Statistiche e-mail marketing 2021

statistiche email marketing 2021

Chi ci segue o ha frequentato uno dei nostri corsi sa già quanto riteniamo importante utilizzare l’email marketing nell’ambito di una strategia di web marketing. Per questo motivo, prendendo spunto da un interessante articolo pubblicato su Website Planet, riportiamo di seguito alcune recenti statistiche sull’email marketing che possono esservi di aiuto per un utilizzo più efficace di questo strumento.

Statistiche e-mail marketing 2021

statistiche e-mail marketing 2021: email vs social CTR
Credits: Website Planet
  • Il CTR di una email può essere sino a 100 volte maggiore di un contenuto pubblicato su un social media.
  • Un’appropriata segmentazione di una lista può portare ad un incremento del 39% del tasso di apertura.
  • Il 50% dei consumatori preferisce comunicare con un brand via email, in confronto ad un 20% per una email o il 7% per un messaggio sui social media.
  • L’email è il primo canale di acquisizione di nuovi clienti per le piccole e medie aziende, nell’81% dei casi.
  • I messaggi di posta elettronica con un oggetto personalizzato sono aperti con una frequenza maggiore (26%) rispetto a quelli che hanno un’intestazione generica.
  • La brevità nell’intestazione di una email è fondamentale: un oggetto con al massimo 21 caratteri può incrementare il tasso di apertura del 31%.
  • Il cellulare è la star delle email: oltre la metà (55%) delle email vengono gestite su questo dispositivo. Segue la webmail con il 28%. Solo il 16% delle e-mail viene aperto con un client email su un desktop.
  • Il 13% del fatturato generato dall’email marketing è generato da tecniche di email automation. Questo dimostra l’importanza dell’adozione di tecniche avanzate per la messaggistica.
  • Si possono aumentare i tassi di apertura dei messaggi fino al 16% semplicemente personalizzando le righe dell’oggetto con il nome dell’iscritto alla propria newsletter.
  • Il 78% dei consumatori afferma di fare clic sulle e-mail di marketing che includono offerte promozionali speciali o coupon per i prodotti a cui sono interessati: un esempio di come la personalizzazione e contenuti di valore possano aumentare il coinvolgimento su questo canale di marketing.
  • L’invio di e-mail in occasioni speciali, quali compleanni o festività può far aumentare i ricavi fino al 20%. Una buona pratica è inviare un messaggio insieme a un’offerta speciale di sconto. L’occasione speciale farà infatti sembrare questa comunicazione meno simile a un’email promozionale e potrà catturare l’attenzione delle persone in un momento in cui sono di buon umore e quindi più ricettive alla “conversione”.
  • A livello globale, il tasso medio di cancellazione dell’iscrizione alle e-mail è solo dello 0,2%. Questo numero così contenuto conferma l’importanza dell’email perché significa che si è in grado di mantenere il 99,8% dell’attenzione dei propri utenti a lungo termine. Le conversioni su altri canali di vendita e marketing sono invece conversioni una tantum (ad esempio tramite campagne pubblicitarie PPC) o hanno un risultato che può variare, anche sensibilmente, nel tempo. Ad esempio sui social media la copertura organica viene costantemente ridotta a favore dell’incentivo all’utilizzo delle inserzioni pubblicitarie (Pay-to-Play).

Siete a conoscenza di altre statistiche di email marketing aggiornate al 2021? Fatecelo sapere rispondendo nei commenti.

Clubhouse Tools

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Clubhouse vi ha conquistato e avete deciso di creare una stanza o un club su un argomento che vi interessa particolarmente? Allora potrebbero esservi utili i servizi online e le app che, sulla scia del successo dei Clubhouse, stanno spuntando come funghi e che possono arricchire il vostro profilo e il vostro utilizzo di questo servizio di social audio.

Abbiamo raccolto in questo articolo, che cercheremo di aggiornare con continuità, un elenco dei principali tools che abbiamo scoperto in Rete facendo un po’ di ricerche o leggendo alcuni utili post, come questo di Matt Navarra.

Per facilitarne l’utilizzo abbiamo suddiviso questi strumenti in 6 categorie principali: bio, avatar, gestione, ricerca, analytics, varie.

Bio

I tools in questa categoria permettono di creare e modificare la biografia da inserire nel proprio profilo.

Clubhouse Bio BuilderApp su IOS
Clubhouse Bio Creatorhttps://clubhousebio.xyz

Avatar

Sono disponibili numerosi strumenti per migliorare la propria foto del profilo con effetti speciali, ad esempio con un anello colorato.
Tra questi segnaliamo:

Clubhouse Avatar Makerhttps://avatar.lvwzhen.com
Clubhouse Glowhttps://www.clubhouseglow.com
Clubhouse Avatar Prohttps://clubhouse-avatar.netlify.app
Photo BG Changer for ClubhouseApp su IOS
Ch Pichttps://chpic.me
Clubhouse Toolshttps://clubhousetools.app/

Gestione

In questa categoria rientrano i tools che consentono di migliorare la gestione di una room, come ad esempio la creazione di una landing page dove inserire l’agenda, regole per gli speakers, link ad insirizzi web, conferme di partecipazione, etc:

Clublinkhttps://clublink.to/
Clubhypehttps://clubhype.io
Shorten Clubhttps://shorten.club
Host Notesgethostnotes.com
Comethttps://withcomet.com
Luma for Clubhousehttps://lu.ma/clubhouse
Ask Clubhousehttps://askclub.house/en
ClubberOne for Clubhousehttps://clubber.one/
Clublyhttps://clubly.co/
Flipphttps://useflipp.com/clubhouse
Clubdeckhttps://www.clubdeck.app/

Un esempio di come si può arricchire un evento con Host Notes è mostrato nella figura seguente.

Esempio Clubhouse tools: Host Notes

Ricerca

Sono numerosi i servizi specializzati per favorire la scoperta di eventi e club relativi ad un determinato argomento:

Clubsearchhttps://clubsearch.io
Yoyohttps://www.yoyo.club
Housely Clubhttps://housely.club/welcome
ClubH.onehttps://clubh.one/
ClubHubhttps://clubhub.site
Rooms of Clubhousehttps://roomsofclubhouse.com

Analytics

Se vi interessa analizzare le statistiche dell’account, dei vostri eventi o scoprire quali sono gli influencer più popolari su Clubhouse potete provare questi strumenti:

Club+app su IOS
Direconhttps://www.direcon.com
Clubhousetools.xyzhttps://monitor.clubhousetools.xyz/
ClubhouseRankinghttps://clubhouseranking.net/top-world
Clubhouse Databasehttps://clubhousedb.com/

Varie

Infine in questa categoria abbiamo raggruppato i tools Clubhouse di vario tipo, come ad esempio una utile funzionalità di chat durante le room o una libreria di suoni da utilizzare durante un evento (Clubpad).
Tra questi vi è anche un servizio che offre una raccolta delle registrazioni audio delle rooms più popolari, sebbene la registrazione dei contenuti audio sia al momento vietato dai termini di servizio di Clubhouse.

CH Chathttps://ch.chat
Clubpadhttps://www.clubpad.co/
Casthousehttps://casthouse.net/

E voi conoscete altri strumenti per utilizzare in maniera più efficace Clubhouse? Segnalateli nei commenti.

Aggiorneremo questo post man mano che scopriremo nuovi tools: quindi continuate a seguire questo blog o iscrivetevi alla nostra newsletter!

Statistiche gaming 2021

statistiche gaming 2021 blog post

Uno dei nuovi settori in cui Facebook ha deciso di entrare con tutta la sua potenza di fuoco è quello del gaming. La scorsa estate ha infatti lanciato l’app Facebook Gaming con cui cerca di sfidare piattaforme come Twitch e YouTube.

A conferma dell’impegno a voler meglio comprendere il mondo del gaming, della società di Palo Alto ha condotto una ricerca di mercato sul comportamento dei giocatori, approfondendo le loro motivazioni, preferenze ed abitudini. I risultati sono riportati nel documento “Dati statistici sul mercato dei giochi per il 2021 – Dati statistici per prevedere lo sviluppo, la crescita e la monetizzazione del settore dei giochi”.

Nel sondaggio sono state coinvolte oltre 13.000 persone in 4 paesi chiave: Germania (DE), Corea del Sud (KR), Stati Uniti (US), Regno Unito (UK). In oltre sono stati presi in considerazione sia i nuovi che i vecchi giocatori, secondo questa classificazione in “coorti”:

  • Nuovi giocatori: non giocavano a giochi per dispositivi mobili prima del picco iniziale della pandemia e hanno continuato a giocare almeno un’ora a settimana (luglio 2020).
  • Giocatori esistenti: persone che giocavano a giochi per dispositivi mobili prima del picco iniziale della pandemia e che continuano a giocare ancora adesso almeno un’ora a settimana (luglio 2020).

Punti salienti della ricerca di Facebook statistiche gaming 2021

Il numero di persone che usano i giochi per mobile è aumentato in modo significativo in tutto il mondo a causa del COVID-19 (v. Fig. 1) ma questo aumento non sembra essere una cosa solo transitoria. Molti dei giocatori su dispositivi mobili che hanno iniziato a giocare dopo la diffusione iniziale del COVID-19 si dedicano ancora adesso ai videogiochi.

statistiche gaming 2021 - crescita pubblico
Fig. 1

I nuovi giocatori giocano più ore a settimana rispetto ai giocatori esistenti (v. Fig. 2).
Anche se i giocatori nuovi ed esistenti affermano di giocare un numero simile di sessioni alla settimana, i nuovi giocatori giocano più ore a settimana rispetto ai giocatori esistenti in tutti i paesi.

statistiche gaming 2021 - ore giocate a settimana
Fig. 2

Perchè si gioca?

In tutti i paesi presi in considerazione, giocatori nuovi ed esistenti hanno citato motivi simili per spiegare come mai usano i giochi per mobile: alleviare lo stress, passare un po’ di tempo e provare un senso di soddisfazione al raggiungimento di un traguardo. Queste motivazioni principali confermano i risultati di un’indagine simile condotta in precedenza da Facebook.

L’aspetto social è fondamentale.

Il concetto di community è sempre stato un aspetto fondamentale nel gaming e questo aspetto viene favorito dal fatto che i siti di live streaming, i cui contenuti non sono ristretti esclusivamente al gaming, sono tutti cresciuti enormemente.

Piattaforme come Twitch, YouTube Gaming e Facebook Gaming, anche a causa dei lockdown, hanno tutte registrato dei record nelle ore di visualizzazione (v. Fig. 3).

statistiche gaming 2021 - crescita numeri streaming
Fig. 3

Fonte: “Streamlabs & Stream Hatchet Q3 2020 Live Streaming Industry Report

Ma le community di gaming si incontrano non solo nelle dirette streaming ma anche nei gruppi Facebook dedicati ai giochi. Il numero di membri attivi nei gruppi di gaming su Facebook nonché il numero di questi gruppi sono infatti aumentati durante i mesi successivi alla pandemia.
Al momento, più di 230 milioni di persone sono membri attivi di oltre 630.000 gruppi di gaming su Facebook ogni mese.

Inoltre i giocatori in tutti i paesi dicono di preferire le esperienze come giocatore singolo rispetto a quella come multigiocatore. Tuttavia, rispetto ai giocatori esistenti, i nuovi giocatori sono più propensi a esperienze collaborative e multigiocatore, nonché a chattare con gli altri all’interno del gioco (v. Fig. 4).

statistiche gaming 2021 - social gaming
Fig. 4

In particolare negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, i nuovi giocatori sono notevolmente più propensi a prendere parte ad attività social all’interno del gioco, come giocare con gli altri online, partecipare a tornei all’interno del gioco o dare/ricevere consigli su come migliorare le prestazioni di gioco.

La spesa dei giocatori è in crescita.

Le statistiche gaming 2021 ci dicono che in tutti i mercati si è riscontrato un aumento della spesa in giochi per mobile dopo la diffusione iniziale del COVID-19. Questa tendenza risulta più marcata per i nuovi giocatori.
Per quanto riguarda i motivi di spesa vi è una certa differenza a secondo del particolare paese. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, le persone sono particolarmente motivate a pagare per rimuovere le inserzioni. In Germania e Corea del Sud, le persone intervistate hanno detto di pagare per evitare le attese o per saltare punti difficili (in particolare nei rompicapi).

Tutti i giocatori sono disposti a vedere la pubblicità nei giochi.

In questa indagine, come in ricerche precedenti, si è riscontrato che le persone sono disposte a visualizzare inserzioni nei giochi pur di avere dei giochi gratuiti (v Fig.5).
Negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, la preferenza relativa ai modelli supportati dalla pubblicità è più marcata tra i giocatori esistenti. I nuovi giocatori sono invece più aperti a modelli di monetizzazione alternativi, come gli acquisti all’interno dell’app.

statistiche social - strategie monetizzazione
Fig. 5

Aumento degli acquisti online

In questa indagine di Facebook vengono anche riportati dei dati interessanti e che non riguardano unicamente il settore del gaming. Secondo un sondaggio online di Kantar, l’89% dei consumatori a livello globale (quindi non solo i giocatori) afferma di avere delle remore a fare degli acquisti nei negozi fisici, per gli ovvi motivi legati alla pandemia. Ciò ha portato naturalmente all’aumento dello shopping online anche per i giochi, come evidenziato nella Fig. 6.

Fig. 6

Il nome del gioco o del brand influenza le vendite

L’esame dei fattori che influiscono nel processo di acquisto di un gioco per console, riportati in Fig. 7, suggerisce che anche il settore del gaming su mobile si focalizzi su strategie di apprezzamento del brand/titolo per l’incremento delle vendite.

statistiche gaming 2021 familiarità gioco
Fig. 7

Riepilogo statistiche gaming 2021

In conclusione, i marketer del settore del gaming dovranno adottare i seguenti accorgimenti o strategie:

  • connettersi con i nuovi giocatori, ampliando il mercato target e sviluppando nuove creatività;
  • adottare modelli di monetizzazione misti (pubblicità e acquisti in-app) per tenere conto dei mutati comportamenti dei giocatori;
  • esplorare le opportunità al di fuori del gioco, unendosi alle conversazioni delle community su piattaforme di streaming o social media;
  • ispirarsi al settore del gaming per console per quanto riguarda la capacità di raccontare delle storie.

Perchè i video brevi sono diventati così importanti?

blog post importanza video brevi

Uno dei fenomeni più interessanti che stiamo vedendo in questi mesi è il boom dei video brevi.

Come abbiamo detto, esaminando i principali social media trends del 2021, tutte le principali social app, come TikTok, Instagram, Snapchat, YouTube offrono o stanno sviluppando funzionalità per la creazione e condivisione di short video.

La diffusione dei video – qualsiasi sia la loro durata – sui canali online non è comunque una sorpresa: chiunque trascorra del tempo su web o mobile sa che questo tipo di contenuto sta ormai prendendo il sopravvento. E non solo perché la pandemia ci sta costringendo a trascorrere molta parte del nostro tempo a casa: già dal 2015 il video streaming ha cominciato a crescere del 13% ogni anno.
Una ricerca di CISCO prevede addirittura che entro il 2022 l’82% dei contenuti online sarà video.

Nel corso degli anni il video si è ricavato un ruolo sempre più importante. Come ben evidenziato nel grafico di Connie Chan (Fig. 1), abbiamo visto tre fasi distinte nella diffusione del contenuto video.

Fig.1: 3 fasi nella diffusione dei video – Fonte: Connie Chan/Andreessen Horowitz

La prima fase, ovviamente, è stata quella della televisione, dove la produzione di contenuti richiedeva budget elevati, un’accurata pianificazione e precisi limiti di durata (30 – 60 minuti).

Nella seconda fase, l’avvento di YouTube ha rotto gli schemi e reso possibile a chiunque di essere un creatore di contenuti. I contenuti possono essere di qualsiasi durata (1 minuto, 10 minuti o anche qualche ora) e possono essere pubblicati in qualsiasi momento.

Ora siamo entrati nella terza fase, l’era di TikTok, dove i video sono di breve durata (5 – 15 secondi) e possono essere creati senza la necessità di avere delle apparecchiature particolari: è sufficiente uno smartphone.

Uno dei motivi di successo dei video brevi è certamente il fatto che la sua durata è perfetta per la bassa soglia di attenzione che tutti noi abbiamo verso i vari media. Questa soglia di attenzione è particolarmente bassa – si stima in circa 6 – 8 secondi – per la Generazione Z, un segmento di mercato a cui si rivolgono i brand più attivi online.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il formato verticale di questi contenuti: il successo di TikTok, il boom delle Storie di Instagram o Snapchat è fortemente legato alla verticalità dei video.

Secondo la definizione che fornisce la stessa TikTok all’interno del proprio sito web, l’app fornisce una “Fully-immersive vertical video experience”, dove è la verticalità del video ad essere evidenziata come elemento di differenziazione.

I video in formato verticale sono infatti diventati così popolari da superare quelli in formato orizzontale.
Sono diversi i fattori che hanno reso il formato verticale così popolare.

Il mondo è diventato mobile.
Non lo possiamo negare: siamo sempre connessi allo smartphone e sono pochi i momenti in cui utilizziamo il desktop. La naturale conseguenza è che quando accediamo ai social media lo facciamo da un cellulare, cioè in formato verticale.

Potrebbe sembrare ovvio, ma gli smartphone, proprio come qualsiasi altro telefono, sono stati progettati per soddisfare la loro funzione principale: effettuare e ricevere chiamate, il che significa che sono disegnati per essere utilizzati tenendoli in posizione verticale.

In effetti, secondo il MOVR (Mobile Overview Report) del dicembre 2014, il 94% degli utenti tiene il telefono in verticale quando guarda un video, anche se questo ha un formato verticale (v. Fig. 2).

importanza video brevi: formato verticale
Fig. 2: In che formato preferiamo i video sul cellulare?

Credit: Form Meets Function – MOVR (Mobile Overview Report)

I social network sono ottimizzati per i dispositivi mobili.

Più il mondo diventa mobile, più i social network seguono la tendenza. Tenere il telefonino in posizione verticale consente di digitare e accedere facilmente ai menu e persino di utilizzare diverse funzionalità in modo più intuitivo e naturale. Per questo i social network hanno modificato le loro interfacce utente.

I video verticali migliorano i risultati degli inserzionisti.

I video verticali non sono solo utili per utenti e social network, ma possono anche avere un impatto significativo sulla tua attività. In effetti, i dati forniti da Snapchat dicono che gli inserzionisti che hanno iniziato a utilizzare video verticali per promuovere i loro prodotti hanno ottenuto risultati molto migliori di quelli che non lo hanno fatto, soprattutto per quanto riguarda le visualizzazioni e il coinvolgimento degli utenti.

Secondo i dati di Wibbitz, una piattaforma che permette di creare video automatizzati, l’utilizzo di video verticali ha provocato un incremento del 130% delle visualizzazioni e un coinvolgimento 4 volte maggiore su Facebook.

Usare il cellulare in verticale richiede meno fatica.

Siamo così abituati a leggere le e-mail, a cercare le nostre foto e persino a guardare i video in verticale, che non giriamo mai i nostri telefoni in orizzontale!
Inoltre i video verticali sono molto più facili da registrare.

Ci sono anche altri motivi che hanno reso così popolari gli short video tra i brand e i creators:

  • Le piattaforme mettono a disposizione degli utenti degli strumenti sofisticati di editing video. Non è necessario avere delle competenze specialistiche nella creazione e montaggio di video per realizzare dei contenuti coinvolgenti ed interessanti.
  • Sound On: la loro visualizzazione avviene con l’audio attivo e cioè consente di attirare immediatamente l’attenzione dell’utente. Inoltre la presenza di un brano musicale migliora l’aspetto emozionale del contenuto e crea delle esperienze immersive.
  • I contenuti mostrati all’utente (nella scheda Per Te di TikTok o in quella Esplora di Instagram) sono trovati dall’algoritmo e non in base alle connessioni social. Questo permette alle persone di essere costantemente aggiornate sui trend più recenti e ai video di diventare virali indipendentemente dal numero di contatti del creator.
  • Le caratteristiche di imperfezione, autenticità e spontaneità (diversamente da quanto troviamo su Instagram, dove le creatività trasmettono quasi sempre un’immagine patinata e sofisticata) degli short video sono adatte per comunicazioni più “casual” e quindi più adatte per la Generazione Z, un segmento di utenza che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere da parte dei brand.

Come si vede, l’utilizzo dei video è ormai al centro delle attività di comunicazione dei social ed è diventato uno strumento che, con tutte le sue diverse declinazioni (long, short, dirette, livestream shopping, etc) deve occupare uno spazio importante nel bagaglio degli strumenti a disposizione del moderno marketer.

Come funziona Clubhouse?

come funziona clubhouse

Vuoi sapere il funzionamento di Clubhouse, l’app di cui tutti parlano sui social e non solo?

Terry Nguyen ha scritto un esauriente articolo su The Vox che ho liberamente tradotto e adattato per te.

L’app di chat audio Clubhouse è stata concepita progettata per due tipi di persone: quelli a cui piace parlare e quelli a cui piace ascoltare. Il fondatore di Tesla Elon Musk appartiene alla prima categoria. Così come Mark Zuckerberg di Facebook, come Vlad Tenev di Robinhood e come molte altre figure influenti della Silicon Valley, tra cui gli investitori Ben Horowitz e Marc Andreessen, che hanno scommesso milioni di dollari nel successo di Clubhouse. Anche un utente normale può essere una persona a cui piace parlare, sebbene non ci sia alcuna garanzia che qualcuno (a parte qualche amico) si unirà alla conversazione e rimarrà ad ascoltarlo.

Come ascoltatore, tuttavia, l’app offre un’ampia scelta di conversazioni su praticamente qualsiasi argomento si possa immaginare: pratica di una lingua straniera, gestione patrimoniale, consigli marketing su Instagram, terapie, servizi di streaming musicale. Una volta entrati sulla homepage è semplice passare da una stanza all’altra: un ascoltatore può entrare silenziosamente in una “room” e sintonizzarsi sulla conversazione in corso.

Il problema di Clubhouse è che è solo su invito, almeno nella sua attuale fase di beta test. E’ infatti necessario ricevere un invito da un utente esistente per ottenere l’accesso alla piattaforma. Inoltre al momento l’app è disponibile solo dispositivi con sistema operativo iOS. (Tuttavia i fondatori di Clubhouse affermano che stanno lavorando per rendere l’app disponibile per un pubblico più ampio, comprendendo anche gli utenti Android, ma la tempistica di rilascio rimane incerta.)

Nonostante questi aspetti legati all’esclusività, l’app ha un notevole potenziale di crescita. Ogni nuovo utente riceve due inviti da distribuire e già esiste un mercato online per l’acquisto di inviti. Sempre più persone, compreso il pubblico internazionale in Europa e in Asia, stanno ora cercando con regolarità di iscriversi al servizio dopo il discorso dal vivo di Elon Musk dello scorso 31 gennaio, quando è stato raggiunto il massimo della capacità di una chat room della piattaforma (5.000 persone). Da allora Clubhouse ha superato i 3 milioni di download, con una base utenti stimata di oltre 2 milioni.

Queste statistiche sono un segnale promettente per la neonata piattaforma audio, che è stata lanciata nel marzo 2020. Gli imprenditori e i venture capitalist più influenti sono ottimisti nell’incoronare Clubhouse come il prossimo social network di successo. Secondo alcuni dati, dopo l’ultimo round di finanziamento, Clubhouse è valutata 1 miliardo di dollari.

L’hype entusiastico del mondo tecnologico, tuttavia, non ha ancora raggiunto la maggior parte degli americani medi, che hanno meno probabilità di avere familiarità con la piattaforma in virtù dell’accesso così limitato. Per chiarire il contesto, Clubhouse con i suoi 2 milioni di utenti, è molto più piccolo di colossi come Facebook (2,8 miliardi di utenti attivi mensili globali, inclusi Instagram e WhatsApp, che sono di sua proprietà), TikTok (1 miliardo), Twitter (330 milioni) e Snapchat (249 milioni).

Essere un’app basata su inviti avrebbe potuto ridurre la sua crescente popolarità all’interno di determinati circoli sociali, ma l’esclusività è diventata un fattore fondamentale per alimentare la curiosità generale. Celebrità, creativi e intrattenitori, ad esempio, sono stati i primi ad adottare l’app. Altrettanto è capitato agli addetti ai lavori della Silicon Valley, stimolati dall’interesse degli investitori. I fan più convinti dell’app credono che Clubhouse sia il futuro dei social media basati sull’audio, una volta che diventerà accessibile a tutti. Tuttavia, la piattaforma non è stata priva da denunce di molestie, disinformazione e insufficiente moderazione dei contenuti, problemi che affliggono tutti i principali social network. Gli utenti sono consapevoli di questi difetti, ma per ora l’aspetto di novità di Clubhouse deve ancora svanire.

Cos’è Clubhouse e come funziona?

Clubhouse nasce da un’idea dei fondatori Rohan Seth e Paul Davison, che in precedenza avevano collaborato a Talkshow, un’app ormai defunta che consentiva agli utenti di avere una conversazione di testo pubblica che poteva essere visualizzata da un numero qualsiasi di persone. Clubhouse è stato il loro “ultimo tentativo“, affermano, di creare un’app social che mirasse ad essere “più umana” e guidata dalle conversazioni, piuttosto che dai post.

Le conversazioni sull’app avvengono in stanze, organizzate in una sorta di palcoscenico virtuale. L’organizzatore e i moderatori, a cui è data la prerogativa di parlare, controllano il flusso della conversazione, cioè chi può parlare e quando. In qualità di ascoltatore, puoi utilizzare la funzione “Alza la mano”, ma è il moderatore a decidere se consegnarti o meno il microfono digitale.

Se sei seguito dal moderatore o dall’ospite, il tuo avatar sarà posizionato in una sezione speciale, situata sopra la sezione riservata agli altri ascoltatori, rendendo così molto più facile intervenire. E mentre queste chat room sono degli eventi singoli, gli utenti possono anche iscriversi a club pubblici e privati, classificati in categorie molto generiche come “tecnologia” o “benessere”, e che aggiornano frequentemente il programma dei loro prossimi eventi.

Craig Jenkins di Vulture ha paragonato l’app a “una fiera commerciale senza fine … dove il momento migliore è quando riesci a scappare altrove con gli amici”. L’esperienza su Clubhouse varia in base alla stanza e all’argomento e può essere paragonabile alla sintonizzazione su un podcast inedito, un panel specifico del settore o una teleconferenza piena di pettegolezzi. Come la maggior parte delle piattaforme social (e degli eventi professionali), Clubhouse è utile per ciò che ne fai e, in definitiva, di chi conosci. Vale anche la pena far notare che l’app è inaccessibile ai non udenti e non ha ancora offerto alcun tipo di funzione di sottotitoli automatici.

Va detto che sull’app è diffuso un approccio molto professionale, anche da parte utenti generici. Gli organizzatori e i moderatori cercano di esercitare un certo livello di influenza sociale o professionale e le sale di grandi dimensioni sono generalmente organizzate da creativi, investitori o imprenditori affermati. Ci sono anche room che sono più divertenti, informative o scandalose di altre (ad esempio alcuni utenti si sono imbattuti involontariamente in materiale sessualmente espliciti come le “stanze dei gemiti”), ma questo può capitare esclusivamente per scelta dell’utente. A differenza di quanto accade su TikTok, che si basa fortemente sull’utilizzo di algoritmi, Clubhouse simula le gerarchie sociali esistenti, organizzando le persone in comunità con cui hanno già familiarità. L’app incoraggia anche l’uso di nomi completi, piuttosto che di nomi utente, facendo quindi affidamento sui legami esistenti per attirare gli ascoltatori.

Il giornalista tecnologia Will Oremus ha affermato che Clubhouse è l’antitesi di Twitter in base a come è organizzato il social network. “La struttura della piattaforma di Twitter è essenzialmente piatta e aperta”, ha scritto Oremus, “nel senso che praticamente chiunque può unirsi, twittare, rispondere a chiunque altro e avere almeno una remota possibilità di raggiungere un vasto pubblico”. Invece Clubhouse ha una struttura più gerarchica e chiusa, a partire dal modello iniziale di servizio a cui si accede solo su invito.

L’aspetto attraente – e la preoccupante realtà – delle conversazioni aperte

La possibilità di ospitare conversazioni autentiche e ricche di sfumature è considerata l’attrazione principale di Clubhouse. I suoi fondatori ritengono che fornire spazio di discussione possa “riunire le persone” e distruggere efficacemente i luoghi di plateale autopromozione incoraggiati dalle piattaforme più popolari. Un articolo di Bloomberg lo scorso dicembre ha elogiato l’app per la sua “gentilezza” e per la capacità di “ripristinare discorsi pacifici e di civiltà piuttosto che esacerbare le tensioni”.

All’inizio di febbraio, Clubhouse ha fatto notizia a livello internazionale per il fatto che gli utenti cinesi, taiwanesi, di Hong Kong e uiguri avevano discusso di argomenti proibiti in Cina, quali i campi di concentramento nello Xinjiang, raccogliendo migliaia di ascoltatori. La Cina ha subito bloccato l’app, ma questo raro esempio di dialogo transfrontaliero ha messo in luce un obiettivo ambizioso della piattaforma: diventare il forum pubblico di riferimento per conversazioni e idee a livello globale.

Il concetto è intrigante e le grandi piattaforme stanno osservando l’ascesa di Clubhouse. Twitter è salito sul carro dei vincitori e sta già testando una funzionalità simile ad una chat room chiamata Spaces, e si dice che Facebook stia sviluppando un prodotto concorrente. Tuttavia, l’attuale formato di Clubhouse ha volutamente delle limitazioni, nonostante l’incremento di utenti che si iscrivono alla piattaforma. La conversazione tende a rimanere civile – e probabilmente isolata – a causa del livello di controllo che organizzatori e moderatori possono avere su una stanza, e che può arrivare fino a limitare chi è in grado di partecipare a una stanza. Un moderatore è destinato a ad essere una sorta di micro gatekeeper o community manager.

Tuttavia, alcuni critici sono preoccupati per le possibilità di esclusioni sistematiche e per come alcuni pregiudizi esistenti possano venire rafforzati nella chat. Su Twitter, Jessica Lessin di The Information e Taylor Lorenz del New York Times hanno sostenuto che alcuni host e moderatori di alto profilo hanno una abitudine di escludere giornalisti, in particolare donne, cosa che impedisce ai giornalisti di ascoltare conversazioni e programmi di Clubhouse potenzialmente importanti.

Poi c’è la questione della moderazione. I moderatori auto-nominati non sono sempre attrezzati per gestire problemi come molestie, incitamento all’odio o disinformazione, e Clubhouse deve ancora implementare dei meccanismi di protezione per limitare tali comportamenti. (Gli utenti sull’app possono segnalare molestie o discorsi che violano le linee guida della comunità, ma attualmente sono disponibili solo pochi strumenti di moderazione). A settembre, una discussione di tre ore sull’antisemitismo nelle comunità nere alla fine si è trasformata in commenti antisemiti, cosa che ha frustrato gli utenti ebrei che hanno ritenuto che l’evento avrebbe dovuto essere moderato più attivamente. I critici non apprezzano la tolleranza dell’app per il razzismo occasionale e la misoginia; su questo argomento lo scrittore Nikki Onafuye ha recentemente scritto che Clubhouse amplifica le sgradevoli interazioni che le donne di colore sperimentano nella loro vita quotidiana.

Il razzismo dilagante, la misoginia e la disinformazione che affliggono le principali piattaforme sociali migreranno senza dubbio su Clubhouse man mano che questa app acquisirà più utenti. Tuttavia ci sono pochi modelli di moderazione possibili su un’app di chat. La vera sfida sta nello sfruttare il fatto che le interazioni sono effimere, a meno che un utente non registri una conversazione, un’azione che viola le linee guida della comunità. In effetti i comportamenti scorretti e operazioni di disinformazione possono essere difficili da documentare e finora i reclami e le controversie sono evidenziati principalmente su Twitter.
C’è anche una particolare attenzione su chi è autorizzato ad utilizzare l’app. Ad esempio, personaggi politici di estrema destra come Roger Stone e Mike Cernovich sono sulla piattaforma e stanno costruendo un pubblico di followers. Analogamente alcuni utenti sono scontenti che a presunti aggressori, come Tory Lanez e Russell Simmons, sia permesso di partecipare alle chat.

Ad alcuni scettici non piace l’appello di Clubhouse ad un certo tipo di utente, vale a dire oratori, persone estroverse, desiderose di imparare o interessate alla condivisione della conoscenza. “Clubhouse è il newsfeed di Linkedin con audio”, ha scherzato un utente di Twitter.
Sebbene questi non siano necessariamente fattori negativi, tuttavia avere troppi oratori estroversi potrebbe portare a conversazioni poco coinvolgenti o troppo auto-promozionali, proprio come una teleconferenza fuori tema. Secondo Sam Lessin di The Information, Clubhouse riproduce “le chiacchiere inutili delle persone nel mondo reale”, il che porta a contenuti di qualità inferiore rispetto a quelli curati dai mezzi di informazione. Inoltre le conversazioni nella vita reale dipendono anche da fattori come il linguaggio del corpo, il contatto visivo e altri segnali visivi che coinvolgono sia l’oratore che l’ascoltatore. E nessuno di questi fattori finora è stato replicato sull’app.

Clubhouse prevede di investire negli influencer, ma in un mondo post-pandemia l’interesse degli utenti potrebbe venire meno

I media esclusivamente audio, come podcast o programmi radiofonici, richiedono una sceneggiatura altamente dettagliata o una gestione della scaletta con assegnazioni di tempo specifiche per mantenere alta l’attenzione degli ascoltatori. Su Clubhouse abbiamo invece conversazioni a ruota libera che sono l’esatto opposto. Il motivo per sintonizzarsi, secondo Sam Lessin, “non è per il contenuto ma per chi sta parlando”. Una celebrità o un politico importante può attirare un traffico elevato verso Clubhouse ma, a meno che non ci sia una base fedele di utenti, ciò potrebbe rappresentare un problema per il futuro dell’app.

L’azienda ha manifestato il suo interesse a investire in creators lanciando funzionalità come compensi, biglietti e abbonamenti. Il New York Times ha riferito che Clubhouse sta testando un programma pilota – solo su invito – per i creatori. Al momento sono coinvolti oltre 40 influencers, alcuni dei quali ospitano spettacoli popolari sulla piattaforma. Questo investimento finanziario suggerisce che Clubhouse spera di promuovere i suoi creator come personalità uniche che potrebbero trattenere e far crescere il pubblico.

Ma l’app può sostenersi finanziariamente investendo negli speakers e confidando che gli utenti regolari, gli ascoltatori, continuino a sintonizzarsi regolarmente? Clubhouse ha forse fatto leva su una fenomenologia di tipo FOMO (Fear of Missing Out), sensazione che è stata esacerbata dal lockdown. Dopo aver trascorso quasi un anno senza la consolante routine della vita quotidiana, Internet è diventato il canale fondamentale per l’interazione sociale di molte persone. All’improvviso è arrivata un’app solo su invito che ha consentito alle principali celebrità e personalità – una volta irraggiungibili –  di conversare in maniera casuale e spontanea con persone “normali”. L’idea suona allettante alle nostre orecchie avide di pettegolezzi. Ora che la festa si è trasferita online, cos’altro c’è da fare se non ascoltare?

Social Media Trends 2021

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Anche quest’anno vogliamo cercare di capire cosa ci aspetta nel 2021 nel mondo del marketing digitale per poter pianificare al meglio le nostre attività sui canali social.

In questo articolo scopriremo insieme quali saranno le novità e le conferme, facendo tesoro delle numerose previsioni degli esperti marketing e di quello che abbiamo appreso studiando i fenomeni emergenti dell’anno appena trascorso.

L’analisi delle tendenze di Web, mobile e social media, settori ormai strettamente collegati, può infatti essere il punto di partenza per elaborare la nostra strategia sui canali digitali nel 2021.

I principali social media trends 2021

Ecco quindi alcuni spunti di riflessione e di ispirazione.

1 – Non solo GAFA

Cominceremo a vedere un cambio di rotta nel mondo online che negli ultimi anni è stato dominato dai 4 giganti, normalmente identificati con l’acronimo GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple). Non solo perchè sono sotto lo scrutinio dell’Antitrust USA e della Commissione Europea, ma anche perchè è in atto una diversificazione dell’utilizzo dei canali digitali. Si stanno affermando nuove piattaforme (Twitch, TikTok) o nuovi modi di utilizzo (ad es., Fornite con il social gaming) dei servizi digitali che sono destinati a sottrarre ai 4 giganti frazioni sempre più considerevoli del tempo trascorso dai navigatori online e della raccolta pubblicitaria.

2 – Influencer Marketing e creators

Continueremo ad osservare un elevato interesse verso l’Influencer Marketing, una disciplina su cui sempre più aziende hanno deciso di investire per le loro campagne social.
Secondo un’indagine di InfluencerMarketing Hub (v. figura seguente) stiamo parlando di un mercato che nel 2020 valeva circa 10 miliardi di dollari.
Un analoga indagine, condotta in Italia da IPSOS per l’agenzia Flu, indica che l’87% delle aziende italiane attive sui social media utilizza campagne di Influencer Marketing.

Social media trends 2021 - influencer marketing

Il mercato è in rapida espansione poiché i tipi di influencer sono proliferati e, accanto agli influencer “tradizionali” si sta affermando una nuova generazione di influencer: i creatori di contenuti. Applicazioni come Instagram, TikTok, Twitch, grazie agli strumenti offerti e alla capacità di creare community ampie e fidelizzate, hanno visto una crescita esplosiva nel 2020

Oltre alle celebrità con un seguito massiccio di follower come Chiara Ferragni, Cristiano Ronaldo, Lady Gaga, i marchi stanno sempre di più coinvolgendo nelle loro campagne altri tipi di influencer, inclusi micro e nano-influencer, kidfluencer, Tiktokers, gaming-influencer e influencer virtuali come @lilmiquela).

3 – Short Form Video Content


Già da qualche anno ci siamo accorti che i video sono il tipo di contenuto più apprezzato da chi naviga in Rete. Recentemente questa tendenza ha visto emergere un particolare tipo di video, quello di breve durata. I cosiddetti Short Form Video Content, video della durata di 5 – 15 secondi, sono stati adottati dalle principali app visuali, come Snapchat, TikTok, Instagram e stanno spingendo, grazie alla rapida proliferazione di creators, la crescita di queste piattaforme e la diffusione di nuovi formati pubblicitari (es gli annunci pubblicitari di TikTok a tutto schermo).

I video brevi sono perfetti per la Generazione Z, il mercato target di molte aziende, dal momento che sono in grado di attirare l’attenzione in poco tempo. E’ stato infatti stimato che le persone quando, e in particolar modo gli adolescenti, hanno in media una soglia di attenzione online di 6 – 8 secondi. Questo vuol dire che è pochissimo il tempo che un appartenente alla Generazione Z è disposto a concedere a un nuovo contenuto prima di dedicarsi ad una delle possibili fonti di distrazione che lo bombardano durante la sua presenza online (musica, giochi, chat, social networks, etc).

Questo trend continuerà certamente anche nel 2021, come indicano le mosse di Snapchat, Instagram e YouTube che hanno lanciato o lanceranno a breve delle funzionalità di creazione e gestione di Short Video (rispettivamente Spotlight, Reels e Short Video).

4 – E-commerce sulle piattaforme social

Nel 2021 dovrebbe continuare la diffusione del social commerce, cioè la presenza di funzionalità di e-commerce all’interno delle piattaforme social. La pandemia ha avuto l’effetto di consolidare un trend, quello dello shopping online, che era già in crescita da diversi anni.
Le piattaforme social continueranno ad esplorare le opportunità di social commerce rendendo disponibili, come hanno già fatto Facebook e Instagram, delle specifiche funzionalità per consentire agli utenti di acquistare prodotti all’interno delle app e di condividere le loro esperienze di acquisto.

In più sono già partite delle sperimentazioni di eventi dedicati al livestream shopping (es. TikTok e Walmart) per unire gli aspetti di intrattenimento a quelli di e-commerce. Si tratta di un fenomeno al momento diffuso principalmente sui mercati asiatici (es. Pinduoduo) ma che è ragionevole prevedere che possa estendersi all’Europa e agli USA.

5 – TikTok

E’ opinione diffusa che anche nel 2021 continuerà la crescita esplosiva dell’app di proprietà di Bytedance. Nel 2020 TikTok è stata l’app non-gaming più scaricata al mondo e le mosse dei principali concorrenti, che stanno tutti introducendo delle funzionalità per la creazione di video brevi, dimostrano che si tratta di un fenomeno destinato a durare e a diventare un punto di riferimento costante nel mondo dei social media.

Svilupperemo in maggiore dettaglio questi temi, che sono solo alcuni dei trends che vedremo affermarsi nel 2021, nei prossimi articoli di questo blog.

Stay tuned!

Consigli per i tuoi video TikTok

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Sei alla ricerca di qualche consiglio per migliorare le prestazioni dei tuoi “TikToks”, cioè per i tuoi video o i tuoi annunci su TikTok? Sei arrivato nel posto giusto.
Dal momento che l’app di proprietà di ByteDance è una piattaforma ancora giovane ci sono sempre nuove cose da imparare e sperimentare.

In questo caso possiamo ricavare qualche utile suggerimento da un’indagine, condotta dalla società VidMob, in cui sono stati analizzati circa 1500 video di annunci In-Feed di TikTok allo scopo di individuare quali elementi di creatività determinino effettive differenze di prestazioni. Anche se l’indagine è relativa solo ai TikTok Ads è ragionevole pensare che i fattori di successo delle creatività si si possano applicare a qualsiasi tipo di contenuto su TikTok e non solo agli annunci In-Feed.

La creatività è la spina dorsale di TikTok: a differenza di altre piattaforme l’attenzione si concentra sul contenuto piuttosto che sulla rete sociale di connessioni.

Vediamo in maggiore dettaglio le caratteristiche di questa indagine:

  • sono stati analizzati i video degli annunci In-Feed di TikTok pubblicati in Nord America tra il 1° gennaio e 15 settembre 2020;
  • complessivamente sono stati presi in considerazione 1456 video, relativi a 34 brand diversi;
  • i video hanno totalizzato 5.5 miliardi di visualizzazioni

Sulla base dell’analisi dei risultati, VidMob ha individuato una serie fattori da prendere in considerazione per migliore le performance delle campagne su TikTok in termini di consapevolezza, considerazione e conversione.
Vediamo quindi qualche consiglio per i tuoi video su TikTok.

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Come ottenere maggiore consapevolezza per il marchio

Per misurare il ritorno della campagna in termini di consapevolezza, VidMob ha preso in esame i video che hanno ottenuto una visualizzazione di almeno 6 secondi.

Dall’analisi dei risultati ricaviamo questi consigli:

Enfatizza le espressioni

Si sono ottenute più visualizzazioni di 6 secondi (per un fattore 1.7) enfatizzando emozioni forti, ad esempio utilizzando il fattore “sorpresa”, rispetto a emozioni neutre.

Aumenta della velocità del testo

Si è ottenuto un numero maggiore di visualizzazioni di 6 secondi (per un fattore 2.1) utilizzando 5-10 parole al secondo sec sullo schermo, rispetto ad un ritmo più lento di visualizzazione del testo.

Focus sulla musica

I risultati sono migliorati del 51% quando l’audio era basato esclusivamente sulla musica, rispetto ai casi in cui si aveva una voce fuori campo o un mix di voce fuori campo e musica.

Utilizza tracce originali

Migliori performance (52%) quando le creatività hanno utilizzato tracce audio originali invece di tracce registrate.

Come ottenere maggiore considerazione per il marchio

In questo caso l’analisi è andata ad esaminare la percentuale di click (CTR) ricevuti dagli annunci.
Analizzando i video con le performance migliori i suggerimenti di VidMOb sono:

Limita l’utilizzo dei primi piani

Il CTR è maggiore del 31% quando il volto dell’interprete del video occupava meno del 20% del fotogramma, rispetto ai casi in cui lo spazio occupato era maggiore del 20%.

Evita lo sguardo diretto nella fotocamera

Si è ottenuto un CTR maggiore (per un fattore 1.7) quando l’interprete ha guardato direttamente nella fotocamera per meno della metà del video.

Usa un solo audio

Maggiore CTR (per un fattore 1.6) quando è stata utilizzata solo la musica o solo una voce fuori campo, rispetto a una combinazione di entrambi.

Utilizza effetti vocali

CTR maggiore (per un fattore 1.7) quando una voce fuori campo utilizzava un effetto audio.

Come ottenere un tasso maggiore di conversione per gli annunci

Gli annunci che hanno seguito i consigli seguenti hanno ottenuto i migliori risultati in termine di conversioni.

Amplia la gamma delle emozioni

Maggiore tasso di conversione (per un fattore 3.3) quando il creator ha mostrato più di 4 emozioni, in confronto a 3 o meno.

Aumenta la velocità del testo

Il tasso di conversione aumenta del 44% quando la Call-To-Action principale è stata incluso nella scena di apertura, rispetto al caso in cui è stata inserita in un altro punto ed entro i primi 2 secondi.

Cura il mixaggio audio

Si sono ottenuti risultati migliori (di un fattore 2) quando l’audio era composto di un mix di musica e voce fuori campo, rispetto all’utilizzo dell’uno o dell’altro.

Aumenta la velocità della voce fuori campo

Incremento del 19% quando la velocità della voce fuori campo supera le 4 parole al secondo.

Riepilogando: consigli video TikTok

Anche se è chiaro che è necessario fare delle prove per scoprire quali sono le creatività che hanno maggiore successo con il tuo pubblico, i risultati di questa indagine ci danno dei preziosi consigli su come migliorare le prestazioni dei tuoi contenuti:

  • Prova varie espressioni del viso
  • Sperimentare diverse velocità del testo e della voce fuori campo.
  • Sfrutta gli effetti audio nelle voci fuori campo.
  • Sperimenta diverse inquadrature.
  • Prova una combinazione di elementi audio con voce fuori campo e musica.
  • Sperimenta diverse direzioni e durate dei tuoi sguardi.
  • Valuta quando inserire il tuo invito all’azione all’interno del video.

E per ora è tutto!

Ora è il tuo turno: metti in pratica questi suggerimenti o trova tu stesso alcune tecniche che funzionano su TikTok.

Aspettiamo i tuoi commenti!

Generazione Z e social media

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Perché la Generazione Z è diventata così importante quando si parla di comunicazione e dei social media? Gli appartenenti a questa generazione sono al centro delle attenzione delle aziende per vari motivi:

  • sono dei trendsetters
  • rappresentano il consumatore di oggi – e anche di domani – per molti brand (telefonia, fitness, abbigliamento, etc)
  • sono particolarmente attivi online e quindi raggiungibili con delle iniziative marketing mirate
  • avranno un impatto sul mercato del lavoro (richiederanno nuove strategie per il reclutamento, un nuovo approccio per la gestione del personale e nuove politiche di formazione e sviluppo professionale.

In questo articolo esamineremo quali sono le caratteristiche della Generazione Z ed alcune delle differenze con la generazione precedente (“Millenials”).

Generazione Z

Con questo termine si identifica la generazione che segue ai Millennials ed è generalmente circoscritta ai nati tra il 1996 e l’anno 2010 .

Quali sono le caratteristiche principali della Generazione Z?
Iniziamo col dire che la Generazione Z (o “Centennials”) presenta una forte differenziazione rispetto a quelle precedenti, in quanto è la generazione dei “nativi digitali” e si distingue da un alto livello di istruzione digitale, consapevolezza sociale e culturale ed un’alta propensione a manifestare la propria espressività.

Una ricerca di McKinsey & Company ha evidenziato che una delle caratteristiche distintive della Generazione Z è esprimere una verità individuale (v. figura seguente). Grazie a diversi background socioeconomici, i membri di questa generazione valorizzano le identità individuali, rifiutano gli stereotipi, sono aperti ai cambiamenti, pragmatici e disposti ad entrare in contatto con persone di gruppi diversi che hanno cause e interessi simili.

generazione z social media McKinsey
Le caratteristiche distintive della generazione Z (Fonte: studio McKinsey)

Non ci deve quindi sorprendere che la Generazione Z favorisca la crescita di prodotti personalizzati e marchi personali. Questo spiega perché una piattaforma come TikTok propone contenuti ampiamente diversificati e adotta un algoritmo che offre selezioni personalizzate.

Per quanto riguarda la tecnologia siamo in presenza di un’inversione di tendenza: la generazione Z usa i social media meno della precedente generazione Y (o “Millennials”). Dal momento che per loro non sono una novità – sono nativi digitali – li utilizzano in modo diverso. Alla condivisione di massa via Facebook o via Instagram preferiscono i gruppi Whatsapp tra amici che garantiscono una maggiore riservatezza o una Storia che si autodistrugge dopo 24 ore.
Secondo lo studio “Generation Nation 2019 ” di Collaborata, oltre il 50% dei Millennials posta aggiornamenti online quotidianamente, mentre lo fa solo il 32% dei Centennials.

Per quanto riguarda la fruizione di contenuti, le indagini di mercato rilevano che la Generazione Z ha una soglia di attenzione molto bassa – mediamente 8 secondi – e spesso preferisce consumare contenuti nel formato “rich video”.

Inoltre la Generazione Z preferisce creare contenuti a differenza dei  Millennials che hanno una preferenza verso il consumare contenuti. 

Infine, prendiamo in esame il rapporto di questa generazione con la pubblicità.

Sebbene si creda che al pubblico giovane ed esperto di digitale non piaccia essere oggetto di attività pubblicitarie, in realtà non è così. La Generazione Z è composta da nativi online che hanno familiarità con le tattiche digitali, cioè da utenti abbastanza “smaliziati” e che per essere attratti hanno bisogno di nuove tecniche pubblicitarie, come i video originali ed autentici come i video originali ed autentici pubblicati su TikTok.
In generale vogliono vedere volti e ascoltare storie: lo storytelling degli influencer ha quindi più presa dei volti delle celebrità o degli annunci pubblicitari. Gli influencer sono infatti considerati affidabili perché vicini e più simili.

Generazione Z: quale tipo di comunicazione sui social media? 

Gli aspetti che abbiamo appena elencato ci fanno comprendere che ci sono alcuni elementi che caratterizzano la Generazione Z rispetto alle generazioni precedenti: 

  • lo strumento preferito è lo Smartphone (e non un PC)
  • preferenza per i contenuti visuali
  • forte ricerca della personalizzazione ed individualità (video consigliati nella sezione “Per Te” di TikTok, Youtube o TV streaming vs TV tradizionale, Spotify vs. CD, chat vs. email)
  • apprezzamento per i contenuti brevi (video di 5 – 15 secondi) od effimeri (Storie, che si autodistruggono dopo 24 ore)

In sintesi una strategia di comunicazione che voglia raggiungere ed attrarre la Generazione Z dovrà pertanto essere caratterizzata da: 

  • utilizzo di Social Media visuali (video brevi come TiKtok o Instagram Reels, Storie)
  • brevità ed incisività, per stimolare la curiosità a partire da contenuti con forte impatto visuale
  • capacità di coinvolgere l’audience attraverso contenuti personalizzati e attività collaborative (challenge, hackaton, live streaming, etc)
  • basata sull’ autenticità.

Le campagne marketing che molti brand stanno realizzando su TikTok possono essere un’utile fonte di ispirazione. Infatti proprio come i Millennials hanno favorito l’ascesa delle precedenti piattaforme di social media, come Facebook e Instagram, la Generazione Z sta alimentando il boom del social network di proprietà di ByteDance: studiare come le persone si esprimano su questa piattaforma potrà certamente aiutarvi a comprendere il comportamento e le esigenze di questa generazione in ascesa.