Cos’è il web marketing?

web marketing cosa è?

Perché parlare di web marketing?

Alle soglie del 2020 termini come social media, social network, Facebook, Twitter, Instagram, etc sono ormai diventati familiari ad aziende e consumatori. Molto spesso le aziende e i professionisti che oggi decidono di promuovere le loro attività online tendono ad identificare i social media come l’unico canale del marketing online, dimenticando che i social network non sono che uno dei possibili strumenti che il web marketing ci mette a disposizione.

I vantaggi di avere una visione d’insieme sono principalmente due:

  • utilizzare solo i social media potrebbe non essere la soluzione migliore
  • una strategia che preveda una sinergia con altre tecniche di web marketing potrebbe rivelarsi più efficace per il raggiungimento degli obiettivi di business.

Cosa è il web marketing?

Con questo termine si intende l’insieme di attività, tecniche e strategie finalizzate a costruire visibilità, reputazione e relazioni solide con clienti e prospect attraverso i canali online.

In questo articolo utilizzeremo sempre il termine web marketing anche se in realtà bisogna precisare che esistono diverse definizioni e termini che vengono utilizzati in maniera interscambiabile tra di loro, come Internet Marketing, Online Marketing, Digital Marketing, Marketing Digitale ed altri ancora.

Marketing tradizionale o marketing digitale?

Come dice il nome stesso, con il termine marketing “tradizionale” si intende il modo tradizionale di fare marketing: eventi, volantini, annunci su radio, TV, giornali, etc. In poche parole tutti i canali pubblicitari che non avvengono tramite internet.

N.B.: In realtà con il termine “marketing” non si intende il solo aspetto di promozione pubblicitaria ma l’intero di processo di creare, distribuire, promuovere e prezzare prodotti e servizi per clienti target.

In generale marketing tradizionale e marketing digitale hanno caratteristiche e ambiti di applicazione diversi tra loro. Per questo motivo è difficile dire se uno dei due sia da preferire all’altro: si tratta di due canali che si integrano tra di loro e che non devono necessariamente visti come strade alternative.

Possiamo però individuare alcune caratteristiche del web marketing che presentano dei vantaggi rispetto al marketing tradizionale:

  • raggiunge un pubblico molto ampio. Secondo uno studio di Hootsuite e We Are Social sul Digital in Italia nel 2019, 54,80 milioni di Italiani (il 92% della popolazione) utilizzano internet e 35 milioni (il 59% della popolazione) utilizza i social media.
  • la possibilità di generare nuovo business ed affermare il proprio brand aziendale o personale a costi (relativamente) ridotti. Attenzione: questo non vuol dire che promuoversi attraverso il web o i canali social sia a costo zero o quasi, ma solo che i costi di web marketing sono decisamente inferiori a quelli di uno spot televisivo o di un annuncio sulla carta stampata!
  • Gli strumenti di web marketing consentono di misurare i risultati con elevata precisione e di poter calcolare il ritorno dell’investimento attraverso una serie di indicatori di performance (KPI).
  • Migliori possibilità di profilazione e targeting rispetto a media tradizionali.
  • Tracciabilità del comportamento online degli utenti.
  • Interazione e dialogo diretto con gli utenti (comunicazione bi-direzionale).
  • Geolocalizzazione degli utenti.
  • Possibilità di realizzare frequenti tests e di apportare modifiche alle iniziative promozionali senza dover attendere la fine delle campagne pubblicitarie.

I principali strumenti di web marketing

Il marketing digitale offre diverse tecniche e strumenti per operare nel mercato online. Tra questi i principali sono:

E-mail marketing. Modalità per raggiungere via e-mail gli utenti usando messaggi in formato testuale o visuale (rich media). I servizi di e-mail marketing offrono generalmente una serie di funzionalità per creare i contenuti a partire da modelli pre-configurati (template), schedulare gli invii, monitorare i risultati delle campagne e profilare gli utenti.

Search Engine Optimization (SEO). La serie di attività finalizzate a migliorare il posizionamento naturale (“organico”) del proprio sito o di una pagina sui motori di ricerca per determinate parole chiave.

Search Engine Advertising (SEM). Modalità per accrescere il traffico e la visibilità del proprio sito sui risultati dei motori di ricerca attraverso metodi a pagamento, come ad esempio Google Ads. Questo tipo di strumenti vengono anche chiamati pubblicità Pay Per Click (PPC) perché il loro costo viene addebitato solo quando l’utente clicca sull’annuncio.

Display Advertising. Pubblicità online in vari formati, quali banner, testo, immagini e video su siti o pagine web.

Affiliate Marketing. Modalità che prevede come canale promozionale uno o più siti affiliati che vengono ricompensati (per ogni nuovo contatto o nuova vendita) ospitando inserzioni che promuovono il business dell’azienda.

Social Media Marketing. L’utilizzo dei canali social, quali Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, YouTube, per raggiungere consumatori o persone interessate alle attività dell’azienda o del professionista.

Sito web. Il sito web è il fulcro delle attività di marketing digitale delle aziende e dei professionisti. Si tratta infatti della “casa digitale” delle proprie attività e deve rappresentare il punto di arrivo di tutte le attività di web marketing, quali SEO, pubblicità PPC, email marketing, social media marketing o altre.

Tra le altre tecniche di web marketing abbiamo il content marketing, inbound marketing, retargeting, influencer marketing ed altre che richiedono un approfondimento specifico e che potranno essere oggetto di un altro articolo.

Quale strumento di web marketing scegliere?

Come abbiamo visto, sono numerose le tecniche e le opportunità che abbiamo a disposizione per aumentare la popolarità di un marchio, generare leads o aumentare le vendite di un prodotto/servizio.

Ma allora quale strumento utilizzare? La risposta non è così semplice o immediata: la scelta finale del canale online dipenderà dalla strategia digitale che verrà adottata. Infatti solo dopo un’accurata analisi degli obiettivi di marketing aziendali o personali e delle caratteristiche dei potenziali clienti, è possibile individuare gli strumenti web marketing più adatti ai propri obiettivi di business.

Non commettete l’errore di cominciare ad utilizzare uno strumento, ad esempio Facebook, senza aver prima valutato quali sono gli obiettivi che si vogliono ottenere, la tipologia degli utenti da raggiungere e le risorse che si hanno a disposizione, in altre parole senza aver fatto una adeguata pianificazione!

Se vi interessa approfondire questi argomenti consulta il programma dei nostri corsi in aula o richiedici maggiori informazioni sui nostri corsi individuali.

Google My Business: guida per iniziare

blog post guida Google My Business

Se sei un imprenditore non puoi permetterti di trascurare Google My Business (“GMB”).

Il motivo? Il 92% delle decisioni di acquisto avvengono dopo una ricerca online sul motore di ricerca Google.

Ma come essere visibili per una ricerca su Google?

Secondo un sondaggio di Moz sui fattori di ranking per la ricerca locale, la presenza su Google My Business è uno dei maggiori fattori di successo per il SEO locale, dal momento che garantisce una maggiore visibilità sia sulle ricerche Google che su Google Maps.

Inoltre Google My Business consente ai tuoi potenziali clienti di entrare direttamente in contatto con te, conoscere le opinioni dei tuoi clienti precedenti, pianificare le visite in maniera efficace, raggiungere facilmente la sede della tua attività e altro ancora.

In questo articolo vedremo come configurare in maniera completa il tuo account Google My Business, a partire dalla creazione della tua scheda alla pubblicazione di video.

1. Che cos’è Google My Business?

Google My Business è una piattaforma online che consente alle aziende di gestire la propria presenza online all’interno dell’ecosistema di Google. Questo comprende Google Maps, il Google Knowledge Graph e la ricerca Google.

2. Una scheda per l’attività commerciale su Google è gratuita?

Sì, puoi inserire gratuitamente la tua attività commerciale su Google My Business. Tutto ciò di cui hai bisogno per registrarti al servizio è un account Google.

Se utilizzi Gmail per le attività commerciali, esistono altri servizi come Hiver che possono aiutarti ad arricchire la tua casella di posta trasformandola in un help desk.

3. Che tipo di informazioni commerciali puoi aggiungere alla tua scheda di attività commerciale su Google?

Google My Business consente alle aziende di aggiungere le seguenti informazioni al proprio profilo:

  • Nome dell’azienda, indirizzo e numero di telefono
  • Link al loro sito ufficiale
  • Orario di lavoro e festività
  • Settore merceologico di appartenenza
  • Posizione su Google Maps
  • Foto e video della durata di 30 secondi relativi all propria attività
  • Collegamenti ad azioni specifiche come ordini online o prenotazioni

Ulteriori dettagli sull’attività come posti a sedere all’aperto, WiFi, accoglienza per i bambini e altro ancora.

4. Che cos’è il riquadro informazioni di Google (“Google Knowledge Graph”)?

È la casella che compare nelle pagine dei risultati di ricerca relative a una specifica query di ricerca. Nel caso in cui qualcuno stia cercando la tua attività o una query correlata, il riquadro informazioni di Google mostrerà il tuo indirizzo commerciale, numero di telefono, recensioni, orari di punta e altro.

guida google my business: riquadro informazioni

Tuttavia, non c’è modo di essere sicuri che la tua attività comparirà nel riquadro informazioni. L’Algoritmo di Google esamina infatti una serie di fattori, in particolare la pertinenza, la distanza e l’importanza della tua attività. Per avere maggiori possibilità assicurati di inserire quante più informazioni possibili al tuo profilo My Business.

5. Quali sono le principali funzionalità di Google My Business?

Google My Business è una piattaforma ricca di funzionalità e, come la maggior parte degli altri prodotti Google, è arricchita regolarmente con aggiornamenti e nuove funzionalità.

Ecco alcune delle sue caratteristiche di spicco:

Gestisci le recensioni: una volta che la tua attività commerciale è inserita su Google My Business, i clienti (che hanno un account Google) possono esaminare e valutare la tua attività direttamente dalla pagina dei risultati di ricerca. Google My Business ti consente anche di rispondere pubblicamente a queste recensioni che verranno anche visualizzati su Google Maps.

Suggerimento: E’ possibile segnalare persone che pubblichino spam o recensioni inappropriate.

Pubblica e rispondi alle domande più frequenti: Google My Business consente alle persone che sono interessate alla tua attività di pubblicare domande sul riquadro delle informazioni e di poter ricevere risposte da chiunque abbia familiarità con la tua attività.

Inoltre GMB ti mette a disposizione un elenco di domande e risposte automatiche del tipo ‘Avete un ingresso accessibile per le sedie a rotelle?’, ‘È facile vedere questo posto da una macchina che si trovi nel traffico? ‘, o altro ancora. È possibile configurare le risposte a queste domande facendo clic su “Rispondi alle domande rapide”.

Fornisci ulteriori informazioni: GMB aiuta i clienti a pianificare la propria visita visualizzando nelle pagine dei risultati di ricerca informazioni quali orario di lavoro, durata media delle visite e stime del tempo di attesa. Google utilizza dati aggregati e resi anonimi dagli utenti che hanno scelto la Cronologia delle posizioni per generare queste informazioni.

Comunica direttamente con i tuoi clienti: Google My Business consente ai clienti e ai potenziali clienti di comunicare direttamente con le aziende tramite la sua funzionalità di Direct Messaging. Entrambi potete ricevere e rispondere ai messaggi dal telefono cellulare o dall’app Allo.

Assicurati di inserire un numero di cellulare sempre raggiungibile dal momento riceverai questi messaggi sul tuo numero di cellulare che hai inserito al momento della registrazione. Questo numero può anche essere modificato in un secondo momento.

Condividi informazioni importanti con Google Post: le aziende possono pubblicare post informativi su eventi, offerte e altro ancora. Questi post appariranno nel riquadro informazioni insieme alle informazioni aziendali, dando loro una visibilità maggiore rispetto a quella ottenibile con le normali pagine di un sito web.

Scopri di più sul tuo pubblico target con Google My Business Insights: questa funzionalità ti consente di accedere ad informazioni quali come clic sul bottone “chiama”, visite al tuo sito web, richieste di indicazioni stradali e altro ancora.

Crea da solo un sito web gratuito: GMB ti consente di creare un sito web ottimizzato per dispositivi mobili per promuovere la tua attività impostando in maniera automatica tutto quanto necessario a partire dalle informazioni e dalle foto della tua scheda. Questo sito web si aggiornerà automaticamente ogni volta che cambierai le informazioni sulla tua attività o pubblicherai nuove foto. È comunque possibile apportare delle modifiche al contenuto anche in modo manuale se necessario.

Evidenzia le tue peculiarità: la piattaforma GMB consente alle aziende di evidenziare determinate caratteristiche che le persone potrebbero voler cercare. Queste caratteristiche possono essere scelte in base alla categoria della tua attività. Ad esempio se gestisci un ristorante, potrai sempre evidenziare caratteristiche quali pasti vegeteriani, posti a sedere all’aperto, accesso per disabili, adatto ai bambini e altro ancora.

6. Come impostare il tuo account Google My Business?

La configurazione della tua scheda Google My Business è piuttosto semplice. Ecco i passaggi necessari:

1. Vai su https://business.google.com/create e accedi utilizzando il tuo account Google. Se non ne hai uno, crea un nuovo account dal momento che è obbligatorio.

2. Inserisci il nome della tua attività. Se la tua attività è già presente nell’elenco, dovrai richiedere che te ne venga attribuita la proprietà: le inserzioni duplicate sono dannose per il SEO.

guida google my business: nome attività

3. Inserisci i dettagli della tua attività: nome, tipo di attività, URL, numero di telefono, posizione su Google Map, modalità di consegna e altro.

guida google my business: contatti

4. Rivedi i dettagli inseriti e premi ‘Continua’.

5. Verrai indirizzato alla schermata “Scegli un modo per verificare” in cui dovrai selezionare come ricevere il codice di verifica. Fai clic su “verifica più tardi” poiché è sempre meglio completare prima l’intera scheda.

6. Verrai indirizzato alla “dashboard” di Google My Business, dove dovrai completare la tua scheda aggiungendo video e foto, i tuoi orari di apertura, le informazioni di contatto, le tue sedi, altre caratteristiche della tua attività etc.

guida Google My Business: dashboard

7. Rivedi il tutto e fai clic su “verifica ora”.

8. Verrai reindirizzato alla schermata “Scegli un modo per verificare”. La maggior parte delle aziende ha solo la possibilità di utilizzare l’opzione “Cartolina per posta”. Solo in alcuni casi viene presentata la possibilità di verificare tramite e-mail o telefono.

verifica scheda google my business

9. Rivedi l’indirizzo di posta, aggiungi il nome del contatto e fai clic su “Posta”.

10. Riceverai la cartolina contenente il PIN in 3-5 giorni. Una volta ottenuto il PIN, accedi al tuo profilo di Google My Business, premi “Inserisci codice”, inserisci il PIN di 5 cifre nel campo e fai clic su “Invia”.

Ricorda: non modificare il tuo elenco dopo aver richiesto la cartolina. Le modifiche durante questo periodo sono considerate non valide e sarai costretto a ripetere l’intero processo.

7. Come richiedere la tua scheda di attività commerciale su Google?

Nel caso in cui la tua attività sia già presente sulla piattaforma, dovrai rivendicarne la proprietà. Altrimenti, non sarai in grado di controllare il modo in cui appare la tua inserzione.

Ecco come dovresti fare per richiedere il tuo inserimento:

Accedi a https://www.google.com/business/ con il tuo account aziendale Google.

Inserisci il nome della tua attività commerciale sotto “qual è il nome della tua attività”. Se la tua attività commerciale è già in elenco, verrà visualizzata di seguito. Seleziona

Google My Business: rivendicare un annuncio

Inserisci altri dettagli come paese, regione, indirizzo, codice postale e altro, quindi fai clic su “Continua”.

Apparirà un pop-up che ti informa che la tua attività è già stata verificata da qualcun altro. Per richiederne la sua proprietà fai clic su “Richiedi proprietà”.

Verrai indirizzato al menu “Richiedi diritti di amministratore”, inserisci dettagli come “Condividi le tue informazioni con il proprietario corrente per continuare”, “A quale livello di accesso desideri” etc.

Al termine fai clic su “Invia”.

L’attuale proprietario riceverà la richiesta quasi istantaneamente. Otterrai i privilegi di amministratore una volta approvati.

Ricorda: se il proprietario corrente rifiuta la tua richiesta, puoi presentare ricorso contro questa decisione. Nel caso in cui la tua richiesta sia ignorata è necessario contattare l’assistenza di Google My Business.

8. Come chiedere ai clienti una recensione su Google Business?

Le recensioni di Google sono uno dei più importanti segnali di ranking in ambito locale. Pertanto, recensioni e valutazioni corrette contribuiscono a farti avere più clic e visite.

Inizia a richiedere recensioni ai tuoi clienti non appena la tua scheda è stata verificata. A differenza di altre piattaforme di recensioni, Google incoraggia le aziende a chiedere le recensioni ai clienti.

Ecco come fare per chiedere recensioni ai tuoi clienti:

Cerca la tua attività su Google.

Fare clic sul pulsante “Scrivi una recensione” nel riquadro informazioni.

Apparirà un pop-up, copia il suo URL che sarà simile a questo: https://www.google.com/search?q=social+media+easy&oq=social+med&aqs=chrome.0.69i59j0l2j69i60j69i57j69i60.4949j0j1&sourceid=chrome&ie=UTF-8

Usa un servizio come bit.ly per abbreviarlo.

Invia la richiesta di recensione via email, SMS o come messaggio diretto sui social media. Assicurati di includere l’URL abbreviato e le istruzioni su come lasciare una recensione.

Continua a controllare regolarmente la tua pagina Recensioni di Google, assicurati di rispondere alle nuove recensioni non appena vengono inserire, indipendentemente dal fatto che siano positive o negative.

Nota: nel chiedere le recensioni non aspettare molto tempo o non essere troppo pressante. Dai ai clienti abbastanza tempo per comprendere e utilizzare il prodotto al massimo delle sue potenzialità.

Riepilogando

Ora che sei presente su Google My Business sei solo alla metà dell’opera: se vuoi ottenere di più da questo strumento devi continuare a ottimizzarlo. Ciò significa che devi raccogliere più recensioni dei clienti, avere più persone per rispondano alle domande, continuare ad aggiungere nuove caratteristiche, aggiornare le tue schede in caso di cambiamenti e tenere d’occhio le nuove funzionalità di Google My Business.

Liberamente tradotto e adattato dall’articolo di Sucheth “A beginner’s guide to Google My Business“.

10 modi per integrare social media ed email marketing

integrare social media email

I social media e le email possono essere utilizzate come strategie a sé stanti nella tua azienda.

Tuttavia, integrare social media ed email marketing può aiutarvi ad ottenere vantaggi ancora più grandi: dall’estendere la portata delle vostre campagne all’incremento degli iscritti alla vostra mailing list.

Email marketing e social media vanno a braccetto.

Per i marketer è fondamentale comprendere che un’efficace strategia di marketing non è basata su una contrapposizione tra social media ed email marketing, ma piuttosto sull’unione dei social media e delle strategie di email.

L’email marketing rimane uno strumento prezioso per l’acquisizione dei clienti e per le attività di fidelizzazione. Tuttavia, se desiderate trovare nuove opportunità di marketing e migliorare l’efficacia delle vostre attività promozionali, dovete assolutamente prendere in considerazione l’integrazione dei social media con le campagne email.

Quali sono i benefici dell’integrazione tra social media ed email marketing?

Ecco sei motivi per cui l’integrazione di social media ed email marketing può essere utile per il vostro brand:

1. Migliorare le metriche di marketing

Applicare le tecniche di social media marketing alle vostre email consente ai lettori di condividere i messaggi più facilmente e migliora la probabilità di ottenere migliori tassi di apertura e CTR, aumentando a sua volta il tasso di conversione delle campagne di email marketing.

2. Ottenere più iscritti alla mailing list

Se le persone condividono le vostre email o le pubblicano sui loro profili social, miglioreranno il passaparola per il vostro marchio. Più persone avranno la possibilità di leggere le vostre email e, di conseguenza, avrete una maggiore possibilità di far crescere la vostra mailing list.

3. Individuare gli influencer

Grazie alle informazioni fornite dai servizi di email marketing, potete individuare le persone che interagiscono e apprezzano maggiormente i vostri messaggi: potete considerarli come influencer in grado di promuovere il vostro nome o il vostro marchio.  Potete fare leva sulla loro capacità di fare networking inviandogli delle campagne email esclusive per farli sentire speciali.

4. Aumentare le possibilità di interazione

L’utilizzo di canali online diversi offre nuove possibilità per raggiungere e interagire con potenziali clienti. Fate sapere agli iscritti della vostra mailing list che siete attivo anche sui social media, invitandoli a seguirvi per tenersi in contatto e ricevere aggiornamenti, offerte di sconto e informazioni sul lancio di nuovi prodotti.

5. Offrire nuove opzioni agli iscritti alla vostra lista

La posta elettronica non deve essere il vostro unico canale di marketing. È molto probabile che i vostri subscribers siano più attivi sui social media piuttosto che con l’email tradizionale. Lasciate a loro la scelta della piattaforma da utilizzare per rimanere in contatto con la vostra organizzazione.

6. Amplificare la copertura potenziale del vostro messaggio

Integrando social media ed email marketing si migliora la copertura dei vostri messaggi grazie all’utilizzo di diversi canali di marketing.

 

Dopo aver esaminato i vantaggi dell’integrazione di email marketing e social media, vediamo ora in dettaglio come farlo nella maniera più efficace.

Come integrare i social media nella vostra strategia di email marketing

1. Caricate la vostra mailing list sui social network

Caricando la vostra lista di subscribers su social network come Facebook, Twitter o LinkedIn, siete in grado di associare un volto e un nome ad un indirizzo email.

È una buona idea iniziare a seguire i vostri contatti sui social network per avere un’idea chiara delle loro preferenze ed esigenze. Inoltre, se i vostri contenuti sui social media sono abbastanza interessanti, potrete attirare nuovi follower e entrare in contatto con potenziali clienti.

2. Invitate i vostri follower sui social media a iscriversi alla vostra mailing list e viceversa

Con l’evolversi degli algoritmi dei feed di notizie, diventa sempre più difficile raggiungere e coinvolgere nuove persone sui social media. Di conseguenza, vi potrebbe capitare di perdere dei followers e di riuscire a riguadagnare nuovamente la loro attenzione con fatica.

Immaginiamo che la vostra pagina aziendale su un social media venga chiusa, ad esempio a causa di un virus o di un bug. Anche se non molto frequente, si tratta di qualcosa che potrebbe sempre accadere. In questo caso potreste perdere in un attimo il pubblico che avete costruito lentamente e faticosamente nel corso degli anni.
Come fareste a tornare in contatto con tutte le persone che vi hanno seguito sui social?

Per essere al sicuro di non perdere i vostri contatti online, dovreste sempre invitare i vostri follower social ad iscriversi alla vostra mailing list.

Non sapete come fare?

McDonald’s ci fornisce un esempio a cui ispirarsi:

 

sempio integrazione social media email: mcdonalds

Incoraggiare i follower dei social media a registrarsi alla vostra newsletter rafforzerà il vostro rapporto con la vostra community, dal momento che la posta elettronica permette una comunicazione più personalizzata, fatta su misura per i singoli subscriber.

Inoltre, l’email ha un Customer Lifetime Value più elevato rispetto al social media marketing. Ecco perché, se volete ottenere il meglio da entrambi i mondi, dovete prendere in considerazione l’integrazione di social media e email marketing.

3. Usate una strategia marketing basata sugli incentivi

Il marketing basato su incentivi è da sempre un ottimo strumento per coinvolgere potenziali clienti. In questo caso potete suggerire ai vostri subscribers di invitare amici o familiari a seguire la vostra pagina Facebook o seguirvi su Twitter o LinkedIn per vincere premere od ottenere offerte esclusive.

4. Inserite un “Retwitta” nelle vostre email

Mettete in evidenza un tweet interessante nella vostra campagna email con un’opzione “Retwitta”  per incoraggiare i vostri iscritti a pubblicizzare le vostre campagne su un altro canale social.

5. Incorporate un modulo di iscrizione alla newsletter su Facebook

Utilizzate la possibilità offerta da Facebook di incorporare un modulo di iscrizione ad una mailing list, in modo da poter aggiungere alla vostra mailing list i vostri fan su Facebook.

6. Aggiungete un vostro post recente nelle e-mail.

Vi state chiedendo come? Scoprite strumenti software di terze parti come Zapier che consentono di includere facilmente i feed live di Twitter e Instagram nelle e-mail.

Ad esempio potete includere un post Instagram recente in un messaggio email per pubblicizzare le vostre attività su Instagram ai vostri subscribers.

L’integrazione con il vostro Instagram live feed può certamente migliorare la visibilità del vostro account Instagram. È possibile aggiungere una griglia di immagini 3×3 o 4×4 per mostrare i vostri post recenti di Instagram.
In questa email (mostrata nella figura seguente), Dunkin’ Donuts ha sfruttato in maniera abile i feed dei social media per indirizzare i lettori verso i loro canali social.

dunkin email

7. Costruite una community social (VIP) riservata agli iscritti alla vostra mailing list

Potreste ottenere dei vantaggi per vostra azienda facendo leva sulla paura di essere tagliati fuori (“Fear of Missing Out”, o FOMO), un istinto che tutti noi abbiamo. Creando una community social privata come un gruppo Facebook, potete fare leva sul desiderio istintivo di esclusività.

Ma come funziona una comunità privata di questo tipo nella pratica?

L’idea è che solo i subscriber che sono riusciti a far iscrivere alla vostra lista i loro contatti avranno accesso al gruppo privato su Facebook.

Un altro aspetto interessante di questa tecnica è che una community VIP ha un livello di coinvolgimento maggiore e contributi più significativi. Ciò deriva dal fatto che i gruppi chiusi tendono ad avere meno spam e conversazioni più rilevanti alle tematiche della community.

8. Utilizzate il “retargeting” per indirizzare campagne di social advertising agli iscritti alla vostra lista

Uno dei modi più intelligenti per adottare una strategia di marketing multicanale è quello di utilizzare annunci mirati abbinando l’intento e l’interesse dei potenziali clienti.

In poche parole potete utilizzare come pubblico per i vostri social ads informazioni i subscribers che abbiano maggiormente interagito con le vostre comunicazioni email. La tecnica di “retargeting” renderà molto più convenienti le vostre campagne pubblicitarie in quanto vi consentirà di raggiungere solo potenziali clienti già qualificati.

9. Regalate qualcosa per creare la vostra lista

Tutti noi amiamo i regali – e gli iscritti alla vostra lista non sono diversi. Organizzare un concorso o dare omaggio è il metodo migliore per trasformare i vostri follower sui social media in iscritti alla vostra mailing list.

In un concorso è possibile chiedere il nome e l’indirizzo email dei partecipanti, nonché il loro consenso a ricevere e-mail promozionali. Ricordatevi di tenere a mente le linee guida del GDPR quando preparate i moduli del concorso, in modo da evitare possibili sanzioni o problemi!.

Una possibile idea per un concorso è quello di fare una serie di domande e risposte (Q &A)  sui diversi canali in modo da portare i tuoi subscribers sui vostri profili social. Ad esempio potete inserire una domanda nelle vostre e-mail e chiedere agli iscritti di pubblicare le risposte su Twitter o Facebook. Il vincitore potrà essere scelto anche usando un metodo di estrazione casuale. Questo metodo può incoraggia più partecipanti a tentare la fortuna e promuovere indirettamente il vostro marchio sui canali online.

10. Utilizzate campagne dedicate via email o social media

Se non siete soddisfatti dei risultati ottenuti per promuovere la conoscenza del vostro marchio, l’utilizzo di campagne dedicate via email o social media può venire in vostro soccorso.

Ad esempio se non avete abbastanza follower sui social media, potete inviare una email chiedendo ai vostri subscribers di seguire la vostra pagina o i vostri profili Twitter e Instagram.

Oppure, se la vostra lista di contatti e-mail è insoddisfacente, potete creare dei post social per invitare i vostri contatti a registrarsi alla vostra newsletter.

Potete anche utilizzare entrambe queste strategie per far crescere contemporaneamente i vostri follower e subscribers.

Conclusioni

L’utilizzo separato di email o dei social media può limitare le vostre opportunità marketing. L’integrazione di social media ed email marketing può invece migliorare l’utilizzo di entrambi i canali.
Assicuratevi di pubblicare con continuità contenuti rilevanti e pertinente, in modo che i vostri contatti possano apprezzare i vostri messaggi indipendentemente dalla piattaforma che state utilizzando.

Avete altre idee per integrare social media ed email marketing? Fateci avere i vostri suggerimenti nei commenti!

[Estratto liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Kevin George
“How to Integrate Email Marketing with Your Social Media Efforts”]

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Marketing digitale: i 5 fatti più importanti del 2018

marketing digitale 2018

Si sta per chiudere un anno che, come di consueto, ha visto molti fatti interessanti accadere nel mondo del marketing digitale. Prima di esaminare cosa ci aspetta nel 2019, cerchiamo di dare uno sguardo a quello che è accaduto nel 2018 esaminando quelli che reputiamo essere gli eventi più importanti.

1 – La crescita di Google My Business

La local search sta assumendo un ruolo sempre più marcato tra le tecniche di marketing digitale. In particolare l’impatto di Google My Business sulle ricerche locali ha visto una crescita significativa, come riportato nell’indagine annuale condotta da Moz. L’indagine attribuisce a Google My Business un fattore pari al 25% dei segnali che contribuiscono al ranking per le ricerche con intento locale.

Altri fattori importanti citati nell’indagine per il ranking locale sono i Google post, Google Q & A e gli aggiornamenti contenenti foto o video.

Dal momento che sono ancora poche le organizzazioni che usano Google My Business, essere tra i primi ad avvalersi di questo strumento gratuito può rappresentare un vantaggio competitivo nel 2019.

2 – I problemi di Facebook

Il 2018 verrà probabilmente ricordato da Mark Zuckerberg come un annus horribilis. Il caso di Cambridge Analytica ha contribuito ad alimentare e rafforzare la sensazione che i dati personali di chi accede a Facebook non siano sufficientemente protetti. Inoltre l’eco delle polemiche del ruolo avuto dal social network nel dare spazio a fake news durante l’elezioni presidenziali USA del 2016 e il referendum per la Brexit ha spinto gli utenti a trascorrere sempre meno tempo su Facebook.

Ciò ha motivato Zuckerberg a modificare l’algoritmo che gestisce la visualizzazione dei post sulla timeline, promettendo un incremento di interazioni social più significative. In pratica questo si traduce nel fatto che l’algoritmo ora privilegia i contenuti che sviluppano le interazioni tra amici e familiari, penalizzando invece i post “acchiappa-click” e quelli contenenti link a siti esterni.

Questa mossa ha avuto successo? E’ ancora presto per dirlo. Certamente il 2019 sarà un banco di prova per Facebook e per le sue ambiziose strategie di sviluppo.

3 – Twitter esiste ancora

Se Facebook inizia ad incontrare delle difficoltà, anche per Twitter la situazione non è meno rosea. Tuttavia il 2018 tutto sommato è stato per il social network con l’uccellino un anno positivo perché, nonostante le numerose previsioni degli analisti che ne pronosticavano il fallimento o l’acquisizione da parte di qualche big di Internet, è riuscito a conservare la posizione che lo vede tra i social più utilizzati (almeno negli USA). Probabilmente sono stati premiati gli sforzi profusi da Twitter per combattere gli haters  e ridurre la proliferazione di bot.
Abbastanza ininfluente è stata invece la decisione di estendere a 280 il numero massimo di caratteri in un Tweet.

4 – Google+ chiuderà nell’aprile del 2019

Il 2018 ha visto anche l’annuncio della chiusura di Google+, ennesimo flop in area social dell’azienda di Cupertino. La notizia non è stata certo una sorpresa e, a meno che non apparteniate alla stretta cerchia di utilizzatori del social network di Google, vi lascerà probabilmente indifferenti.

L’addio (il “tramonto” come viene poeticamente descritto sulle pagine ufficiali di Google+) è stato probabilmente accelerato dalla scoperta di una falla nel sistema di sicurezza che ha esposto i dati personali di oltre 50 milioni di utenti.

Con la chiusura di Google+ è da prevedere un ruolo ancora più importante per Google My Business.

5 – L’introduzione del GDPR

Se dovessimo descrivere il 2018 con una sola parola allora non avremmo dubbi: GDPR. Il nuovo regolamento per la protezione dei dati personali, entrato in vigore a maggio 2018, rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana: al centro dell’universo del web non ci sono più i dati e le informazioni ma i consumatori. L’adozione del GDPR vuol dire maggiore consapevolezza da parte dei consumatori che “possiedono” i dati ma anche maggiore responsabilizzazione da parte di chi gestisce questi dati.

Quest’ultimo aspetto diventa particolarmente rilevante per le attività di web marketing perché l’adozione del GDPR richiede maggiori cautele nell’acquisizione dei dati dei potenziali clienti nonché nuove modalità operative (si pensi ad esempio alla diminuzione del tasso di riempimento di una form online causata dalla presenza di nuovi flag o vincoli imposti dal GDPR).

Tutto ciò è destinato ad avere un impatto sulle attività di marketing digitale. Dobbiamo aspettarci una diminuzione del ROI delle campagne di email marketing, un aumento dei costi delle campagne PPC, maggiori investimenti nella SEO? E ancora presto per rispondere: il 2018 é stato un anno di orientamento ma le vere sfide si giocheranno nel 2019.

7 giorni di web marketing

consigli web marketing

Alla ricerca di consigli per migliorare il tuo web marketing? Il più importante consiglio che possiamo darti è quello di ricordare che per ottenere tutti i benefici di una efficace attività online occorre un buon “esercizio”.

Come per il fitness, la strategia di web marketing deve avere una pianificazione e diventare una pratica costante e irrinunciabile.

Ecco, allora, un piano di web marketing che non è altro che un programma di allenamento semplice ed efficace per chi vuole trasformare l’attività sul web in un’abitudine al business di successo.

Ovviamente, per conseguire i risultati sperati è bene rivolgersi ad un consulente di web e social media marketing, il “personal trainer” della tua azienda online.

Giorno 1: elabora una strategia 

Si parte da un’analisi preliminare della nostra attività, ponendoci alcune domande: quali sono i nostri punti di forza (e di debolezza)? Qual è la caratteristica che rende il nostro prodotto, o servizio, diverso? Perché un cliente preferisce noi alla concorrenza? Le risposte daranno uno spunto concreto per definire gli obiettivi chiari e misurabili della strategia di web marketing.

Giorno 2: progetta la tua immagine (logo, colori, motto, etc)

Crea una “brand identity”, cioè una immagine coordinata del logo, del nome dell’azienda, della home page del sito web, ecc., in modo che i clienti identifichino il prodotto o servizio che offri e si ricordino di te. Attraverso il giusto mix di professionalità e creatività, realizza una “brand identity” che rifletta la natura e i valori della tua attività.

Giorno 3: crea un blog

È la fase dell’allenamento in cui scolpiamo gli addominali! Il blog non ha una finalità commerciale, ma parla di tutto ciò che sai del settore in cui operi, in modo da porti come un esperto verso i lettori, e buon consigliere. La costruzione dei contenuti – se ottimizzata per la SEO – serve ad aumentare la fiducia e soprattutto a rafforzare il posizionamento del sito web in modo da farti trovare tra i primi posti nei risultati di Google.

Giorno 4: fai partire l’email marketing

L’email marketing è una delle leve decisive per creare lead, contattarli con offerte mirate e incrementare le vendite. Il messaggio viene recapitato direttamente nella casella di posta elettronica, perciò è importante proporre contenuti adeguati ed interessanti, con cadenza regolare ma non troppo insistente. Attraverso newsletter, sales letter, invio di offerte speciali e altre attività DEM puoi fare davvero tanto per il tuo business!

Giorno 5: crea un profilo social

In una strategia di marketing online, i social network possono essere determinanti per aumentare la credibilità, la visibilità e la popolarità del brand. Puoi utilizzare Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e anche YouTube come strumenti di social media marketing. Tutto dipende dall’analisi del contesto, dall’impostazione del progetto digital e dalla creazione di un piano editoriale.

Giorno 6: pubblica i contenuti con continuità

Scrivere contenuti per il web necessita di una buona dose di creatività e organizzazione. Occorre essere esperti di immagine, della tecnica di scrittura dei testi per il web ed avere una particolare attenzione per il lato SEO. La continuità della pubblicazione e la pianificazione editoriale sono essenziali, perché scrivere per il web non basta. I post vengono letti, condivisi e commentati, e bisogna saper gestire la community creando storie ed emozioni coinvolgenti.

 Giorno 7: controlla i risultati

Siamo alla fase conclusiva del nostro allenamento: quella della misurazione dei risultati.

In una strategia di web marketing significa identificare i corretti KPI, gli indicatori chiave di prestazione necessari per determinare le informazioni e il progresso delle attività, controllandone l’andamento sul web. Come? Attraverso tools come Google Analytics, Statcounter, Hotjar o equivalenti, strumenti di misurazione che forniscono una varietà di statistiche e funzioni per ottimizzare il posizionamento di un sito e migliorare le performance di marketing.

Una checklist per il tuo sito web

checklist sito web

Quali sono i passi da compiere per creare un sito web? Fare una checklist per un sito web può essere molto utile perché spesso l’idea di creare un sito web, così come quella di aggiornarlo o migliorarlo, può spaventare. Ti può apparire come un grande progetto, e potresti avere la sensazione di non sapere da dove iniziare.

La buona notizia è che, con l’aiuto giusto e gli strumenti appropriati, avere un sito Web è oggi un processo molto facile da gestire.Il segreto è pianificare e la checklist che abbiamo preparato (grazie anche al contributo di Verisign) ti aiuterà nella stesura di un semplice piano per il lancio del tuo sito web, elencando alcuni aspetti chiave e le relative implicazioni.

Checklist sito web

1. Scopo e obiettivi

Determina lo scopo del tuo sito web. È un sito di e-commerce progettato per vendere articoli online? È principalmente una vetrina informativa per il tuo business? È un blog che intendi aggiornare regolarmente con degli articoli?

Questo sarà il tuo punto di partenza.

2. Nome dominio

Scegli e registra un nome di dominio per il tuo sito web.

3. Priorità

Determina ciò che è fondamentale per il tuo sito web oggi. Puoi iniziare con un sito semplice e aggiungere qualcosa di più dettagliato o sofisticato più avanti?

Evidenzia tutto quello che è fondamentale per partire e cosa invece può essere aggiunto in un secondo momento.

4. Pagine del sito e funzionalità

Elenca i requisiti del tuo sito web. Ad esempio:

  • Numero di pagine del sito web
  • Spazio di archiviazione del sito web (immagini e video richiedono maggiore spazio di archiviazione)
  • Strumenti come moduli online, blog, recensioni dei clienti, mappe, presentazioni
  • Collegamenti o integrazione con i social media
  • Player video e/o audio
  • Carrello della spesa
  • Supporto tecnico
  • Ottimizzazione per i dispositivi mobili (in modo che il tuo sito web sia gradevole quando consultato sui dispositivi mobili)
  • Semplicità di aggiornamento dei contenuti (ad esempio prevedendo l’utilizzo di un CMS, Content Management System).

5. Servizio fai da te o professionale?

Decidi se vuoi creare un sito web da solo o se vuoi esternalizzare lo sviluppo e il design a un esperto. Esistono sul mercato diversi strumenti di creazione di siti web “fai da te”, pensati gli imprenditori e PMI, e che non richiedono particolari competenze in termini di codifica o progettazione. Anche chi non ha competenze tecniche può ottenere dei buoni risultati attraverso le le funzionalità offerte da questi strumenti online.
Tieni presente che gli strumenti “fai da te” possono però avere delle limitazioni può risultare normalmente molto complesso e oneroso richiedere delle modifiche al sito web negli anni successivi.

6. Sviluppo del sito web

Scegli il fornitore per lo sviluppo del sito web. Questo può essere chi offre un servizio “fai da te” o un professionista in grado di realizzare e personalizzare il sito web in base alle tue specifiche.

Per individuare lo strumento o il professionista puoi cercare sui motori di ricerca o chiedere consiglio a colleghi.

7. Hosting

Per essere raggiungibile online, il tuo sito dovrà essere installato su un server accessibile tramite Internet. Per questo avrai bisogno di una società che offra un servizio di hosting web.
Alcuni strumenti per la creazione di siti web includono l’hosting: è sufficiente utilizzare lo strumento, seguire le istruzioni e il sito sarà automaticamente disponibile online.

In alternativa puoi prima scegliere prima una società di hosting (ad esempio quella da cui hai acquistato il nome di dominio), selezionando il fornitore che offre uno strumento o un servizio di creazione di siti web.

8. Collega il tuo nome di dominio al tuo sito web

Se si sceglie di utilizzare uno strumento di creazione siti web che pubblica il sito web sul nome di dominio del fornitore anziché sul proprio, è necessario richiedere la funzionalità di reindirizzamento (nota anche come “redirect”). In questo modo avrai un indirizzo web facile da ricordare per i clienti e il tuo pubblico, promuovendo in maniera più semplice ed efficace il tuo marchio.

9. Pianifica la creazione di contenuti

Determina quale contenuto è fondamentale per il tuo sito web e inizia a crearlo. Quali informazioni saranno particolarmente preziose i tuoi visitatori online? Come minimo, assicurati che il tuo sito web mostri le informazioni di contatto della tua azienda, come l’e-mail e il numero di telefono, oltre a tutte le informazioni richieste dalle normative, come ad esempio la P. IVA e le informazioni relative alla privacy.

Nota: il tuo nome di dominio può essere utilizzato per creare un’e-mail con il marchio dell’azienda. Verifica con la tua società di hosting o la società da cui hai acquistato il tuo nome di dominio la possibilità di acquistare un certo numero di indirizzi di email con il tuo nome dominio.

10. Promuovi il tuo sito Web!

Pensa a come i tuoi visitatori troveranno il tuo sito web. Pubblicizza il tuo indirizzo web in tutti i posti possibili, come biglietti da visita, social media, volantini, brochure e directory online. Prova gli annunci di ricerca a pagamento per attirare traffico pay-per-click sul tuo sito web, come Google AdWords e Facebook Ads.

11. Monitora le prestazioni

Scopri come sta funzionando il tuo sito e chi visita il tuo sito. L’analisi dei dati del sito web (web analytics) può fornire informazioni utili su quello che si può migliorare o che è necessario modificare. A tale scopo è possibile servizi di web analytics forniti dal proprio strumento di creazione siti web o società di hosting o da altre società esterne.

12. Mantieni un processo continuo di miglioramento

Ottimizza continuamente il tuo sito e crea contenuti utili per i tuoi visitatori in base a ciò che funziona.

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Amanda Stillwagon 12 Point Checklist For Creating a Website]

10 servizi gratuiti per l’ email marketing

servizi gratuiti email marketing

L’email marketing gioca ancora un ruolo importante in una strategia di web marketing e si tratta di una tecnica che può essere testata e messa in pratica senza richiedere eccessivi investimenti iniziali. Esistono infatti molte piattaforme di email marketing che offrono agli utenti la possibilità di utilizzare – anche gratuitamente – servizi per la registrazione di iscritti ad una newsletter e per l’invio di messaggi. Generalmente le opzioni gratuite prevedono un limite per il numero di email inviate in un mese o per il numero massimo degli utenti registrati. Tra questi servizi il più popolare è sicuramente Mailchimp, ma vi sono anche diverse alternative ugualmente valide, sia in termini di prestazioni che di ricchezza delle funzionalità.

In questo articolo abbiamo raccolto un elenco di servizi gratuiti di email marketing, indicando i limiti di utilizzo della versione gratuita e i costi delle versioni a pagamento.

Elenco servizi gratuiti email marketing

Il costo del servizio a pagamento è aggiornato alla data del 9 dicembre 2017.

Mailchimp

versione gratuita:  fino a 2000 iscritti – 12.000 email mese

versione a pagamento: a partire da 10 $ al mese (max. 500 iscritti – email illimitate)

VoxMail

versione gratuita:  fino a 2500 iscritti – 15.000 email mese

versione a pagamento: a partire da 8,33 € mese per 1000 iscritti – email illimitate. Disponibile in lingua italiana.

Sendinblue

versione gratuita: numero iscritti illimitato – 9.000 email mese

versione a pagamento: a partire da 5,49 € mese con un massimo di 40.000 email al mese. Disponibile in lingua italiana.

Elastic Mail

versione gratuita:  150.000 email mese (max. 5000 email al giorno)

versione a pagamento: a partire da 150 $ mese per 2 milioni di email al mese.

Note: la soluzione ideale per chi ha la necessità di inviare un elevato numero di messaggi.

Express Pigeon

versione gratuita:  fino a 500 iscritti – 1.000 email mese

versione a pagamento: a partire da 9,99 $ mese per 500 iscritti – email illimitate.

Note: adatto per piccole aziende o professionisti che hanno un numero limitato di contatti.

Benchmark Email

versione gratuita:  fino a 2000 iscritti – 14.000 email mese

versione a pagamento: a partire da 13,99 $ mese per 600 iscritti – email illimitate. Disponibile in lingua italiana.

Sparkpost

versione gratuita:  fino a 15.000 email mese

versione a pagamento: a partire da 9 $ mese per 50.000 email. Disponibile in lingua italiana.

Note: strumento particolarmente indicato per le email di tipo transazionale (es. conferma avvenuta registrazione o acquisto) più che per newsletter periodiche. Il mercato target è quello degli sviluppatori software.

Mautic

L’unico servizio disponibile di tipo open source. Per questo motivo è completamento gratuito e non ci sono limiti sul numero di utenti registrati o email inviate.

Vertical Response

versione gratuita:  fino a 4.000 email mese – al massimo 400 iscritti

versione a pagamento: a partire da 11 $ mese.

Mad Mimi

versione gratuita:  al massimo 100 iscritti – email illimitate

versione a pagamento: a partire da 10 $ mese per 500 iscritti – email illimitate.

 

Conoscete altri servizi di email marketing che prevedono una versione gratuita? Scrivetelo nei commenti a questo post.

 

 

Facebook Ads vs Google Adwords

facebook ads vs google adwords

Google Adwords o Facebook Ads? Non è certo un mistero che questa sia una delle domande più ricorrenti di chi opera nel marketing digitale, sia come specialista marketing che come cliente finale, al momento di decidere quale piattaforma utilizzare per una campagna pubblicitaria di tipo pay-per-click.

Il dilemma è infatti dove investire tempo e risorse, oltre a quelle già allocate per la SEO e agli altri canali in grado di generare “referral” (come il proprio sito web o i profili social), tra le due possibili piattaforme di paid advertising:

Tuttavia, prima di entrare nel nocciolo della questione Facebook Ads vs Google Adwords, esaminiamo rapidamente perchè utilizzare la pubblicità pay-per-click.
Per prima cosa dobbiamo ricordare che gli annunci PPC e il loro traffico, a differenza del traffico organico o di quello dei referral, tendono ad avere un unico obiettivo: la conversione.
Anche se è stimato che il 45,5% delle persone non sia in grado di identificare la differenza tra annunci PPC e non PPC, gli annunci pay-per-click sono unici nella loro capacità di stimolare l’azione da parte degli utenti che si trovano nella fase finale del processo di acquisto (nella parte finale del cosiddetto “funnel”). Un recente studio di WordStream ha approfondito questo aspetto, rivelando che nel caso di ricerche finalizzate ad un acquisto, il 64,6% dei clic deriva da annunci PPC di Google Adwords. Stiamo parlando di un fattore 2:1 rispetto ai risultati ottenuti con link organici!

In parole povere, questo dato indica essenzialmente che gli annunci PPC hanno maggiori probabilità di attrarre utenti con un’elevata intenzione di acquisto e che la probabilità di effettiva conversione con annunci PPC è notevolmente superiore a quella del traffico organico o dei referral. Tuttavia, dobbiamo anche comprendere che esiste una opinione abbastanza diffusa che le campagne pubblicitarie PPC siano così specifiche nel loro targeting al punto da diventare potenzialmente controproducenti. Pertanto, tornando alla nostra domanda iniziale, quale piattaforma di ricerca PPC dovrebbero scegliere i proprietari di attività commerciali o gli specialisti marketing?

Facebook Ads o Google Adwords?

Per cercare di rispondere a questa domanda, diamo un’occhiata ad alcune delle caratteristiche delle singole piattaforme.

#1 Targeting con Facebook Ads

facebook ads targeting

Il primo punto da cui partire per fare un confronto è il targeting. La possibilità di fare un targeting efficiente e appropriato è uno degli aspetti più importanti di qualsiasi campagna pubblicitaria PPC. Cominciamo la nostra analisi da Facebook Ads che offre a 400 milioni di inserzionisti un’ampia gamma di filtri di targeting da utilizzare per la segmentazione del proprio mercato target. Questi filtri includono:

  • Comportamento d’acquisto.
    Grazie alla partnership nata nel 2013 tra Facebook e Acxiom (una società proprietaria di un database aggiornato con informazioni su oltre 500 milioni di consumatori attivi), gli inserzionisti sono in grado di utilizzare la vasta copertura (reach) di Facebook per indirizzare specifici segmenti di consumatori attraverso i comportamenti d’acquisto. Le possibili sottocategorie di comportamenti di acquisto comprendono Profilo dell’acquirente, Abbigliamento, Cibo e bevande, Salute e bellezza e molti altri. Inoltre ciascuna sottocategoria è suddivisa ulteriormente in specifici tipi di comportamento (ad esempio, il profilo dell’acquirente presente le opzioni per i fai-da-te, i buongustai, ecc.). Come ciliegina sulla torta, Facebook mostra anche quanti utenti potenziali in target sono raggiungibili all’interno di ciascuna sottocategoria.
  • Targeting per “eventi della vita (life event)”.
    Il marketing nell’era digitale è tutto incentrato sulle “esperienze”. Facebook ne è pienamente consapevole di ciò offre ora la possibilità di indirizzare gli individui in base agli eventi della vita. I wedding planner, ad esempio, avranno la possibilità di indirizzare gli annunci verso i “Millennial” che stanno pianificando un matrimonio e che si stanno preparando per un passo così importante per la loro vita. Analogamente le compagnie di assicurazione vorranno poter raggiungere le persone che si preparano ad acquistare una nuova casa o una nuova auto. Con Facebook Ads le aziende sono anche in grado di promuovere le loro inserzioni scegliendo un intervallo di tempo specifico (ad esempio “Nuovo fidanzamento negli ultimi tre mesi”).
  • Segmenti di pubblico personalizzati.
    Passando ad esaminare alcune funzioni avanzate, prendiamo ora in considerazione i segmenti di pubblico personalizzati. Questo filtro consente ai marketer di utilizzare i propri elenchi di contatti all’interno di Facebook. La connessione attraverso un canale social con le persone che già utilizzano un prodotto o un servizio è un ottimo modo per aumentare il valore a lungo termine e la riconoscibilità del marchio, rafforzando nel contempo la fidelizzazione dei clienti. I segmenti di pubblico personalizzato si creano importando o caricando su Facebook elenchi esistenti di numeri di telefono dei clienti (per la versione app) o elenchi di e-mail (per la versione desktop). Gli elenchi personalizzati possono anche essere creati monitorando i visitatori di pagine Web o selezionando quelle persone che hanno intrapreso un’azione specifica all’interno dell’applicazione stessa. Questi elenchi possono essere ulteriormente suddivisi tramite le tecniche di targeting già menzionate sopra (ad es. dati demografici), allo scopo di creare una campagna di targeting altamente focalizzata e precisa.
  • Segmenti di pubblico simile.
    Un’altra opzione avanzata, e che si aggiunge al pubblico personalizzato, è il pubblico simile (lookalike audience). I segmenti di pubblico simile consentono ai marketer di creare una copia dei segmenti di pubblico già utilizzato. Ciò significa che Facebook offre ai professionisti del marketing un’opzione facile da utilizzare per consentire il targeting di altri potenziali consumatori che hanno attributi simili a quelli del pubblico già coinvolto in precedenti campagne pubblicitarie. Proprio come i segmenti di pubblico personalizzati, i segmenti di pubblico simile possono essere suddivisi o ampliati in base a un’ampia gamma di indicatori demografici.
  • Targeting multilivello.
    Il targeting multilivello è la funzionalità dove Facebook eccelle. Il targeting a più livelli consente infatti ai marketers di utilizzare tutte le opzioni di targeting che abbiamo visto in combinazione tra di loro, in modo da creare la campagna di targeting desiderata. Conosciuta anche come “iper-targeting”, questa funzionalità indica che è teoricamente possibile ridurre il mercato target sino a una singola persona. A seconda di quanto sia specializzato o unico il vostro prodotto, potenzialmente sarete sempre in grado di trovare un mercato di riferimento con Facebook Ads.

#2 Targeting con Google Adwords

google adwords

Come abbiamo appena visto, le opzioni di targeting PPC disponibili con Facebook Ads sono diverse e molto numerose. Che dire di Google AdWords? Se da un lato AdWords concede ai suoi utenti la possibilità di mostrare annunci basati sulle preferenze dell’utente, dall’altro la piattaforma non ha accesso ai dati “social “altamente dettagliati che sono in possesso di Facebook. Adwords non è a conoscenza di informazioni relative ai “like” di un utente nè può “vedere” i preziosi dati del profilo Facebook. Con Google Adwords, la pertinenza degli annunci dipende in gran parte dai termini di ricerca che vengono utilizzati. Ciò significa che, sebbene Google possa avere un vantaggio a causa dell’ampia gamma dei dati a disposizione, le sue opzioni di targeting sono abbastanza limitate.

Alcune delle principali possibilità di targeting di AdWords comprendono:

  • Targeting per parole chiave.
    La caratteristica di punta di Google Adwords è la possibilità di poter scegliere una qualsiasi combinazione di parole chiave per far apparire un annuncio in corrispondenza di una particolare ricerca. Il targeting per parole chiave è disponibile sia per la ricerca sulla rete Google (Search network) che per i siti partner (Display network) e ha diverse utili opzioni secondarie che possono essere adottate (note anche come “tipi di corrispondenza”). I tipi di corrispondenza includono le corrispondenze generiche (ad esempio, qualsiasi termine che usi la parola o le parole nella parola chiave), le corrispondenze di frase (ad esempio, qualsiasi termine che usi la frase esatta) e le corrispondenze negative (ovvero ricerche che non includono la parola chiave). Per coprire tutte le possibilità, Google AdWords include anche possibili variazioni delle parole chiave selezionate (come i tipici errori ortografici).
  • Targeting per località.
    Questo tipo di targeting consente di visualizzare annunci PPC sulla base della posizione geografica. A livello generale, i marketers possono escludere aree specifiche, come paesi e regioni, al fine di migliorare ulteriormente il targeting. Ad un livello più ristretto, Adwords consente inoltre agli utilizzatori del servizio di concentrarsi su informazioni dettagliate sulla posizione, come stato, provincia, città e CAP. Un’altra utile caratteristica è la possibilità di selezionare l’opzione “nelle vicinanze” per creare una zona attorno alla posizione desiderata. Ciò garantisce che i potenziali consumatori che si trovano ai margini della zona selezionata vengano comunque inclusi.
  • Targeting per pubblico.
    Questa funzionalità è quella più simile al targeting di Facebook e offre agli utenti di AdWords la possibilità di creare elenchi destinati a singoli individui. Questi elenchi possono includere persone che hanno precedentemente visitato un sito Web (il monitoraggio viene fatto tramite specifici cookie), utenti che fanno parte di un pubblico con affinità e interessi specifici secondo alcuni criteri definiti da Google.
  • Targeting linguistico.
    Consente ai marketers di includere o escludere specifiche lingue dalle ricerche. Ad esempio, dato che la lingua predefinita per le ricerche in Nord America è l’inglese, gli utenti AdWords possono scegliere di escludere le ricerche in lingua spagnola o altre lingue come il francese canadese. Gli utenti del servizio possono anche focalizzare la loro attenzione su specifiche aree geografiche.
  • Targeting per dispositivo.
    Sempre più utile con la proliferazione di apparati mobili, il targeting per dispositivo consente agli inserzionisti di assegnare annunci a dispositivi specifici. Le opzioni includono PC, smartphone, tablet e laptop. L’opzione di selezione può essere combinata con il targeting per località per consentire agli utenti di scegliere come target smartphone (o altri dispositivi) da un paese, stato, regione, ecc.

# 3 Cost-Per-Click (CPC)

Mentre le opzioni di targeting per entrambe le piattaforme differiscono leggermente per quanto riguarda i dettagli, una differenza significativa è il costo per clic di ciascuna piattaforma. Con Google AdWords gli inserzionisti possono spendere anche $ 100 per clic (quando si tratta di un settore o di parole chiave dove esiste una competizione molto forte) e i costi mensili possono crescere molto rapidamente. Facebook, d’altro canto, fornisce ai marketer tariffe convenienti come $ 0,16 per click. Mentre il CPC di Facebook è generalmente inferiore a quello di AdWords, è importante tenere a mente che le metriche più appropriate per misurare l’efficacia di una campagna pubblicitaria è il costo per acquisizione (CPA) e il tasso di conversione.

Ad esempio, supponiamo che il costo per clic sia cinque volte inferiore su Facebook Ads ($ 5,00 rispetto a $ 25,00), ma che il tasso di conversione su AdWords sia 10 volte superiore. Questo si traduce in un costo per acquisizione su AdWords di $ 50, mentre il costo per acquisizione su Facebook è in realtà di $ 250. Pertanto, anche se potenzialmente il costo per click su Facebook Ads è inferiore, AdWords è generalmente più conveniente quando si misurano i costi per acquisizione.

Una domanda importante che i marketer si fanno spesso spesso è: “Perché la differenza nel costo nella fase iniziale?” Il motivo è che Google, a differenza di Facebook, non solo è a conoscenza dei prodotti venduti online, ma ha anche i dati di quante persone cercano tali prodotti, quante posizioni degli annunci sono occupate e quante sono disponibili. È la legge della domanda e dell’offerta, ed è per questo motivo che i settori con maggiore competizione tendono ad avere un costo per clic più elevato. Facebook, d’altra parte, mentre è in grado di comprendere quando c’è un “interesse” generale in un prodotto, non ha accesso a tutti i dati necessari a comprendere appieno lo stato di avanzamento nel processo di acquisto.

Ciò significa che, mentre i Facebook Ads sono meno costosi per cominciare, il prezzo per clic può in realtà aumentare con la crescita della campagna pubblicitaria e l’acquisizione di maggiori dati statistici da parte della piattaforma. Questo è un fattore importante da considerare quando si valutano i costi / benefici finanziari di entrambe le piattaforme.

#4 Valore del marchio

Un obiettivo importante, ma spesso trascurato, per la pubblicità online è il concetto di valore del marchio (brand equity). Se è vero che i marketer desiderano ottenere una conversione dei consumatori a breve termine, una strategia di marketing appropriata dovrebbe anche focalizzarsi nell’ottenere una fidelizzazione dei consumatori in un’ottica di lungo periodo. È proprio nel valore del marchio dove possiamo individuare una differenza significativa tra Google AdWords e Facebook Ads. AdWords si concentra su ciò che possiamo chiamare la narrazione del percorso tradizionale del valore del consumatore. In altre parole, quando i potenziali consumatori fanno clic su un annuncio PPC, vengono reindirizzati alla pagina di destinazione – la cosiddetta landing page – di un’azienda, dove il copy dell’annuncio, il design e le informazioni sul prodotto contribuiscono all’acquisizione del cliente o alla sua fidelizzazione. La pagina di destinazione è anche il luogo dove i clienti possono inserire eventuali reclami sui prodotti, lasciare recensioni e dare un giudizio complessivo sul marchio. Tutti questi aspetti, compresa la velocità di uscita da una pagina da parte di un visitatore, sono presi in considerazione da Google e possono potenzialmente diminuire il ranking del sito web del brand.

Passando a Facebook Ads, dobbiamo evidenziare che esistono diversi attributi relativi al valore del marchio che non sono presenti in Google AdWords. Questi includono la cosiddetta riprova sociale e il passaparola. E’ infatti più probabile che un potenziale consumatore risponda positivamente ad un annuncio PPC quando i loro amici e familiari abbiano già apprezzato un prodotto o un marchio. Con Facebook Ads, gli utenti sono soggetti continuamente al giudizio di altre persone e ciò consente alle aziende di formarsi una reputazione indipendentemente dalla presenza di un sito web o da una landing page ottimizzata.

L’idea di mantenere sempre attiva una conversazione ed una interazione con i propri potenziali clienti è un aspetto importante del social media marketing e, in generale, del marketing digitale. Si tratta quindi di un fattore che non deve essere trascurato al momento della scelta della piattaforma di pubblicità PPC.

Facebook ads vs google adwords: e il vincitore è…

 Dal valore del marchio, all’efficienza dei costi, ai metodi di targeting, sono molte e significative le differenze tra le due piattaforme regine della pubblicità PPC. Anche se esistono altri importanti fattori da prendere in considerazione nel confronto tra Google AdWords e Facebook Ads (ad esempio, le prestazioni in ambito mobile), gli aspetti che abbiamo preso in considerazione in questo articolo potranno aiutarvi a scegliere il servizio che faccia meglio al caso vostro.

Sebbene Google AdWords sembri l’opzione giusta per una vendita immediata e profittevole, è difficile eguagliare Facebook Ads quando si parla di brand awareness e lead generation.

La scelta finale dipenderà comunque da diversi fattori e non possiamo farla al posto vostro. Vi lasciamo quindi un elenco dei pro e contro di entrambi i servizi, in modo che possiate decidere quale piattaforma sia la migliore per le vostre esigenze, per il vostro marchio e per gli investimenti futuri.

Facebook Ads Pro:

  • Semplice targeting e tracking
  • Traffico social
  • Controllo del budget giornaliero
  • Facile utilizzo
  • Economico – sul breve termine

Facebook Ads Contro:

  • Più costoso – a lungo termine
  • Pubblico potenzialmente non interessato
  • Più adatto ai mercati B2C
  • No targeting limitato ad uno specifico intervallo di tempo

Google Adwords Pro:

  • Strumenti evoluti per l’analisi e misurazione
  • Accesso a dati dettagliati
  • Targeting limitato ad uno specifico intervallo di tempo
  • Vastità del pubblico potenziale (in virtù del vasto numero di utilizzatori di Google)

Google Adwords Contro:

  • Richiede tempo, non è facile da usare
  • Il CPC può essere costoso, a seconda del settore merceologico
  • Limitato targeting social
  • Mancanza di funzionalità social / multimediali
  • Scarso impatto sul valore del marchio

[Liberamente tradotto ed adattato dall’articolo di Robert Marczak Facebook Ads vs. Google Adwords]