Statistiche podcast

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Il 30 settembre è l’International Podcast Day, una giornata dedicata a celebrare in tutto il mondo il Podcast. Quale occasione migliore per condividere numeri e statistiche sul podcasting? Il podcast, insieme al social audio e agli assistenti vocali intelligenti, è uno dei trend emergenti degli ultimi mesi.

International Podcast Day

Il crescente interesse per questo medium è reso evidente dal numero globale di ascoltatori di podcast, che, secondo le analisi di Statista, ha raggiunto un nuovo massimo nel 2020 con 485 milioni di utenti in tutto il mondo. Oltre a questo dato, che di per sé già dimostra l’espansione del mercato dei podcast, dovete sapere che, sempre secondo i dati di Statista, si prevede che il numero di ascoltatori potrà aumentare ulteriormente fino ad arrivare ad oltre 800 milioni di utenti nel 2025.

Tuttavia, c’è ulteriore margine di crescita poiché il tasso globale del consumo di podcast è relativamente basso: la percentuale degli intervistati da Statista che ammette di frequentare frequentemente i podcast varia solo dall’1 al 5 percento.

Fig. 1: i risultati di un’indagine di Statista sull’ascolto di podcast

Come riportato nella Fig. 1, è la Norvegia il leader per la percentuale di ascoltatori, con gli Stati Uniti e il Regno Unito che seguono a ruota. Vale anche la pena sottolineare che i podcast sono particolarmente richiesti nelle fasce di età più giovane. Ad esempio, negli Stati Uniti, il 44% degli intervistati di età compresa tra 26 e 35 anni ha affermato di aver ascoltato i podcast, mentre solo il 22% degli utenti di podcast ha età superiore ai 56 anni. Comportamenti simili possono essere osservati in molti altri paesi come Canada, Germania o Regno Unito.
Anche in Italia emergono numeri molto interessanti. Secondo i dati pubblicati ad inizio 2021 da Nielsen, società specializzata nelle indagini statistiche e sondaggi, i podcast hanno avuto una crescita del 15 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti: si è passati dai 12 milioni di ascoltatori nel 2019, ai 13,9 milioni del 2020.          

E non è l’unico dato positivo per i podcast: l’ascolto medio sale da 23 minuti circa a quasi 25 minuti, e chi ascolta lo fa almeno una volta a settimana.

A conferma del fatto che questa modalità di comunicazione è ormai entrata a far parte della dieta mediatica degli italiani, il livello di ascolti dei podcast si è mantenuto stabile anche nei mesi successivi al lockdown per la pandemia COVID-19.

Altre informazioni utili per inquadrare il fenomeno podcast si possono ricavare da un’indagine BVA Doxa, condotta in Italia su un campione di circa 1000 persone, nella fascia di età 18 – 64, durante il mese di maggio del 2020:

  • circa il 90% degli italiani digitali conosce i podcast e di questi il 39% afferma di conoscerli bene;
  • Il dato di frequenza dell’ascolto del podcast tra chi li conosce bene è elevato. Infatti il 64%, i cosiddetti Heavy Users, li ascolta almeno settimanalmente (v. Fig. 2);
  • Il dispositivo utilizzato per l’ascolto è prevalentemente “mobile” (67%) mentre solo il 23% utilizza il desktop. È interessante rilevare la quota degli Smart Speakers (Alexa, Google Home, etc) che raggiunge il 10%;
  • L’ascolto si concentra in 3 momenti della giornata (mattino, pomeriggio, dopo cena) con un picco durante il pomeriggio e, cosa rilevante, l’ascolto dei podcast risulta essere un’attività multitasking, cioè la si effettua mentre si è impegnati a fare altro, per il 63% dei fruitori. Il restante 37%, invece, si dedica esclusivamente al podcast e lo considera quindi un prodotto di puro intrattenimento;
  • In media si seguono tra i 2 ed i 3 podcast. Circa il 40% (52% tra gli Heavy Users) ascolta più di 3 podcast;
  • L’80% degli ascoltatori si ricorda dei contenuti pubblicitari inseriti in un podcast e ne reputa la presenza meno invasiva rispetto ad altri media;
  • Risulta molto elevato l’interesse verso progetti di Branded Podcast (favorevoli 81% a podcast prodotti da brand e 68% a podcast sponsorizzati) ed alto l’apprezzamento anche per le pubblicità legate alla tematica del podcast (75% favorevoli).
frequenza ascolto podcast indagine Doxa

Fig. 2: frequenza di ascolto dei podcast (Fonte: indagine BVA Doxa, maggio 2020)

Come si può capire da questi dati, è probabile che il podcast si guadagni uno spazio fondamentale nel mondo dell’audio. Con un numero sempre crescente di utenti, l’abitudine a questo media acquisita durante la pandemia ed un naturale cambio generazionale, è molto probabile che il podcast possa affermarsi come un formato standard di intrattenimento audio, divenendo quindi un’importante fonte di entrate per creators, editori e inserzionisti.

Ti interessano i temi del voice marketing, come podcast, social audio, assistenti vocali?

Ne parlo nel mio libro “La rivincita della voce” che verrà pubblicato a breve. Per saperne di più ed essere informato sulla data di disponibilità nelle librerie, visita questa pagina.

Statistiche e-mail marketing 2021

statistiche email marketing 2021

Chi ci segue o ha frequentato uno dei nostri corsi sa già quanto riteniamo importante utilizzare l’email marketing nell’ambito di una strategia di web marketing. Per questo motivo, prendendo spunto da un interessante articolo pubblicato su Website Planet, riportiamo di seguito alcune recenti statistiche sull’email marketing che possono esservi di aiuto per un utilizzo più efficace di questo strumento.

Statistiche e-mail marketing 2021

statistiche e-mail marketing 2021: email vs social CTR
Credits: Website Planet
  • Il CTR di una email può essere sino a 100 volte maggiore di un contenuto pubblicato su un social media.
  • Un’appropriata segmentazione di una lista può portare ad un incremento del 39% del tasso di apertura.
  • Il 50% dei consumatori preferisce comunicare con un brand via email, in confronto ad un 20% per una email o il 7% per un messaggio sui social media.
  • L’email è il primo canale di acquisizione di nuovi clienti per le piccole e medie aziende, nell’81% dei casi.
  • I messaggi di posta elettronica con un oggetto personalizzato sono aperti con una frequenza maggiore (26%) rispetto a quelli che hanno un’intestazione generica.
  • La brevità nell’intestazione di una email è fondamentale: un oggetto con al massimo 21 caratteri può incrementare il tasso di apertura del 31%.
  • Il cellulare è la star delle email: oltre la metà (55%) delle email vengono gestite su questo dispositivo. Segue la webmail con il 28%. Solo il 16% delle e-mail viene aperto con un client email su un desktop.
  • Il 13% del fatturato generato dall’email marketing è generato da tecniche di email automation. Questo dimostra l’importanza dell’adozione di tecniche avanzate per la messaggistica.
  • Si possono aumentare i tassi di apertura dei messaggi fino al 16% semplicemente personalizzando le righe dell’oggetto con il nome dell’iscritto alla propria newsletter.
  • Il 78% dei consumatori afferma di fare clic sulle e-mail di marketing che includono offerte promozionali speciali o coupon per i prodotti a cui sono interessati: un esempio di come la personalizzazione e contenuti di valore possano aumentare il coinvolgimento su questo canale di marketing.
  • L’invio di e-mail in occasioni speciali, quali compleanni o festività può far aumentare i ricavi fino al 20%. Una buona pratica è inviare un messaggio insieme a un’offerta speciale di sconto. L’occasione speciale farà infatti sembrare questa comunicazione meno simile a un’email promozionale e potrà catturare l’attenzione delle persone in un momento in cui sono di buon umore e quindi più ricettive alla “conversione”.
  • A livello globale, il tasso medio di cancellazione dell’iscrizione alle e-mail è solo dello 0,2%. Questo numero così contenuto conferma l’importanza dell’email perché significa che si è in grado di mantenere il 99,8% dell’attenzione dei propri utenti a lungo termine. Le conversioni su altri canali di vendita e marketing sono invece conversioni una tantum (ad esempio tramite campagne pubblicitarie PPC) o hanno un risultato che può variare, anche sensibilmente, nel tempo. Ad esempio sui social media la copertura organica viene costantemente ridotta a favore dell’incentivo all’utilizzo delle inserzioni pubblicitarie (Pay-to-Play).

Siete a conoscenza di altre statistiche di email marketing aggiornate al 2021? Fatecelo sapere rispondendo nei commenti.

Clubhouse Tools

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Clubhouse vi ha conquistato e avete deciso di creare una stanza o un club su un argomento che vi interessa particolarmente? Allora potrebbero esservi utili i servizi online e le app che, sulla scia del successo dei Clubhouse, stanno spuntando come funghi e che possono arricchire il vostro profilo e il vostro utilizzo di questo servizio di social audio.

Abbiamo raccolto in questo articolo, che cercheremo di aggiornare con continuità, un elenco dei principali tools che abbiamo scoperto in Rete facendo un po’ di ricerche o leggendo alcuni utili post, come questo di Matt Navarra.

Per facilitarne l’utilizzo abbiamo suddiviso questi strumenti in 6 categorie principali: bio, avatar, gestione, ricerca, analytics, varie.

Bio

I tools in questa categoria permettono di creare e modificare la biografia da inserire nel proprio profilo.

Clubhouse Bio BuilderApp su IOS
Clubhouse Bio Creatorhttps://clubhousebio.xyz

Avatar

Sono disponibili numerosi strumenti per migliorare la propria foto del profilo con effetti speciali, ad esempio con un anello colorato.
Tra questi segnaliamo:

Clubhouse Avatar Makerhttps://avatar.lvwzhen.com
Clubhouse Glowhttps://www.clubhouseglow.com
Clubhouse Avatar Prohttps://clubhouse-avatar.netlify.app
Photo BG Changer for ClubhouseApp su IOS
Ch Pichttps://chpic.me
Clubhouse Toolshttps://clubhousetools.app/

Gestione

In questa categoria rientrano i tools che consentono di migliorare la gestione di una room, come ad esempio la creazione di una landing page dove inserire l’agenda, regole per gli speakers, link ad insirizzi web, conferme di partecipazione, etc:

Clublinkhttps://clublink.to/
Clubhypehttps://clubhype.io
Shorten Clubhttps://shorten.club
Host Notesgethostnotes.com
Comethttps://withcomet.com
Luma for Clubhousehttps://lu.ma/clubhouse
Ask Clubhousehttps://askclub.house/en
ClubberOne for Clubhousehttps://clubber.one/
Clublyhttps://clubly.co/
Flipphttps://useflipp.com/clubhouse
Clubdeckhttps://www.clubdeck.app/

Un esempio di come si può arricchire un evento con Host Notes è mostrato nella figura seguente.

Esempio Clubhouse tools: Host Notes

Ricerca

Sono numerosi i servizi specializzati per favorire la scoperta di eventi e club relativi ad un determinato argomento:

Clubsearchhttps://clubsearch.io
Yoyohttps://www.yoyo.club
Housely Clubhttps://housely.club/welcome
ClubH.onehttps://clubh.one/
ClubHubhttps://clubhub.site
Rooms of Clubhousehttps://roomsofclubhouse.com

Analytics

Se vi interessa analizzare le statistiche dell’account, dei vostri eventi o scoprire quali sono gli influencer più popolari su Clubhouse potete provare questi strumenti:

Club+app su IOS
Direconhttps://www.direcon.com
Clubhousetools.xyzhttps://monitor.clubhousetools.xyz/
ClubhouseRankinghttps://clubhouseranking.net/top-world
Clubhouse Databasehttps://clubhousedb.com/

Varie

Infine in questa categoria abbiamo raggruppato i tools Clubhouse di vario tipo, come ad esempio una utile funzionalità di chat durante le room o una libreria di suoni da utilizzare durante un evento (Clubpad).
Tra questi vi è anche un servizio che offre una raccolta delle registrazioni audio delle rooms più popolari, sebbene la registrazione dei contenuti audio sia al momento vietato dai termini di servizio di Clubhouse.

CH Chathttps://ch.chat
Clubpadhttps://www.clubpad.co/
Casthousehttps://casthouse.net/

E voi conoscete altri strumenti per utilizzare in maniera più efficace Clubhouse? Segnalateli nei commenti.

Aggiorneremo questo post man mano che scopriremo nuovi tools: quindi continuate a seguire questo blog o iscrivetevi alla nostra newsletter!

Statistiche gaming 2021

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Uno dei nuovi settori in cui Facebook ha deciso di entrare con tutta la sua potenza di fuoco è quello del gaming. La scorsa estate ha infatti lanciato l’app Facebook Gaming con cui cerca di sfidare piattaforme come Twitch e YouTube.

A conferma dell’impegno a voler meglio comprendere il mondo del gaming, della società di Palo Alto ha condotto una ricerca di mercato sul comportamento dei giocatori, approfondendo le loro motivazioni, preferenze ed abitudini. I risultati sono riportati nel documento “Dati statistici sul mercato dei giochi per il 2021 – Dati statistici per prevedere lo sviluppo, la crescita e la monetizzazione del settore dei giochi”.

Nel sondaggio sono state coinvolte oltre 13.000 persone in 4 paesi chiave: Germania (DE), Corea del Sud (KR), Stati Uniti (US), Regno Unito (UK). In oltre sono stati presi in considerazione sia i nuovi che i vecchi giocatori, secondo questa classificazione in “coorti”:

  • Nuovi giocatori: non giocavano a giochi per dispositivi mobili prima del picco iniziale della pandemia e hanno continuato a giocare almeno un’ora a settimana (luglio 2020).
  • Giocatori esistenti: persone che giocavano a giochi per dispositivi mobili prima del picco iniziale della pandemia e che continuano a giocare ancora adesso almeno un’ora a settimana (luglio 2020).

Punti salienti della ricerca di Facebook statistiche gaming 2021

Il numero di persone che usano i giochi per mobile è aumentato in modo significativo in tutto il mondo a causa del COVID-19 (v. Fig. 1) ma questo aumento non sembra essere una cosa solo transitoria. Molti dei giocatori su dispositivi mobili che hanno iniziato a giocare dopo la diffusione iniziale del COVID-19 si dedicano ancora adesso ai videogiochi.

statistiche gaming 2021 - crescita pubblico
Fig. 1

I nuovi giocatori giocano più ore a settimana rispetto ai giocatori esistenti (v. Fig. 2).
Anche se i giocatori nuovi ed esistenti affermano di giocare un numero simile di sessioni alla settimana, i nuovi giocatori giocano più ore a settimana rispetto ai giocatori esistenti in tutti i paesi.

statistiche gaming 2021 - ore giocate a settimana
Fig. 2

Perchè si gioca?

In tutti i paesi presi in considerazione, giocatori nuovi ed esistenti hanno citato motivi simili per spiegare come mai usano i giochi per mobile: alleviare lo stress, passare un po’ di tempo e provare un senso di soddisfazione al raggiungimento di un traguardo. Queste motivazioni principali confermano i risultati di un’indagine simile condotta in precedenza da Facebook.

L’aspetto social è fondamentale.

Il concetto di community è sempre stato un aspetto fondamentale nel gaming e questo aspetto viene favorito dal fatto che i siti di live streaming, i cui contenuti non sono ristretti esclusivamente al gaming, sono tutti cresciuti enormemente.

Piattaforme come Twitch, YouTube Gaming e Facebook Gaming, anche a causa dei lockdown, hanno tutte registrato dei record nelle ore di visualizzazione (v. Fig. 3).

statistiche gaming 2021 - crescita numeri streaming
Fig. 3

Fonte: “Streamlabs & Stream Hatchet Q3 2020 Live Streaming Industry Report

Ma le community di gaming si incontrano non solo nelle dirette streaming ma anche nei gruppi Facebook dedicati ai giochi. Il numero di membri attivi nei gruppi di gaming su Facebook nonché il numero di questi gruppi sono infatti aumentati durante i mesi successivi alla pandemia.
Al momento, più di 230 milioni di persone sono membri attivi di oltre 630.000 gruppi di gaming su Facebook ogni mese.

Inoltre i giocatori in tutti i paesi dicono di preferire le esperienze come giocatore singolo rispetto a quella come multigiocatore. Tuttavia, rispetto ai giocatori esistenti, i nuovi giocatori sono più propensi a esperienze collaborative e multigiocatore, nonché a chattare con gli altri all’interno del gioco (v. Fig. 4).

statistiche gaming 2021 - social gaming
Fig. 4

In particolare negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, i nuovi giocatori sono notevolmente più propensi a prendere parte ad attività social all’interno del gioco, come giocare con gli altri online, partecipare a tornei all’interno del gioco o dare/ricevere consigli su come migliorare le prestazioni di gioco.

La spesa dei giocatori è in crescita.

Le statistiche gaming 2021 ci dicono che in tutti i mercati si è riscontrato un aumento della spesa in giochi per mobile dopo la diffusione iniziale del COVID-19. Questa tendenza risulta più marcata per i nuovi giocatori.
Per quanto riguarda i motivi di spesa vi è una certa differenza a secondo del particolare paese. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, le persone sono particolarmente motivate a pagare per rimuovere le inserzioni. In Germania e Corea del Sud, le persone intervistate hanno detto di pagare per evitare le attese o per saltare punti difficili (in particolare nei rompicapi).

Tutti i giocatori sono disposti a vedere la pubblicità nei giochi.

In questa indagine, come in ricerche precedenti, si è riscontrato che le persone sono disposte a visualizzare inserzioni nei giochi pur di avere dei giochi gratuiti (v Fig.5).
Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, la preferenza relativa ai modelli supportati dalla pubblicità è più marcata tra i giocatori esistenti. I nuovi giocatori sono invece più aperti a modelli di monetizzazione alternativi, come gli acquisti all’interno dell’app.

statistiche social - strategie monetizzazione
Fig. 5

Aumento degli acquisti online

In questa indagine di Facebook vengono anche riportati dei dati interessanti e che non riguardano unicamente il settore del gaming. Secondo un sondaggio online di Kantar, l’89% dei consumatori a livello globale (quindi non solo i giocatori) afferma di avere delle remore a fare degli acquisti nei negozi fisici, per gli ovvi motivi legati alla pandemia. Ciò ha portato naturalmente all’aumento dello shopping online anche per i giochi, come evidenziato nella Fig. 6.

Fig. 6

Il nome del gioco o del brand influenza le vendite

L’esame dei fattori che influiscono nel processo di acquisto di un gioco per console, riportati in Fig. 7, suggerisce che anche il settore del gaming su mobile si focalizzi su strategie di apprezzamento del brand/titolo per l’incremento delle vendite.

statistiche gaming 2021 familiarità gioco
Fig. 7

Riepilogo statistiche gaming 2021

In conclusione, i marketer del settore del gaming dovranno adottare i seguenti accorgimenti o strategie:

  • connettersi con i nuovi giocatori, ampliando il mercato target e sviluppando nuove creatività;
  • adottare modelli di monetizzazione misti (pubblicità e acquisti in-app) per tenere conto dei mutati comportamenti dei giocatori;
  • esplorare le opportunità al di fuori del gioco, unendosi alle conversazioni delle community su piattaforme di streaming o social media;
  • ispirarsi al settore del gaming per console per quanto riguarda la capacità di raccontare delle storie.

Agenzia boutique vs. web agency

agenzia boutique

Al giorno d’oggi, spesso equipariamo “più grande” con “migliore”. Questa idea è impressa nella nostra mente a tal punto che influenza la maggior parte, se non tutte, delle nostre decisioni e scelte.

Anche la scelta di un’agenzia per gestire le tue attività online non farà eccezione.

Il risultato più scontato? Tenderai a preferire le grandi web agency a quelle più piccole, le cosiddette agenzie boutique. È vero che le agenzie di grosse dimensioni hanno riconoscimenti ufficiali, record formidabili, premi brillanti, certificati e così via. Ma la vera domanda che devi farti è: una agenzia di grosse dimensioni significa necessariamente che è la migliore?

Quando scegli un’agenzia, sia essa grande o piccola, ci sono alcune domande che devi porti.

Per prima cosa, perché hai bisogno di un’agenzia? Come ti può aiutare? Quali sono le differenze fondamentali tra un’agenzia grande e un’agenzia boutique (o un consulente freelance)? In che modo queste differenze influiranno sulla tua attività o sulla tua presenza online?

Solo rispondendo a queste domande potrai decidere quale sia per te la scelta giusta.

In questo articolo esamineremo quindi alcuni di questi aspetti. In questo modo ti aiuteremo a prendere una decisione consapevole, permettendoti così di concentrarti maggiormente sui tuoi obiettivi di business e su ciò che desideri ottenere dalle tue campagne online.

Il ruolo delle agenzie

In generale, alle web agency viene affidato un incarico per aiutare i clienti negli aspetti creativi, innovativi, strategici, comunicativi e tecnici di una campagna. In poche parole, le agenzie si occupano di tutto quanto è necessario a gestire una campagna di successo. Condividono così i tuoi obiettivi permettendoti di concentrarti sugli aspetti principali della tua attività commerciale o professionale.

Ovviamente, l’agenzia scelta dovrà avere una buona conoscenza del business di cui ti occupi. Infatti una campagna di digital marketing o una presenza sui canali social non serve solo a promuovere un prodotto ma anche il marchio.

Ora che abbiamo visto cosa devono “fare” le agenzie di digital marketing, passiamo ad esaminare come lo fanno. Ma per prima cosa proviamo a caratterizzare i due diversi tipi di agenzia a seconda delle loro caratteristiche.

Agenzie di grosse dimensioni

Molto spesso le agenzie di grosse dimensioni hanno centinaia di dipendenti al lavoro. Normalmente un’agenzia lavora contemporaneamente su quattro, sette, dieci, o anche più progetti. Le agenzie sono strutturate per poter acquisire e gestire il più alto numero possibile di progetti in contemporanea.

Un’altra caratteristica di una web agency “tradizionale” è di offrire una gamma vasta, ma ben circoscritta, di servizi. I suoi prodotti più venduti sono dettagliatamente descritti in brochure e raramente vengono personalizzati secondo le specifiche esigenze dei clienti.

Tutto questo per quanto riguarda le agenzie di grosse dimensioni. E per un’agenzia boutique? Cosa possiamo dire?

Agenzie Boutique – L’importanza del dettaglio.

Sostanzialmente il termine “boutique” significa unico. Ed è proprio l’unicità che le differenzia. Dopotutto nel business se non sei grande, devi essere unico.

Il più delle volte, questo tipo di agenzia lavorano con team piccoli ma dedicati, costituiti da specialisti marketing, social media manager e da altre figure professionali.

Grazie allo stretto legame e alla costante interazione tra dipendenti e collaboratori esterni, queste agenzie hanno una natura particolarmente dinamica e una innata flessibilità.

Se c’è una cosa nella quale le piccole agenzie (o i freelance) eccellono è il livello di attenzione al dettaglio. Una agenzia boutique si distingue per l’attenzione al dettaglio nel design, nello stile, nell’approccio e, sostanzialmente, in tutto ciò che fa.

Agenzia boutique vs. web agency: le principali aree di differenza

Fino ad ora abbiamo esaminato i due principali tipi di agenzie e descritto il loro modello ideale di funzionamento.
Prendiamo ora in esame le loro differenze e di come queste possano impattare sui tuoi obiettivi.

Interazione

Come abbiamo detto, la condizione ideale di collaborazione è quella in cui l’agenzia lavora in stretto contatto con la tua attività. A questo proposito, è molto più semplice interagire e comunicare con agenzie boutique che con agenzie più grandi.

Certamente un’agenzia di grande dimensioni assegnerà alla tua campagna un responsabile delle relazioni o un coordinatore del progetto. Tuttavia, come sappiamo, la stessa persona lavorerà contemporaneamente anche ad altri progetti. Pertanto vedrai più un impegno di tipo professionale che un coinvolgimento individuale.

E questo ha aspetti sia positivi che negativi.

Per motivi di brevità non li esaminiamo in dettaglio. Certamente possiamo dire che questo approccio sarà sicuramente positivo dal punto di vista del servizio offerto. Tuttavia è noto che le campagne di successo richiedono spesso un tocco personale che le grandi agenzie non riescono a fornire.

Lavorare con un’agenzia boutique ti consentirà di comunicare con continuità ed in maniera anche estemporanea con il tuo consulente, dandoti anche la possibilità di valutare per la tua campagna nuove strade ed esaminare anche punti di vista inesplorati.

Facilità di azione

Lavorare con una agenzia di grandi dimensioni comporta inevitabilmente procedure e politiche rigorose. Di conseguenza, dovrai dedicare molto del tuo tempo all’agenzia, anche prima che inizi effettivamente la campagna. Inoltre, queste procedure molto spesso non hanno la flessibilità necessaria a soddisfare le tue esigenze.

In questo le agenzie boutique sono certamente molto diverse: più snelle e maggiormente più efficaci per ottenere risultati per la tua attività commerciale.

Specializzazione

Mentre le agenzie di grosse dimensioni spesso tendono ad avere competenze multi settoriali, quelle di piccole dimensioni hanno una loro nicchia di specializzazione. Possiamo dire che se è vero che l’agenzia grande può avere uno standard elevato di qualità in tutte le sue attività, è altrettanto vero che una agenzia boutique può essere la migliore nel suo campo specifico.

Costo

Inutile dire che i costi complessivi di gestione di una campagna con un’agenzia boutique sono molto inferiori rispetto a quelli di grandi dimensioni. I benefici sono più che ovvi.

Priorità

Indipendentemente dal fatto che il tuo progetto sia grande o piccolo, avrà sempre la massima priorità per un’agenzia boutique. In linea di principio questo potrebbe non essere il caso per le agenzie di grandi dimensioni che ragionevolmente, e legittimamente, daranno la priorità ai progetti più grandi e più redditizi.

Agenzia boutique vs web agency: conclusioni

Alla luce degli aspetti che abbiamo preso in esame in questo articolo, siamo sicuri che sarai d’accordo con noi che, a meno che tu non abbia la necessità di una campagna che richieda un impegno di risorse gestibile unicamente da un’agenzia di grande dimensioni, nella maggior parte dei casi sarà per te più vantaggioso rivolgersi a un’agenzia boutique, come Social Media Easy.

Email marketing nel 2020: come e perché?

blog-post-come-fare-email-marketing

Email marketing: oggi che siamo bombardati di notizie e di statistiche sui pro e contro dell’utilizzo dei social media, ha ancora senso parlarne?

Incominciamo col dire che l’email non è affatto morta e che non è stata rimpiazzata completamente dai social media, come vediamo dal grafico di Statista (Fig. 1) che riporta le previsioni sul numero di email inviate e ricevute su base giornaliera per il periodo 2017 – 2023.

Secondo le statistiche più recenti, nel 2019 il numero di utenti dei social media era pari a 3.5 miliardi mentre il numero di utenti dell’email era di circa 4 miliardi (dati 2018).

Inoltre è ancora tutto da dimostrare che oggi i social media siano diventati lo strumento prevalente di comunicazione sul web. Secondo un’indagine di sendgrid, nel caso delle comunicazioni di tipo B2C (Business to Consumer) circa 2 persone su tre preferiscono l’email come strumento di comunicazione. Un altro studio ha rilevato come solo il 9% delle persone preferiscono di essere contattate da un marchio attraverso i social media.

Fig. 1: numero di email inviate a ricevute (stima 2017 – 2023)

D’altro canto, lo studio di sendgrid segnala che i consumatori, nel 39% dei casi, preferiscono iniziare le loro conversazioni con le aziende attraverso i social media mentre solo il 32% preferisce inviare una email per contattare un brand.

Cosa ci dicono questi risultati? Se volete entrare in contatto con i vostri potenziali clienti, ricordatevi che loro preferiranno ricevere una email, mentre se sono i vostri prospect a volervi contattare sarà molto probabile che scelgano i social media.

E se siete dei marketer, molto probabilmente trascorrete una fetta considerevole del vostro tempo sui social pubblicando post, creando annunci pubblicitari, rispondendo a messaggi, facendo ricerche con degli hashtag, o attività simili.

Quanto tempo dedicate invece all’email marketing?

Sicuramente molto poco in confronto a quello dedicato a gestire la presenza social dei vostri clienti. Eppure i dati che abbiamo appena elencato ci dicono che email marketing e social media sono strumenti complementari e non alternativi.

Aggiungiamo altri motivi per non trascurare l’email marketing, andando ad esaminare le statistiche che riguardano la copertura delle diverse tecniche di web marketing.
Lo sapete che la copertura organica (cioè la percentuale effettiva dei fan che vedono i post pubblicati sulla vostra pagina) di Facebook è di qualche punto percentuale? Uno studio del 2014 indicava una copertura organica del 6% ma indagini più recenti indicano una percentuale ancora più bassa.
Al contrario, il tasso di apertura per i messaggi di una campagna di email marketing varia tra il 20% e il 30%, cioè la probabilità che il vostro contenuto venga visto è 4-5 volte maggiore con una email che con un post su Facebook.

Siete d’accordo che non dovete più trascurare l’email marketing?

Esaminiamo quindi le principali caratteristiche di questa tecnica di marketing, dettagliando i passi necessari di una campagna di email marketing e descrivendo brevemente le principali funzionalità offerte dalle piattaforme online.

Email Marketing

Cosa si intende esattamente con email marketing?
L’email marketing, come dice il nome, è una tecnica di web marketing che prevede il raggiungimento di un cliente direttamente attraverso l’email. Tra gli strumenti del web marketing mix, è lo strumento più diretto, veloce ed efficace per raggiungere i consumatori poiché spesso essa si acquisisce con la modalità “opt-in”, cioè di persone che hanno accettato volontariamente di stabilire un dialogo con le aziende (rientra nell’ambito del cosiddetto settore del “permission marketing”, cioè una comunicazione basata sul consenso).

L’email marketing è uno strumento concepito per costruire (brand awareness), mantenere e rafforzare le relazioni con i clienti (brand loyalty) e ha diversi ambiti di utilizzo:

  • Invio di offerte promozionali.
  • Coinvolgimento o aggiornamento dei clienti (es. newsletter, richiesta di recensioni, invio di un post di un blog, consigli, etc).
  • Informazioni a seguito di un acquisto (email transazionali).

Molto spesso per brevità si identifica con il termine DEM (Direct Email) una comunicazione inviata nell’ambito di una campagna di email marketing.

Per poter essere utilizzata in maniera efficace l’email marketing richiede l’adozione di specifiche piattaforme, generalmente chiamate ESP (Email Service Providers) che offrono strumenti di creazione, gestione e monitoraggio delle campagne.

Se al momento state utilizzando un semplice strumento per la gestione della posta elettronica, come Outlook o altri prodotti simili, non state facendo Email Marketing!
Vediamo brevemente perché.

Quali sono le principali differenze tra un client di email e una piattaforma di email marketing?

Client di email (come outlook, Apple Mail, etc)

  • Un client di email è un’applicazione (accessibile dal desktop o via web) concepita per la comunicazione tra due persone o un gruppo di persone (in numero limitato).
  • Generalmente il messaggio è breve e di tipo testuale.
  • Le funzionalità di formattazione dei messaggi sono normalmente limitate
  • Non sono disponibili statistiche sulle performance delle email (es: tasso di consegna, tasso di apertura, etc).

Piattaforma di email marketing

  • Il servizio viene fornito attraverso un’interfaccia web. Non vi è la necessità di installare alcun software.
  • Il servizio è in grado di gestire l’invio di un numero elevato di email, suddividendo la spedizione in maniera automatica in diversi lotti durante la giornata, facilitando la gestione delle campagne marketing e riducendo la possibilità che i messaggi vengano marcati come SPAM.  Uno dei fattori che può far identificare un messaggio come SPAM è infatti l’invio in contemporanea di un elevato numero di messaggi a diversi destinatari.
  • I messaggi inviati tramite un servizio fornito da un ESP permettono di essere formattati e personalizzati inserendo immagini, link e font particolari.
  • Offre funzionalità per la gestione di liste, analisi delle performance e automazione delle email.

Da questo confronto di massima si comprende come una piattaforma di email marketing sia da preferire al semplice utilizzo di un client di email. Se infatti funzionalità come report, gestione delle liste e formattazione dei messaggi possono non essere importanti quando si interagisce con un numero limitato di persone, queste diventano fondamentali quando si usa l’email per costruire delle relazioni con clienti e prospect.

La funzionalità più importante è certamente quella relativa alle statistiche. Chi si occupa di marketing a livello professionale sa come le statistiche siano alla base di una campagna di marketing di successo.

Il tasso di consegna (“delivery rate”) ci informa della qualità della vostra lista: la presenza di email non consegnate indica che la vostra lista non è aggiornata (la persona può aver cambiato email o cambiato azienda) o è poco pertinente (se avete commesso l’errore di acquistarla invece di averla costruita voi stessi con le attività di marketing).

Il tasso di apertura (“open rate”) ci dice quante persone sono effettivamente interessate alle email che inviate.

Inoltre è molto importante avere la possibilità di tracciare i click sui link inseriti nella email, dal momento che in questo modo possiamo sapere con maggiore precisione quali sono le cose che interessano maggiormente i lettori del messaggio.

Infine gli strumenti di email marketing possono aiutarci a calcolare la metrica più importante per un marketer: il tasso di conversione di una campagna, cioè la percentuale di persone che ha effettuato l’attività che gli abbiamo richiesto (es. iscrizione ad una newsletter, iscrizione a un seminario, iscrizione a un periodo di prova di un servizio, acquisto, etc).

Quali sono i passi principali di una campagna di email marketing?

Prima di iniziare a scrivere o inviare i vostri messaggi sarà fondamentale pianificare la strategia di email marketing da seguire nello svolgimento della vostra campagna, in funzione degli obiettivi di marketing e di vendita che vi siete dati.

Il processo logico da seguire è quello mostrato nella Fig. 2 e che è costituito da 4 passi principali:

  1. Costruzione della lista
  2. Creazione della DEM
  3. Invio DEM
  4. Analisi dei risultati
come fare email marketing passi necessari

Fig. 2: i 4 passi principali di una campagna di email marketing

Esaminiamo questi 4 passi in maggiore dettaglio.

1) Costruzione della lista

Una delle possibilità che avete per costruire la lista è di acquistarle di un database da terzi. Si tratta di un’opzione normalmente costosa e anche abbastanza rischiosa perché è difficile conoscere a priori l’effettiva qualità della lista (in termini di profilazione, aggiornamento dei dati e consenso alla ricezione di comunicazioni commerciali).

La soluzione migliore è senza dubbio quella di auto-costruire la lista attraverso il contributo spontaneo degli utenti stessi, ad esempio tramite iscrizione ad una newsletter o attraverso la tecnica del “lead magnet”. Come dice il nome stesso, cercherete di ottenere le informazioni del vostro contatto (email, nome, cognome, etc) attraendolo attraverso l’offerta di qualcosa di gratuito, come un report, un whitepaper, un ebook, etc, insomma qualcosa che abbia un valore tale per l’utente da convincerlo a lasciarci alcune informazioni personali (v. Fig. 3).

I dati così acquisiti attraverso specifiche “form” andranno ad alimentare la lista di contatti che sarà utilizzata nelle campagne di email marketing.

come fare email marketing Fig. 3

Fig. 3: raccolta indirizzi email attraverso la tecnica del “lead magnet”

Per poter migliorare l’efficacia delle campagne di marketing è consigliabile inserire dei criteri per meglio identificare il pubblico – la cosiddetta operazione di segmentazione – ad esempio memorizzando come l’utente si è registrato alla lista (newsletter, lead magnet, seminario online, etc).

Ricordiamo che l’azione di iscrizione ad una lista viene indicata con il termine di Opt-in. In generale le persone che hanno espresso un interesse per le vostre offerte saranno quelle più ricettive a ricevere successivi messaggi. Inoltre, le ultime normative relative al trattamento dei dati personali (GDPR) rendono ancora più stringenti le regole relative all’acquisizione del consenso degli utenti.

Se una persona non ha invece espresso esplicitamente il permesso di essere contattata via email potrebbe considerare il vostro messaggio come spam. Anche se le email contrassegnate come spam possono essere ignorate dagli utenti, il loro invio può generare una reputazione negativa per la vostra organizzazione. Pertanto in tutte le email è consigliato di dare la possibilità al ricevente di cancellarsi dalla lista dei contatti (operazione di opt-out) e se nella maniera più semplice ed immediata possibile (1 solo click).

2) Creazione della DEM

In questa fase potete utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma di email marketing per creare e personalizzare le vostre DEM con un design professionale. I servizi più diffusi offrono un’ampia scelta di modelli preconfigurati che possono essere utilizzati o modificati attraverso delle interfacce utente di tipo drag-and-drop, come si vede in Fig. 4.

I modelli pre-configurati (template) sono spessi suddivisi in categorie, a secondo del tipo di DEM che stiamo inviando: newsletter, e-commerce, webinar, etc.

Come fare email marketing - creazione DEM

Fig. 4: creazione di una DEM a partire da modelli preconfigurati in Moosend

Prima dell’effettiva spedizione è buona norma accertarsi che il messaggio preparato si presenti in maniera corretta su tutti i possibili dispositivi (desktop, tablet, cellulare), utilizzando la funzionalità di anteprima offerta dalla maggior parte dei servizi online di email marketing. Inoltre è consigliabile inviare uno o più messaggi di prova al proprio account o ad un’utenza amica.

3) Invio della DEM

Una volta completata la preparazione del messaggio, si passa alla fase di spedizione vera e propria, in cui sarà possibile inviare il messaggio o programmarne l’invio in un secondo momento (v. Fig. 5).

invio DEM

Fig. 5: un pannello di Mailchimp per l’invio o la programmazione dell’invio di una DEM

4) Analisi dei risultati

L’ultima fase è probabilmente quella più importante, perché è dall’analisi della performance della nostra campagna che possiamo comprendere cosa funziona e cosa richiederà dei miglioramenti (v. Fig. 6).

come fare email marketing - analisi risultati

Fig-6: Report di una campagna di email marketing in Moosend

Utilizzando i dati statistici della campagna (numero di email inviate, numero di email consegnate, numero di email non giunte a destinazione, numero di email aperte, numero di link cliccati) sarà possibile affinare alcuni fattori chiave, come il contenuto del messaggio, l’oggetto della email, la tempistica di invio (individuare gli orari o giorni della settimana in cui si ha il tasso di apertura più elevato), la segmentazione della lista.

Le piattaforme di email marketing

Esistono sul mercato numerose piattaforme di email marketing, con diversi livelli di funzionalità e fasce di prezzo. Molte di queste piattaforme offrono opzioni gratuite e opzioni a pagamento a seconda del numero di invii mensile o della dimensione complessive delle liste di email.

Tra quelle più utilizzate e che offrono delle funzionalità particolarmente interessanti vogliamo segnalare:

E voi quanto di frequente fate delle campagne di email marketing?

Condividete con noi la vostra campagna di email marketing di maggiore successo e fateci sapere quale piattaforma online utilizzate, lasciando una nota nei commenti.

Guida ai motori di ricerca: la SEO spiegata in 5 minuti

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La SEO in 5 minuti? Per chi si occupa già di Digital marketing questo titolo può suonare strano o addirittura presuntuoso ma…è quello che spesso ci chiedono molti clienti. Per questo motivo abbiamo preparato questa guida ai motori di ricerca.

Conoscere come funzionano i motori di ricerca e come ottimizzare le pagine del proprio sito per essere trovati online è fondamentale per utilizzare in maniera efficace il marketing digitale.

Si tratta di una disciplina molto vasta e che richiede un approfondimento dettagliato per essere assimilata e messa in pratica. Tuttavia conoscere alcuni concetti base della SEO è molto utile per comprendere le possibili strategie e le tecniche da utilizzare per promuoversi in Rete in maniera efficace.

Cominciamo con qualche definizione.

Con il termine Search engine optimization, comunemente abbreviato con l’acronimo SEO, si intende l’ottimizzazione per i motori di ricerca, cioè il processo di miglioramento della visibilità di un sito web o di una pagina attraverso il posizionamento naturale (“organico”) nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web.

Le tecniche SEO vengono normalmente inserite all’interno di una metodologia marketing più generale denominata Search Engine Marketing (SEM) e che include anche la visibilità a pagamento sui motori di ricerca.

Come funzionano i motori di ricerca?

Una delle principali attività su Internet è la ricerca online. Gli utenti accedono ad uno dei principali motori di ricerca (“search engine”), come Google, Yahoo, Bing per essere indirizzati in modo istantaneo verso i siti che contengono in modo esauriente le informazioni di cui hanno bisogno.

I motori di ricerca utilizzano dei programmi automatizzati (“robot” o più semplicemente “bot”) per scansionare tutto il Web, trovare le pagine web, analizzarle, comprenderne il loro contenuto e inserirle nel proprio database (il termine tecnico con il quale gli informatici chiamano gli archivi contenenti dei dati). Questa operazione viene denominata “crawling” e i programmi automatizzati vengono spesso chiamati “spider”.

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Quando un utente digita un termine o una frase (la cosiddetta “query” di ricerca) nell’apposito campo del search engine, il motore di ricerca scansiona il proprio database per trovare l’indirizzo della pagina web che meglio risponde alla query dell’utente. Il risultato di quest’attività è una lista di risultati che elenca le pagine web che il motore reputa come le migliori per la particolare query.

I risultati di ricerca sono elencati all’interno di una pagina, denominata SERP (Search Engine Result Page), che normalmente contiene sia i risultati a pagamento che quelli non a pagamento (organici).

guida seo

In generale i risultati organici compaiono sotto a quelli a pagamento e sono elencati in ordine di pertinenza e rilevanza.

La pertinenza indica quanto meglio si avvicina il risultato alla richiesta dell’utente, mentre la rilevanza stabilisce l’importanza della specifica pagina web tra tutte quelle che figurano tra i risultati. Ovviamente i risultati che il motore di ricerca ritiene più rilevanti saranno posizionati più in alto nella SERP.

L’ordine dei risultati non è determinato manualmente ma utilizza delle formule matematiche denominate algoritmi. Tali algoritmi sono molto complessi ed includono centinaia di variabili che vengono chiamate “fattori di posizionamento” o di “ranking”.

Gli algoritmi cambiano di continuo (probabilmente avrete sentito parlare degli aggiornamenti di Google quali Penguin Update, Panda Update, etc) e i fattori di posizionamento vengono raramente rivelati dai motori di ricerca. Ogni motore di ricerca utilizza un proprio algoritmo, di cui si limita generalmente ad indicare delle linee guida, e pertanto per la stessa query potremo ottenere dei risultati diversi a seconda del motore di ricerca utilizzato.

Quello su cui tutti gli esperti sembrano concordare è che i motori di ricerca basano il ranking su:

  • qualità del contenuto
  • popolarità del contenuto

Inoltre i fattori di ranking vengono generalmente suddivisi in due macro-aree:

  • fattori on-site, cioè tutto quello che ha a che fare con gli elementi presenti all’interno del sito web
  • fattori off-site, che riguardano gli elementi esterni al sito web. Tra questi sono particolarmente importanti il numero e la qualità dei collegamenti verso il sito web da parte di altri siti esterni, oltre alle parole descrittive contenute nel link stesso (il cosiddetto “anchor text”).

Stando alle dichiarazioni di Google, si parla di oltre 200 fattori per determinare il posizionamento di un sito web nelle SERP. Tra questi sicuramente uno dei più importanti è la scelta delle parole chiave (“keyword”), cioè le frasi o le parole contenute all’interno di una pagina web che coincidono (o sono considerate rilevanti) con quanto inserite in una query.

Guida all’ottimizzazione per i motori di ricerca

Se volete che il vostro sito web sia ben posizionato sui motori, ossia che compaia ai primi posti secondo i termini di ricerca degli utenti, dovrete cercare di ottimizzare l’intero sito seguendo delle particolari linee guida su cui si basano anche gli spider dei motori di ricerca.

L’attività SEO può essere descritta come un processo nel quale devono essere eseguite una serie di fasi che descriviamo brevemente in questa questa guida ai motori di ricerca.

1) Identificare le parole chiave

Innanzitutto è necessario effettuare un’analisi preliminare che prenda in esame le attività aziendali, il mercato, la tipologia di concorrenza che si può presentare in Rete, il contenuto del sito (o dei contenuti che verranno pubblicati) e le varie modalità e termini che verranno usate dall’utente nelle query.

Il risultato di questa analisi sarà un insieme di parole chiave che identificano gli argomenti del sito e che dovranno essere utilizzate per arricchire i contenuti delle pagine che compongono il sito web.

Ricordiamo che questa attività va ripetuta per ogni pagina del sito web che si vuole rendere visibile ai motori di ricerca. In linea di principio pagine diverse dello stesso sito saranno ottimizzate per parole chiavi diverse!

2) Scrivere i contenuti in ottica SEO

La sola analisi delle parole chiave non è però sufficiente. Il passo successivo è determinare i luoghi corretti (testo o codice HTML) in cui inserire le parole chiave in modo che il motore di ricerca comprenda il contenuto delle pagine.

I più importanti sono:

  • Il campo “Titolo”, l’elemento che indica ai motori di ricerca l’argomento di cui tratta la pagina. Si consiglia di limitare la lunghezza del titolo a 60 caratteri in modo che non venga troncato al momento della visualizzazione nella SERP.
  • Il campo “Meta Description”, uno dei cosiddetti “meta tag” presenti nel codice HTML della pagina, dove viene descritto il contenuto della pagina (nella SERP è il testo che viene visualizzato immediatamente sotto al titolo) in un massimo di 160 caratteri.
    Il ruolo della “Meta description” è spesso frainteso perché non è un fattore di ottimizzazione della pagina. Tuttavia il suo ruolo è importante perché influenza la decisione dell’utente di cliccare o meno sul risultato della SERP.
  • URL della pagina, cioè l’indirizzo del sito web. Fate attenzione perché molte piattaforme di sviluppo generano l’URL in maniera automatica e quindi potrebbe essere necessario eliminare delle parole non rilevanti.
  • Gli header presenti nel contenuto (H2, H3, etc).
  • Alternative text, il testo descrittivo delle immagini inserito nell’attributo “alt”.
  • Nome del file delle immagini.
  • All’interno del contenuto della pagina. All’interno del testo della pagina dovranno essere presenti le parole chiavi o variazioni delle stesse, prestando una particolare attenzione a non esagerare: l’utilizzo di un numero esagerato di parole chiave “keyword stuffing” può portare ad una penalizzazione da parte del motore di ricerca.
    Inoltre è buona norma inserire la parola chiave il più possibile all’inizio della pagina.

La scrittura dei contenuti in ottica SEO deve inoltre prendere in considerazione l’inserimento all’interno dei testi di link interni, cioè di riferimenti ad altre pagine dello stesso sito. La presenza di link interni è infatti un fattore di ranking e migliora anche l’esperienza utente in quanto consente ai visitatori del sito di ottenere informazioni rilevanti per la propria query di ricerca iniziale.

3) Valutare aspetti “tecnici”

Altri fattori ugualmente importanti per il ranking sono quelli che riguardano gli aspetti “tecnici” del sito, e che sono normalmente di competenza di chi si occupa dello sviluppo e della manutenzione del sito web:

  • ottimizzazione per ricerche da dispositivi mobili
  • tempo di caricamento delle pagine
  • tecnologie adottate per lo sviluppo (ad esempio, viene penalizzato l’utilizzo della tecnologia Flash)
  • architettura del sito

4) Inviare la sitemap del sito

Le attività SEO non terminano con l’intervento di ottimizzazione dei contenuti e della struttura del sito, ma continuano con la registrazione del sito nei motori di ricerca attraverso l’invio di file specifici in formato XML. Tali file sono chiamati sitemap e rappresentano una mappa del sito accessibile agli spider dei motori di ricerca.

5) Misurare le performance

Quando l’intero processo è concluso, occorre controllare periodicamente l’andamento delle visite al sito tramite piattaforme di web analytics come ad esempio Google Analytics oppure strumenti più sofisticati a pagamento. Queste attività consentono un monitoraggio continuo del sito e forniscono alcuni parametri indispensabili per capire se esso è stato ottimizzato in modo appropriato.

Nel caso in cui i dati forniti dagli strumenti di analisi delle statistiche non fossero soddisfacenti o si trovassero comunque delle aree di miglioramento, diventerà necessario partire nuovamente dalla fase iniziale del processo che deve quindi essere visto come un processo ricorsivo.

Riguardo quest’ultimo punto vogliamo ricordare che gli algoritmi dei motori di ricerca sono in continua evoluzione.

Altrettanto variabile è la concorrenza di altri siti web per le parole chiave che caratterizzano la vostra attività dal momento che ogni giorno vengono modificati o inseriti nuovi contenuti.

Periodicamente i motori di ricerca scansionano il web aggiornando il ranking dei vari siti. Questo significa che le attività SEO devono essere viste come un processo continuo e la posizione raggiunta delle pagine del vostro sito per alcune keywords come un qualcosa di dinamico, soggetto a periodiche e, in qualche caso, significative variazioni.

Se siete riusciti a comparire nella prima pagina dei risultati di un motore di ricerca per una certa keyword non avete nessuna garanzia che potrete mantenere quella posizione per sempre! E’ solo con un attenta e costante attività di analisi e di tuning dei fattori interessati dalla SEO che potrete mantenere competitivo, cioè visibile in Rete, il vostro sito.

E se avete un’attività di business locale potete migliorare il vostro ranking tramite Google My Business, uno strumento per la cosiddetta “local SEO“.

Per approfondire il tema della SEO potete anche leggere questi articoli nel nostro blog:

Ottimizzazione SEO: una checklist per il vostro sito web

Che relazione c’è tra SEO e Social Media?

SEO e Social Media: 9 differenze su cui riflettere

Google My Business: guida per iniziare

Buona lettura!

3 cose che puoi fare ora che hai tanto tempo a disposizione

3 cose che puoi fare adesso

Cosa dire? Siamo tutti senza parole: sorpresi, allarmati e impensieriti. Sono giorni difficili e molti imprenditori e liberi professionisti si chiedono come andare avanti in un momento in cui molte attività sono chiuse al pubblico:

  • Quale sarà l’impatto del coronavirus sul mio business?
  • La mia attività è richiesta in questo momento?
  • Se non possiamo muoverci, tutto le attività sono destinate a diventare online?

Ora che hai molto tempo a disposizione è il momento di dedicarsi a quelle attività che hai sempre accantonato perché assorbito dagli impegni quotidiani.
Senza la pretesa di essere esaustivi o di avere la “ricetta” per risolvere magicamente i problemi, ecco alcuni spunti di riflessione che ci sentiamo di suggerirti.

Investi in formazione
Un professionista o un’azienda che sappia utilizzare in maniera efficace i nuovi strumenti, soprattutto di marketing online, può sfruttare in maniera ottimale le opportunità che si presentano in settori di mercato sempre più competitivi.
Perché non approfittare di questi momenti di forzata inattività per tenersi aggiornati leggendo libri, consultando informazioni disponibili sul web o per approfondire con un corso online quegli argomenti in cui ti senti ancora impreparato?

Pensa in maniera strategica.
Puoi modificare il tuo modello attuale di business in modo da non limitarti a sopravvivere in questo periodo ma anche di crescere sensibilmente nei prossimi anni?
Ad esempio se hai un negozio potresti aprire un sito di e-commerce per i tuoi prodotti. Oppure se con il tuo negozio online hai sempre venduto in Italia potresti valutare di iniziare a vendere sul mercato estero.
Se operi invece nell’ambito dei servizi professionali potresti prendere in considerazione l’idea di sfruttare la tecnologia a tuo favore ed erogare corsi o servizi di consulenza attraverso webinar o corsi video.

Migliora l’efficacia del tuo marketing
Stai utilizzando al meglio i tuoi asset?
Ricordati, tra l’altro, che oltre alla tua professionalità e alla eccellenza dei tuoi servizi, i contatti e le relazioni che hai stabilito nel corso degli anni rappresentano un patrimonio fondamentale per il tuo business.
Se non lo hai già fatto, inizia a costruire un archivio con i nomi e gli indirizzi di email dei tuoi prospect e clienti. Queste informazioni, se corredate del necessario consenso, sono preziose per qualsiasi attività di marketing tu voglia intraprendere, come ad esempio l’invio di newsletter periodiche.
E se hai già una presenza sui canali social, verifica se li stai utilizzando al meglio o se hai bisogno dell’aiuto di un professionista per massimizzarne l’efficacia.
Per avere qualche suggerimento o idea su come mettere a punto la tua strategia di marketing digitale, leggi la nostra guida gratuita “12 regole d’oro per la tua strategia sui social media“.

📞Social Media Easy non ti lascia da solo/a!
Sin dal primo giorno in cui abbiamo iniziato ad offrire servizi di formazione e consulenza, ci siamo organizzati ed attrezzati per operare anche a distanza.
Se pensi quindi di voler mettere in pratica qualcuno di questi suggerimenti, Social Media Easy può aiutarti ad utilizzare nel modo migliore questo periodo di tempo in cui sei costretto a casa e a riconquistare quella normalità che mai come ora manca davvero a tutti.