Marketing digitale: i 5 fatti più importanti del 2018

 In Web Marketing

Si sta per chiudere un anno che, come di consueto, ha visto molti fatti interessanti accadere nel mondo del marketing digitale. Prima di esaminare cosa ci aspetta nel 2019, cerchiamo di dare uno sguardo a quello che è accaduto nel 2018 esaminando quelli che reputiamo essere gli eventi più importanti.

1 – La crescita di Google My Business

La local search sta assumendo un ruolo sempre più marcato tra le tecniche di marketing digitale. In particolare l’impatto di Google My Business sulle ricerche locali ha visto una crescita significativa, come riportato nell’indagine annuale condotta da Moz. L’indagine attribuisce a Google My Business un fattore pari al 25% dei segnali che contribuiscono al ranking per le ricerche con intento locale.

Altri fattori importanti citati nell’indagine per il ranking locale sono i Google post, Google Q & A e gli aggiornamenti contenenti foto o video.

Dal momento che sono ancora poche le organizzazioni che usano Google My Business, essere tra i primi ad avvalersi di questo strumento gratuito può rappresentare un vantaggio competitivo nel 2019.

2 – I problemi di Facebook

Il 2018 verrà probabilmente ricordato da Mark Zuckerberg come un annus horribilis. Il caso di Cambridge Analytica ha contribuito ad alimentare e rafforzare la sensazione che i dati personali di chi accede a Facebook non siano sufficientemente protetti. Inoltre l’eco delle polemiche del ruolo avuto dal social network nel dare spazio a fake news durante l’elezioni presidenziali USA del 2016 e il referendum per la Brexit ha spinto gli utenti a trascorrere sempre meno tempo su Facebook.

Ciò ha motivato Zuckerberg a modificare l’algoritmo che gestisce la visualizzazione dei post sulla timeline, promettendo un incremento di interazioni social più significative. In pratica questo si traduce nel fatto che l’algoritmo ora privilegia i contenuti che sviluppano le interazioni tra amici e familiari, penalizzando invece i post “acchiappa-click” e quelli contenenti link a siti esterni.

Questa mossa ha avuto successo? E’ ancora presto per dirlo. Certamente il 2019 sarà un banco di prova per Facebook e per le sue ambiziose strategie di sviluppo.

3 – Twitter esiste ancora

Se Facebook inizia ad incontrare delle difficoltà, anche per Twitter la situazione non è meno rosea. Tuttavia il 2018 tutto sommato è stato per il social network con l’uccellino un anno positivo perché, nonostante le numerose previsioni degli analisti che ne pronosticavano il fallimento o l’acquisizione da parte di qualche big di Internet, è riuscito a conservare la posizione che lo vede tra i social più utilizzati (almeno negli USA). Probabilmente sono stati premiati gli sforzi profusi da Twitter per combattere gli haters  e ridurre la proliferazione di bot.
Abbastanza ininfluente è stata invece la decisione di estendere a 280 il numero massimo di caratteri in un Tweet.

4 – Google+ chiuderà nell’aprile del 2019

Il 2018 ha visto anche l’annuncio della chiusura di Google+, ennesimo flop in area social dell’azienda di Cupertino. La notizia non è stata certo una sorpresa e, a meno che non apparteniate alla stretta cerchia di utilizzatori del social network di Google, vi lascerà probabilmente indifferenti.

L’addio (il “tramonto” come viene poeticamente descritto sulle pagine ufficiali di Google+) è stato probabilmente accelerato dalla scoperta di una falla nel sistema di sicurezza che ha esposto i dati personali di oltre 50 milioni di utenti.

Con la chiusura di Google+ è da prevedere un ruolo ancora più importante per Google My Business.

5 – L’introduzione del GDPR

Se dovessimo descrivere il 2018 con una sola parola allora non avremmo dubbi: GDPR. Il nuovo regolamento per la protezione dei dati personali, entrato in vigore a maggio 2018, rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana: al centro dell’universo del web non ci sono più i dati e le informazioni ma i consumatori. L’adozione del GDPR vuol dire maggiore consapevolezza da parte dei consumatori che “possiedono” i dati ma anche maggiore responsabilizzazione da parte di chi gestisce questi dati.

Quest’ultimo aspetto diventa particolarmente rilevante per le attività di web marketing perché l’adozione del GDPR richiede maggiori cautele nell’acquisizione dei dati dei potenziali clienti nonché nuove modalità operative (si pensi ad esempio alla diminuzione del tasso di riempimento di una form online causata dalla presenza di nuovi flag o vincoli imposti dal GDPR).

Tutto ciò è destinato ad avere un impatto sulle attività di marketing digitale. Dobbiamo aspettarci una diminuzione del ROI delle campagne di email marketing, un aumento dei costi delle campagne PPC, maggiori investimenti nella SEO? E ancora presto per rispondere: il 2018 é stato un anno di orientamento ma le vere sfide si giocheranno nel 2019.

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