contenuti che contengono la parola “spazio”. Si tratta infatti di una funzionalità particolarmente utile quando si effettua la ricerca di un determinato argomento senza avere già in mente un preciso nome utente esatto o un hashtag.

motori di ricerca Instagram

Fig. 3: esempio di risultati di ricerca

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Scopriamo Spotify Greenroom

Guida a Greenroom

Clubhouse e Twitter Spaces non sono più gli unici attori del mercato del digital audio. Nel mese di giugno 2021 anche un altro agguerrito concorrente si è affacciato in questo promettente settore: Greenroom. Si tratta un’app, disponibile sia su sistema operativo IOS che Android, basata su un restyling di Locker Room di Betty Labs, società recentemente acquisita da Spotify, l’azienda leader nel settore dello streaming musicale e della distribuzione di podcast.      
A differenza dei suoi concorrenti, Spotify ha deciso di acquisire una app esistente – Locker Room era infatti un’app di chat audio già molto popolare nel mondo delle trasmissioni sportive americane – piuttosto che sviluppare internamente un servizio di social audio.         
È così in grado di competere fin da subito con Clubhouse e di arricchire la sua offerta nel podcasting. Come vedremo in questa breve guida a Spotify Greenroom, una delle caratteristiche più interessanti di questa app stand-alone dedicata alle chat audio, è di poter registrare il contenuto di una “room” (stanza) e renderlo immediatamente disponibile, dopo la conclusione dell’evento, sotto forma di podcast. Altrettanto interessante è la funzionalità integrata di chat che consente la condivisione di messaggi con i partecipanti ad una conversazione.

Guida a Spotify Greenroom: interfaccia utente

Dal punto di vista dell’interfaccia utente l’app ha un aspetto simile a quello di Spotify, sia in termini di palette di colori che di font e forma delle icone (v. Fig. 1).

Fig 1 Guida Greenroom official launch

Fig. 1: Spotify Greenroom (Credits: sito web Spotify)

Per poter utilizzare l’app non è necessario un invito e potrai iscriverti utilizzando le informazioni del tuo account Spotify, se ne hai già uno, oppure creare un nuovo account su Greenroom.     
Come mostrato nella Fig. 2, il processo di registrazione per un nuovo utente Greenroom è molto semplice ed intuitivo. Dopo aver inserito le informazioni del profilo, ti viene suggerita una lista di persone e di gruppi da seguire e richiesta l’accettazione delle regole generali della piattaforma.

Fig 2 Guida Greenroom iscrizione

Fig. 2: il processo di registrazione su Greenroom

Terminata la registrazione ti verrà presentato un elenco di stanze attive, sulla base delle persone che hai iniziato a seguire o dei gruppi ai quali ti sei iscritto (v. Fig. 3).

Fig 3 Guida Greenroom elenco rooms

Fig. 3: un elenco delle stanze su Greenroom

Osserviamo che al momento i gruppi a carattere musicale o sportivo fanno la parte del leone, in virtù delle caratteristiche dell’utenza originaria di Locker Room o di quella acquisita tramite Spotify. Potrai comunque trovare altri gruppi interessanti, man mano che ne vengano aggiunti altri da parte degli sviluppatori della piattaforma. Ad esempio tra i gruppi a cui potrai aderire ci sono:

  • ContentCreators
  • NBA
  • NFL
  • GeneralSportTalk
  • MusicForEveryone
  • Music
  • PodcastChat
  • Soccer
  • SocialMediaGrowth

Come partecipare a una stanza su Greenroom

Per partecipare ad una stanza clicca sul bottone “Join room” ed unisciti alla conversazione.

Come puoi vedere dalla Fig. 4, la struttura di una stanza è molto simile a quella di Clubhouse e i partecipanti sono suddivisi in Host, relatori e ascoltatori (“Others in the room”).
Per poter prendere la parola dovrai cliccare sull’icona, posizionata nella parte inferiore dello schermo, con il simbolo di mano alzata e la scritta “Ask to speak” e potrai invitare altri utenti alla stanza o condividerne il link su altri social media cliccando rispettivamente sulle icone alla sua sinistra e alla sua destra. Sempre nella parte inferiore dello schermo, trovi l’opzione per lasciare messaggi di testo o GIF sulla chat di gruppo della stanza.

Nella parte alta dello schermo si trovano invece altre informazioni ed opzioni di servizio, come il nome del gruppo a cui appartiene la stanza, il tasto “Leave” per abbandonare la stanza e il tasto a forma di freccia rivolta verso il basso per tornare alla schermata principale dell’app.

Fig 4 Guida Greenroom esempio stanza

Fig. 4: all’interno di una stanza gli utenti possono chiedere la parola o lasciare un messaggio sulla chat

Greenroom ha una propria peculiarità per consentire agli utenti di dimostrare il proprio l’apprezzamento nei confronti delle altre persone. Infatti sulla piattaforma, oltre a seguire una persona, è possibile fare doppio-click sul profilo di un utente e donargli una gemma. Il numero delle gemme, insieme al numero di followers e following, compare nella schermata del profilo di ogni singolo utente ma al momento non viene attribuito alcun valore monetario alle gemme. È probabilmente solo un primo passo dell’utilizzo di questa funzionalità come tecnica di gamification ed è possibile una sua evoluzione come strumento di monetizzazione per i creator, in maniera analoga a quanto già avviene sulle dirette live di Facebook con le “Stelle” e su quanto annunciato per le Facebook Live Audio Rooms.

Guida a Spotify Greenroom: creare una stanza

Una volta comprese le dinamiche fondamentali di partecipazione e di interazione su Greenroom, vorrai cimentarti anche tu nella creazione di una stanza. Si tratta di un’operazione molto semplice: devi solo andare sulla schermata principale dell’app, cliccare il tasto “Create room” e compilare i campi richiesti (v. Fig. 5):

  • Name of room” (campo obbligatorio): il nome che vuoi dare alla stanza e che verrà visualizzato in colore bianco.
  • Name of show or podcast” (campo opzionale): una descrizione dell’argomento della stanza o del podcast che verrà visualizzata in colore verde.
  • Select a group” (campo obbligatorio): scegli il nome del gruppo da un menu a tendina.
  • Get room recording”: sposta il bottone verso destra se vuoi abilitare la registrazione della stanza. In questo caso verrà inviato al tuo indirizzo di email, al termine della conversazione, un file in formato MP4 contenente la registrazione audio.
  • Text chat”: sposta il bottone verso destra se vuoi abilitare i messaggi nella chat della stanza.
Fig 5 Greenroom creazione room

Fig. 5: come creare una stanza su Greenroom

A questo punto clicca sul bottone “Go live” e sarai in diretta su Greenroom! Per quanto riguarda le altre funzionalità dell’app (profilo, attività, ricerca, gestione del microfono, etc), ti suggeriamo di curiosare all’interno di Greenroom e di fare un po’ di pratica partecipando alle stanze o creandone tu stesso qualcuna.

Ti interessa approfondire il tema del Social Audio e in generale del voice marketing? Allora lasciaci la tua email per sapere quando arriverà nelle librerie il libro “La rivincita della voce“.