Non ti serve fare Personal Branding…ma sei proprio sicuro?

 In Personal Branding

Quando si parla di “self marketing” o di strategie di Personal Branding ci si imbatte spesso in quello stesso tipo scetticismo e forte spirito critico che, per vari motivi, pervade il mondo di chi si tiene ancora lontano dal mondo dei social media – “si, si tratta di qualcosa che può essere utile ma non fa al caso mio”.

Perchè fare Personal Branding?

Eppure basterebbe riflettere sul fatto che costruire un brand personale è un fattore importante in molte, se non in tutte, le fasi che possiamo incontrare durante la nostra vita professionale:

  • la ricerca del primo lavoro. I candidati con un forte personal brand hanno il vantaggio di potersi distinguere  in un mercato del lavoro affollato e competitivo e dove le esperienze accademiche e lavorative presentano poca differenziazione tra una persona e l’altra. Le società iniziano a guardare, oltre a qualifiche tradizionali e competenze, anche nuovi parametri come l’influenza online (Klout). Ad esempio la multinazionale americana Salesforce.com ha recentemente pubblicato un annuncio di lavoro dove un Klout superiore a 35 rappresentava un requisito gradito per la posizione da ricoprire.

strategie di personal branding

  • la salvaguardia dell’attuale posto di lavoro. Come ci ricorda in maniera ironica la figura seguente con il tweet di Carla Corigliano, viviamo in un mondo in cui anche per l’Italia è tramontato il sogno del “posto fisso”. Pensare a uno sviluppo professionale all’interno della propria azienda è un modo non solo per cercare un avanzamento ma anche per salvaguardare la propria posizione lavorativa. Ci stiamo spostando da una “Knowledge economy” ad una “social economy” e le aziende, ci piaccia o no, apprezzeranno sempre di più chi ha la capacità di distinguersi come influencer nella propria area di competenza.

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  • il re-inserimento nel mercato del lavoro. Per i lavoratori maturi espulsi dal mercato del lavoro è fondamentale dedicarsi in maniera pro-attiva alla valorizzazione di sé stessi, in un’ottica di riqualificazione o eventuale riconversione professionale. Sotto questo punto di vista valorizzare il proprio Personal Brand, facendo leva sulle opportunità di visibilità offerte dal web e dai social media, è un passo importante nel difficile cammino che dovrà portare  la persona a  ri-affermare la propria autorevolezza e leadership, eventualmente cercando una ricollocazione come professional o freelance. Senza tema di smentita, si può tranquillamente affermare che un lavoratore maturo che faccia un bilancio personale delle proprie risorse e potenzialità può senz’altro trovare una o più aree dove è ancora in grado di eccellere e di dimostrare la propria competenza.
  • il lancio di una iniziativa imprenditoriale. La scelta fatta da molti in virtù di un certo spirito imprenditoriale insito nel proprio DNA e intrapresa da molti altri solo perché sono le circostanze a dettare questa strada (impossibilità di trovare un lavoro dopo gli studi o, come descritto nel punto precedente, difficoltà a rientrare nel mercato del lavoro). Come dice Marco “Monty” Montemagno, un giovane imprenditore digitale, “Non cercare un lavoro. Crea un lavoro!”. Nel video seguente Monty ci dice il suo punto di vista su perchè valga la pena lanciare oggi una start-up digitale. Il video ha qualche mese ma anche nel 2013 rimane attuale.
    E ricordatevi che al giorno d’oggi non esiste più molta differenza tra business e personal brand!

Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento. — Charles Darwin

Per approfondire il tema del Personal Branding per la ricerca del lavoro o per lo sviluppo di una tua attività imprenditoriale.

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