blog post importanza video brevi

Uno dei fenomeni più interessanti che stiamo vedendo in questi mesi è il boom dei video brevi.

Come abbiamo detto, esaminando i principali social media trends del 2021, tutte le principali social app, come TikTok, Instagram, Snapchat, YouTube offrono o stanno sviluppando funzionalità per la creazione e condivisione di short video.

La diffusione dei video – qualsiasi sia la loro durata – sui canali online non è comunque una sorpresa: chiunque trascorra del tempo su web o mobile sa che questo tipo di contenuto sta ormai prendendo il sopravvento. E non solo perché la pandemia ci sta costringendo a trascorrere molta parte del nostro tempo a casa: già dal 2015 il video streaming ha cominciato a crescere del 13% ogni anno.
Una ricerca di CISCO prevede addirittura che entro il 2022 l’82% dei contenuti online sarà video.

Nel corso degli anni il video si è ricavato un ruolo sempre più importante. Come ben evidenziato nel grafico di Connie Chan (Fig. 1), abbiamo visto tre fasi distinte nella diffusione del contenuto video.

Fig.1: 3 fasi nella diffusione dei video – Fonte: Connie Chan/Andreessen Horowitz

La prima fase, ovviamente, è stata quella della televisione, dove la produzione di contenuti richiedeva budget elevati, un’accurata pianificazione e precisi limiti di durata (30 – 60 minuti).

Nella seconda fase, l’avvento di YouTube ha rotto gli schemi e reso possibile a chiunque di essere un creatore di contenuti. I contenuti possono essere di qualsiasi durata (1 minuto, 10 minuti o anche qualche ora) e possono essere pubblicati in qualsiasi momento.

Ora siamo entrati nella terza fase, l’era di TikTok, dove i video sono di breve durata (5 – 15 secondi) e possono essere creati senza la necessità di avere delle apparecchiature particolari: è sufficiente uno smartphone.

Uno dei motivi di successo dei video brevi è certamente il fatto che la sua durata è perfetta per la bassa soglia di attenzione che tutti noi abbiamo verso i vari media. Questa soglia di attenzione è particolarmente bassa – si stima in circa 6 – 8 secondi – per la Generazione Z, un segmento di mercato a cui si rivolgono i brand più attivi online.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il formato verticale di questi contenuti: il successo di TikTok, il boom delle Storie di Instagram o Snapchat è fortemente legato alla verticalità dei video.

Secondo la definizione che fornisce la stessa TikTok all’interno del proprio sito web, l’app fornisce una “Fully-immersive vertical video experience”, dove è la verticalità del video ad essere evidenziata come elemento di differenziazione.

I video in formato verticale sono infatti diventati così popolari da superare quelli in formato orizzontale.
Sono diversi i fattori che hanno reso il formato verticale così popolare.

Il mondo è diventato mobile.
Non lo possiamo negare: siamo sempre connessi allo smartphone e sono pochi i momenti in cui utilizziamo il desktop. La naturale conseguenza è che quando accediamo ai social media lo facciamo da un cellulare, cioè in formato verticale.

Potrebbe sembrare ovvio, ma gli smartphone, proprio come qualsiasi altro telefono, sono stati progettati per soddisfare la loro funzione principale: effettuare e ricevere chiamate, il che significa che sono disegnati per essere utilizzati tenendoli in posizione verticale.

In effetti, secondo il MOVR (Mobile Overview Report) del dicembre 2014, il 94% degli utenti tiene il telefono in verticale quando guarda un video, anche se questo ha un formato verticale (v. Fig. 2).

importanza video brevi: formato verticale
Fig. 2: In che formato preferiamo i video sul cellulare?

Credit: Form Meets Function – MOVR (Mobile Overview Report)

I social network sono ottimizzati per i dispositivi mobili.

Più il mondo diventa mobile, più i social network seguono la tendenza. Tenere il telefonino in posizione verticale consente di digitare e accedere facilmente ai menu e persino di utilizzare diverse funzionalità in modo più intuitivo e naturale. Per questo i social network hanno modificato le loro interfacce utente.

I video verticali migliorano i risultati degli inserzionisti.

I video verticali non sono solo utili per utenti e social network, ma possono anche avere un impatto significativo sulla tua attività. In effetti, i dati forniti da Snapchat dicono che gli inserzionisti che hanno iniziato a utilizzare video verticali per promuovere i loro prodotti hanno ottenuto risultati molto migliori di quelli che non lo hanno fatto, soprattutto per quanto riguarda le visualizzazioni e il coinvolgimento degli utenti.

Secondo i dati di Wibbitz, una piattaforma che permette di creare video automatizzati, l’utilizzo di video verticali ha provocato un incremento del 130% delle visualizzazioni e un coinvolgimento 4 volte maggiore su Facebook.

Usare il cellulare in verticale richiede meno fatica.

Siamo così abituati a leggere le e-mail, a cercare le nostre foto e persino a guardare i video in verticale, che non giriamo mai i nostri telefoni in orizzontale!
Inoltre i video verticali sono molto più facili da registrare.

Ci sono anche altri motivi che hanno reso così popolari gli short video tra i brand e i creators:

  • Le piattaforme mettono a disposizione degli utenti degli strumenti sofisticati di editing video. Non è necessario avere delle competenze specialistiche nella creazione e montaggio di video per realizzare dei contenuti coinvolgenti ed interessanti.
  • Sound On: la loro visualizzazione avviene con l’audio attivo e cioè consente di attirare immediatamente l’attenzione dell’utente. Inoltre la presenza di un brano musicale migliora l’aspetto emozionale del contenuto e crea delle esperienze immersive.
  • I contenuti mostrati all’utente (nella scheda Per Te di TikTok o in quella Esplora di Instagram) sono trovati dall’algoritmo e non in base alle connessioni social. Questo permette alle persone di essere costantemente aggiornate sui trend più recenti e ai video di diventare virali indipendentemente dal numero di contatti del creator.
  • Le caratteristiche di imperfezione, autenticità e spontaneità (diversamente da quanto troviamo su Instagram, dove le creatività trasmettono quasi sempre un’immagine patinata e sofisticata) degli short video sono adatte per comunicazioni più “casual” e quindi più adatte per la Generazione Z, un segmento di utenza che altrimenti sarebbe difficile da raggiungere da parte dei brand.

Come si vede, l’utilizzo dei video è ormai al centro delle attività di comunicazione dei social ed è diventato uno strumento che, con tutte le sue diverse declinazioni (long, short, dirette, livestream shopping, etc) deve occupare uno spazio importante nel bagaglio degli strumenti a disposizione del moderno marketer.

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